Zaccheo e Gesù

TRENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Zaccheo è un personaggio che ci risulta simpatico. Forse perché ce lo immaginiamo, piccolo di statura,o rende anche un po’o e anche un po’ – ci  in maginiamo piccolo di staturaquel suo gesto di salire su un albero, che lo rende anche un po’ ridicolo. In realtà, Zaccheo – ironia della sorta, il suo nome significa «puro» – era un personaggio temuto ed odiato a Gerico, in quanto era il capo degli esattori delle tasse per conto dell’invasore romano e si era grandemente arricchito alle spalle della povera gente. Continua a leggere

«Che io non perda nulla…»

COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

Cimitero AversUna delle parole più belle di Gesù, una promessa consolante e – se ci fidiamo di Lui – una certezza che cambia il nostro modo di vivere, sta proprio nel vangelo che ci viene proposto oggi. Gesù parla alla folla e afferma di essere venuto a fare la volontà del Padre. E qual è questa volontà di Dio? «Che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato». Proprio domenica abbiamo ascoltato il brano evangelico di Zaccheo. Gesù in quell’occasione commenta così di se stesso: «Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». Come a dire: se anche qualcosa è andato perduto, io lo cerco e lo salvo! Continua a leggere

Sotto il sicomoro di Gerico

TRENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

dsc_1623La vicenda di Zaccheo rischia di trovarci fra i «tutti» che mormorano perché Gesù, con tutta la gente che avrebbe potuto onorare con la sua presenza, si fermò nella casa di un pubblico peccatore. Dobbiamo fare un passo indietro e contemplare la scena di quel giorno a Gerico. Andò così, ma avrebbe potuto accadere diversamente. Proviamo ad immaginare altri scenari.

Prima eventualità: Gesù entra a Gerico e a Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, non importa proprio nulla e va avanti a fare le sue cose, come se niente fosse. Questa è l’ipotesi statisticamente più probabile in un mondo, pure curioso come il nostro. Per Gesù c’è scarso interesse, a meno che non sia rivestito di sensazionalismo e condito con qualche miracolo. Continua a leggere

Trentunesima Domenica del Tempo Ordinario. Potenza della salvezza…

Tutti a parlare di Zaccheo. Invece bisogna parlare di Gesù. Il protagonista è lui. Quell’uomo «piccolo di statura» poteva così salire sull’albero per «vedere chi era Gesù»: l’avrebbe visto passare, e sarebbe ridisceso e tornato a casa sua, esattamente piccolo come era prima. È Gesù che, per vedere un peccatore, «alzò lo sguardo». Mi colpisce sempre questo particolare nel racconto: siamo abituati a pensare che per vedere i peccatori bisogna guardare in basso, molto in basso. Gesù invece guardò in alto, per vederlo nascosto tra il fogliame folto del sicomoro, pianta così adatta a vedere qualcuno senza essere visto. Continua a leggere

Terza Domenica di Avvento. La porta della gioia.

Torna la figura di Giovanni il Battista in questa terza domenica di Avvento in cui vogliamo aprire la porta della gioia. È la domenica della gioia, nella prossimità del Natale. Il profeta Sofonia invita a gridare di gioia, anzi afferma che sarà «il Signore, tuo Dio, salvatore potente» che «gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia». San Paolo ci rivolge un monito che è divenuto tipico di questa domenica: «Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti». E Giovanni? Continua a leggere

Le dimissioni della Polverini e la forza pirotecnica di Zaccheo…

Hanno chiuso la porta principale, ma si riservano di entrare da quella sul retro per continuare la razzia. Verrebbe da dire così davanti all’esito dimissionario della vicenda che ha riguardato la Regione Lazio. Continua a leggere