Amore integrale

QUINDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Due domande, due risposte. Andiamo con ordine, perché altrimenti questa pagina evangelica rischia di essere ridotta ad una ricetta sociale, mentre è una proposta esistenziale globale. Prima domanda: «Che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?» Lo scopo della domanda è la vita eterna, ovvero la salvezza integrale dell’uomo, non una semplice liberazione orizzontale. È una domanda verticale, quella del dottore della legge. Non domanda: «Dimmi come posso star meglio». No. La domanda riguarda la vita eterna, ovvero la dimensione della salvezza che naturalmente passa attraverso questa vita terrena ma non si lascia da essa definire. Continua a leggere

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Il segreto è amare se stessi

TRENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Quello che Gesù promette allo scriba – «Non sei lontano dal regno di Dio» – è un bene assai prezioso. Eppure quest’uomo ha soltanto detto alcune parole sagge, rispondendo egli stesso ad una domanda che aveva rivolta a Gesù – «Qual è il primo di tutti i comandamenti?» – e a cui Gesù stesso lo aveva aiutato a rispondere. Quindi, anche soltanto sapere, che il comandamento più importante è amare Dio con tutto se stessi e amare il prossimo come se stessi, fa sì che non si sia lontani dal regno di Dio. Il che significa: essere sulla strada giusta, dentro la storia degli uomini, sulla via che conduce alla felicità. Continua a leggere

La misura dell’amore

TRENTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Al dottore della legge che voleva mettere in difficoltà Gesù si potrebbe dire: «Nulla è cambiato, tutto è cambiato». Nulla è cambiato, perché Gesù ha semplicemente citato la Scrittura, non aggiungendo nulla. Tutto è cambiato, perché, citando la Scrittura, Gesù la fa dipendere da altro, dall’amore. Continua a leggere

La carità scaturisce da Dio

QUINDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Pulsatilla alpinaConosciamo talmente bene questa parabola, che siamo convinti di conoscerne il significato: esso fa parte delle cose che sappiamo d’istinto. Ora, la parabola del buon samaritano è quella che ci insegna ad amare il prossimo, qualunque prossimo incontriamo sulla nostra strada. Esatto, ma un po’ troppo semplificato. Anche perché la parabola è inserita in un quadro ben preciso: il dialogo tra Gesù e un dottore della legge. Quest’ultimo, come spesso accade, fa domande a Gesù con lo scopo di metterlo alla prova. Le domande sono due, e in entrambi i casi Gesù costringe il suo interlocutore a pensare e a dare egli stesso la risposta, che poi Gesù conferma, invitandolo a passare dalla teoria alla pratica. Continua a leggere