Santità, orme visibili

SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI

Non so se vi siete accorti che le tre letture che la liturgia propone per questa solennità dei Santi iniziano tutte con un verbo che è tra i più importanti nella nostra vita: vedere.

La lettura tratta dal libro dell’Apocalisse dice: «Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo…». Il brano della prima lettera di Giovanni dice: «Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!». La pagina evangelica è quella bellissima in cui Gesù proclama le Beatitudini; essa inizia così: «In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte… e insegnava loro dicendo: Beati…». Vedere è il verbo della consapevolezza, oserei dire della certezza. Ora, la visione che racconta l’Apocalisse è un grandissimo affresco interiore che anticipa una meta precisa per tutta quanta l’umanità: l’essere una moltitudine immensa che sta in piedi davanti al trono di Dio.

Il vedere a cui ci invita l’apostolo Giovanni è un’evidenza di importanza capitale: egli parla di una realtà «che saremo» – saremo simili a Dio e lo vedremo così come egli è – ma comincia con il sottolineare che già ora in questa vita terrena noi siamo realmente figli di Dio.

Il vedere di Gesù, infine, è lo sguardo di Dio su questa nostra umanità smarrita, e, siccome ci vede, ci parla con le parole delle Beatitudini.

Queste tre letture sono l’offerta di Parola di Dio della Chiesa per questa solennità di Tutti i Santi. Verrebbe da concludere subito che la santità è una questione di vedere, e non di immaginare, e nemmeno di pensare, e tantomeno di sognare. Esattamente le tentazioni più comuni legate alla santità, pensata come un privilegio concesso a pochi, che non ci sogniamo nemmeno di applicare a noi, sia perché ce ne consideriamo indegni, sia perché ci costerebbe troppa fatica… e comunque non abbiamo la stoffa della santità, tanto vale pensarla come il vestito da Dio destinato ad altri. Non è così. La santità è la vocazione pensata da Dio per ciascuno di noi. La santità è un cammino terreno, è qualcosa che si può vedere.

Vale la pena, allora, prendere sul serio le parole dell’apostolo Giovanni e partire dalla visione del grande amore che il Padre ci ha dato e che ci permette di essere davvero figli. Forse la nostra vita deve partire da questa consapevolezza, invece che da altre suggestioni. Se comincio con il dire a me stesso: «Non valgo niente. Non ce la farò mai. Sono una nullità. Non raggiungerò mai ciò che mi propongo. Continuo a sbagliare…», allora finirò con il crederci e la santità resterà una questione che non mi riguarda. Se invece metto avanti a tutto la certezza che il Padre mi ama e che questo amore mi rende davvero figlio, allora mi sarà più facile camminare, nonostante gli errori.

Vale la pena prendere sul serio le Beatitudini di Gesù, che non sono affatto il manifesto di un sognatore ma il progetto di vita del discepolo che vuole mettersi sulle orme del Signore.

«Un giorno il beato Giovanni da Siena si trovava raccolto in preghiera den­tro il duomo della sua città. Ed ecco una visione tutta particolare: vide il portone centrale del duomo aprirsi ed entrare degli Angeli che gettavano della sabbia finissima nel corridoio centrale della chiesa salendo verso l’al­tare. Ad un certo punto ecco entrare Gesù. Saliva sul quel tappeto di sab­bia e lasciava le sue orme. Subito dopo arrivò Maria: saliva mettendo i suoi piedi perfettamente sulle orme di Gesù. Dopo Maria ecco gli Apostoli e i Martiri: anche loro misero i loro piedi quasi perfettamente sulle orme di Gesù. Ma poi arrivarono tanti altri discepoli di Gesù che finirono con il perdere le orme di Gesù che quasi si cancellarono. Ecco arrivare un gruppo di San­ti che ritrovarono le orme di Gesù e le rese­ro ben visibili anche per gli altri. Poi arriva­rono tanti altri cristia­ni che misero male i lo­ro piedi e di nuovo le orme scomparvero. Ed ecco di nuovo un altro gruppo di Santi che misero i loro piedi sul­le orme di Gesù e riu­scirono a renderle di nuovo ben visibili an­che per gli altri». Questa storia ci aiuta a capire chi sono i Santi e ci stimola ad essere anche noi discepoli che mettono i loro piedi nelle orme di Gesù, rendendole così visibili anche per gli altri.

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