Il «sempre» comincia «oggi»

TRENTADUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Foto AC – Prauleta

La pagina evangelica che abbiamo ascoltato per essere adeguatamente compresa avrebbe bisogno di qualche informazione circa un dibattito che esisteva all’interno della religione ebraica tra coloro che sostenevano la risurrezione dei morti (i farisei) e coloro che la negavano (i sadducei).

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«Terrenità» ed eternità

TRENTADUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

La storiella della “vedova ammazzamariti”, che viene raccontata a Gesù da alcuni sadducei, è sicuramente inventata e serve solo come pezza giustificativa a questo gruppo di sacerdoti aristocratici per dimostrare l’impossibilità della risurrezione della carne. Siccome non è possibile risolvere il problema della appartenenza coniugale di quella donna – l’hanno avuta in sette! – allora tutto deve risolversi nell’aldiquà e non è affatto necessario che Dio risusciti il corpo. Continua a leggere

La conversione del… ricominciare

SECONDA DOMENICA DI AVVENTO – Anno A

Piz Boè - Gruppo del SellaGesù e Giovanni dicono la stessa cosa nella loro predicazione: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Giovanni, dicendo queste parole vuole indicare proprio Gesù: è Lui a rendere vicino il regno dei cieli e a rendere urgente la conversione. Continua a leggere

Vivere da risorti

TRENTADUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Pale di San Martino da Malga RolleNon è un vangelo facile quello di questa domenica. Bisognerebbe conoscere bene i riferimenti dell’Antico Testamento cui accenna Gesù e tenere conto della contrapposizione tra farisei e sadducei sul tema della risurrezione dei corpi. Continua a leggere

Trentaduesima Domenica del Tempo Ordinario. Terreno e ultraterreno…

La storiella della «vedova ammazzamariti» – che alcuni sadducei raccontano a Gesù per fargli prendere una posizione sulla questione della risurrezione (che li vedeva contrapposti ai farisei) – è un capolavoro di insensibilità. Essa dipinge il matrimonio come un contratto di possesso del marito sulla moglie e pretende di descrivere l’aldilà come lo stato in cui questo possesso diviene definitivo: nel caso della donna che ha avuto sette mariti, è dunque impossibile accertare il possessore, per cui – concludono questi saccenti aristocratici – non esiste alcuna risurrezione, perché Dio, poveretto, non potrebbe risolvere questo grave problema… di proprietà. Continua a leggere