Non c’è posto Giuseppe

AGOSTINO CLERICI, Non c’è posto Giuseppe. Il terzo segno, L’essenziale è visibile, Como 2019, pagine 48, euro 5,00

La figura di Giuseppe sembra un’ombra che s’allunga sulla scena dell’Incarnazione del Figlio dell’Altissimo. Invece egli fu un padre nel senso più pieno della parola. Come ebbe a dire Giovanni Paolo II, «san Giuseppe è stato chiamato da Dio a servire direttamente la persona e la missione di Gesù mediante l’esercizio della sua paternità». Purtroppo la letteratura apocrifa lo ha descritto come un vecchio vedovo a cui fu data in custodia Maria per conservarne intatta l’illibatezza. Questo libro vuole riabilitare Giuseppe da questa caricatura disumana e ridonargli lo spessore di un uomo, sposo e padre autentico e non semplicemente «putativo». Il racconto breve ce lo rappresenta di fronte all’inspiegabile rifiuto patito a Betlemme – dove, sia chiaro, Giuseppe non era affatto profugo – e all’incredibile povertà di una mangiatoia per animali ove ebbe i natali suo figlio, il Figlio di Dio. Due segni – e Maria sa leggerli megli o di Giuseppe – si dipanano subito, mentrec’è un terzo segno che trova la sua luce solo alla fine, dopo che per trent’anni la casa di Nazaret è stata la mangiatoia discreta e serena per un figlio cresciuto nell’umanità e nella fede di un popolo in attesa del Messia. Il racconto si legge d’un fiato e regala il sapore del Vangelo. Un inedito vangelo secondo il padre, Giusepp8

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Vedi la recensione di Lorenzo Morandotti sul “Corriere di Como” (8 dicembre 2019)