Colpo di testa 159 / Guerre dimenticate sotto la coltre del Covid-19

Corriere di Como, 14 aprile 2020

Che è successo alle altre notizie? Sembra che nel mondo ce ne sia ormai una sola in una sorta di pandemia comunicativa, e che non succeda nient’altro. Un fatto non comunicato quasi non esiste, lo sappiamo bene. E questa legge è tragicamente all’origine anche della diffusione del Covid-19, dovuta proprio alla censura cinese che, per qualche settimana, ha permesso al coronavirus di prendere l’aereo e di atterrare ovunque. Nel mondo, più o meno in ritardo, tutti i Paesi hanno dovuto prendere coscienza che non potevano pretendere di essere l’isola felice dell’immunità al virus, e questo spiega perché ormai non si parli d’altro. Continua a leggere

Colpo di testa 132 / Non esiste conversione nel mondo dei Social

Corriere di Como, 8 ottobre 2019

Il caso del ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti è solo l’ennesimo episodio in cui qualcuno scoperchia l’imbarazzante cronologia di tweet, commenti e messaggi – alcuni decisamente offensivi – allo scopo di usarli nell’infuocato agone politico. I censori trovano sempre il consenso di un numeroso pubblico, tra i quali forse si annidano anche alcuni che hanno già patito la medesima gogna mediatica o avrebbero materiale sufficiente per crearne una, solo che ci si avventurasse nel loro fornitissimo archivio digitale. Continua a leggere

Colpo di testa 56 / Baby-gang e aggressioni. Il ruolo di scuola e famiglia

Corriere di Como, 16 gennaio 2018

Si moltiplicano i casi di aggressione da parte di bande di minori nei confronti di adolescenti. Come spiegare questo fenomeno? Intanto, nel regno del male e specificamente in certi episodi criminosi, vige la regola della mimesi: la notizia di aggressioni – così come accade con i suicidi, ad esempio – offre un supplemento di “coraggio” a delle menti che sono già orientate verso azioni simili. La pubblicità mediatica favorisce il moltiplicarsi dei casi: c’è chi ama sapere che in televisione si sta parlando proprio di lui e della sua bravata. Continua a leggere

«Quanta sporcizia c’è nella Chiesa! Quanta superbia, quanta autosufficienza!»

«Quanta sporcizia c’è nella Chiesa!». Aveva detto proprio così l’allora cardinal Joseph Ratzinger durante la Via Crucis al Colosseo del 2005, le cui meditazioni erano state affidate proprio a lui che di lì a poco sarebbe diventato Papa. Giovanni Paolo II seguiva dalla sua cappella, aggrappato al Crocifisso, in uno degli ultimi giorni della sua vita terrena. L’espressione fu letta quasi esclusivamente in riferimento alla questione dei preti pedofili. Ma il cardinal Ratzinger aveva aggiunto due altre esclamazioni: «Quanta superbia, quanta autosufficienza!». Continua a leggere