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Che bello! Oggi ho deciso di cominciare con tre domande che contengono tutta l’immediatezza del vivere. (1) Si può spiegare la boccata d’aria che si respira in montagna? (2) Si può spiegare l’acqua fresca che si beve quando si ha sete? (3) Si può spiegare la fragranza del pane appena uscito dal forno? No che non si può!
Anche le parole di Gesù sul mistero dell’amore sono talmente semplici da essere inspiegabili. Si capiscono come si capisce l’aria, l’acqua, il pane, non con dei ragionamenti ma entrando nella dinamica della relazione tra persone. Tante volte Gesù non lo capiamo per niente, perché cerchiamo di elaborarlo come si farebbe con un campione di laboratorio, in modo asettico, senza entrare davvero in relazione con lui. Invece egli suggerisce proprio questa via: «Voi mi vedete – dice – perché mi amate e osservate la mia parola e vivete con me e io dimoro con voi e vi amo». Ecco, Gesù ci parla di un intreccio di vita e di amore che permette di riconoscersi e di vedersi. E di riconoscere e vedere Dio.
Voi sapete che mi piace sovvertire la grammatica (ho inventato i due avverbi di persona «subito» e «sempre»). Ecco oggi Gesù, parlandoci di Dio – il Padre – ci dice che non è affatto un complemento oggetto di «dimostrazione», ma un soggetto di «relazione». Non è «io vedo il Padre» (ricordate Filippo che voleva vederlo come fosse un oggetto?), ma è «Io sono nel Padre e voi in me e io in voi». Il cristianesimo è una vita, non una dottrina. Se noi ci ostiniamo a trattarlo come un libro, un elenco di regole da rispettare, un prontuario di preghiere ben fatte, allora non ne ricaviamo niente e prima o poi ci domanderemo a che cosa serve, che cosa cambia nella mia vita con il fatto che dico di essere cristiano.
Sarebbe come pretendere di sentire la fragranza del pane con un’analisi chimica dei suoi componenti: la fragranza in un laboratorio scientifico è un elemento sconosciuto. Così come dall’analisi chimica dei colori di un dipinto non ricaverò mai e poi mai il motivo per cui mi piace tanto quel quadro! Sento dire spesso che l’amore è il centro del cristianesimo, ma non l’amore spiegato, no, è l’amore vissuto con le sue obbedienze, le sue fatiche, le sue gioie e le sue contraddizioni.