Un cuore che prepara

SECONDA DOMENICA DI AVVENTO – Anno B

Per noi consolare significa soltanto pronunciare parole di solidarietà e di affetto, così da essere vicini a qualcuno in difficoltà. Non è esattamente quello che intende il profeta Isaia quando ci riporta un preciso monito di Dio: «Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio». La consolazione non si limita ad alcune parole, ma comporta la trasformazione della situazione. Quando Dio interviene a consolare, non dà una pacca sulla spalla, dicendo qualche parola dolce. No, egli consola il suo popolo, cambiando di fatto lo stato in cui esso vive, trasformandone storicamente la condizione. Continua a leggere

Il cuore di Maria

IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA VERGINE MARIA

Maria è un faro del nostro cammino di Avvento. Com’è il cuore di Maria? Potremmo dire che è un cuore che veglia (è il verbo che già abbiamo utilizzato nel nostro «itinerario del cuore»). E anche i verbi che utilizzeremo nelle prossime domeniche, e poi a Natale e nella solennità dell’Epifania, Maria ha saputo coniugarli alla perfezione. Esattamente di questa perfezione ci parla la solennità odierna, in cui ci è stato proposto il brano evangelico di Luca che ci informa sul momento in cui l’angelo portò a Maria l’annuncio della sua futura maternità. La Vergine avrebbe concepito e partorito il Figlio di Dio. Continua a leggere

Un cuore che veglia

PRIMA DOMENICA DI AVVENTO – Anno B

Vi sarà capitato di parlare con una persona provata dalla vita, sino al punto di essere giunta sull’orlo della disperazione. Ebbene, se quella persona la conosci bene e conosci la trama del suo passato, l’unico modo per aiutarla, per ridestare in lei la speranza, è quello di suscitare il ricordo di un’esperienza del bene, fatto o ricevuto. Farle ricordare il bene nel momento del buio è il modo migliore per aiutarla a sperare. «Chi può ricordare, può anche sperare. Continua a leggere

Gesù, giudice finale

CRISTO RE DELL’UNIVERSO – Anno A

Parabola o realtà? La pagina evangelica di oggi sembrerebbe alludere ad un’immagine parabolica, ad una di quelle scene paradossali che Gesù amava mettere davanti agli occhi dei suoi uditori. Da non prendere alla lettera, dunque. No, questa non è una parabola. Gesù usa sì un’immagine che doveva essere usuale – il pastore che separa le pecore dalle capre – ma per descrivere un fatto che avverrà realmente e che riguarderà ciascuno di noi. Gesù si presenta come il giudice finale e anticipa, a nostro favore, i criteri del giudizio. Continua a leggere

La vita e i talenti

TRENTATREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

In tempi di crisi finanziaria mondiale questa parabola di Gesù merita una spiegazione supplementare. Non è affatto un invito all’azzardo o alla ricerca di un profitto scriteriato, anche se il poveretto che aveva ricevuto un solo talento si sente dire dal padrone che avrebbe dovuto affidare il suo denaro ai banchieri per poter ritirare il versato con gli interessi maturati. Continua a leggere

L’olio della sapienza

TRENTADUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Questa parabola, raccontata oggi – magari come una delle tante finte “storie vere” di cui sono pieni i programmi televisivi – avrebbe avuto sicuramente un’appendice polemica per scoprire di chi è stata la colpa di tanto trambusto. State sicuri, che dal dibattito sarebbe risultato che il colpevole è lo sposo: arrivato in ritardo, è lui che ha creato una odiosa distinzione tra le dieci damigelle della sposa, ed è solo colpa sua se cinque sono rimaste fuori dal banchetto di nozze. Continua a leggere

I danni del fariseismo

TRENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Sembra di capire che Gesù ce l’ha con gli scribi e i farisei. In verità, Gesù non ce l’ha con nessuno in particolare. Semmai, intende mettere in guardia da un atteggiamento in cui più facilmente possono cadere i farisei, cioè persone che di per sé sono scrupolose nell’osservanza dei comandamenti. Ciò che dice Gesù, quindi, ci riguarda. Egli, infatti, sta prospettando i rischi che possono correre – diremmo noi oggi – quelli che vanno in chiesa tutte le domeniche. Quali sono questi rischi? Continua a leggere

Il valore aggiunto della fede

COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

Ieri, solennità di tutti i Santi, abbiamo scoperto, grazie al grande affresco delle Beatitudini, ciò che accomuna tra loro i santi: l’essersi fidati di Dio. Nello spazio di queste ore tra la solennità dei santi e la commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa ci mostra che questa fiducia in Dio non annulla lo scacco della morte. Continua a leggere

Santità, orme visibili

SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI

Non so se vi siete accorti che le tre letture che la liturgia propone per questa solennità dei Santi iniziano tutte con un verbo che è tra i più importanti nella nostra vita: vedere.

La lettura tratta dal libro dell’Apocalisse dice: «Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo…». Il brano della prima lettera di Giovanni dice: «Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!». La pagina evangelica è quella bellissima in cui Gesù proclama le Beatitudini; essa inizia così: «In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte… e insegnava loro dicendo: Beati…». Vedere è il verbo della consapevolezza, oserei dire della certezza. Continua a leggere

La misura dell’amore

TRENTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Al dottore della legge che voleva mettere in difficoltà Gesù si potrebbe dire: «Nulla è cambiato, tutto è cambiato». Nulla è cambiato, perché Gesù ha semplicemente citato la Scrittura, non aggiungendo nulla. Tutto è cambiato, perché, citando la Scrittura, Gesù la fa dipendere da altro, dall’amore. Continua a leggere