Prendere una parte…

DOMENICA DELLE PALME – Anno C

Il Vangelo della Passione, in un colpo solo, ci ha fatto ascoltare l’esito della vita di Gesù. Vangelo, cioè «bella notizia». E ci domandiamo dove stia la bella notizia in quella che appare più verosimilmente come una «brutta storia».

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Perdono da ricevere e da concedere

QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C

Nella scena che ci è stata rappresentata mancano due cose. Non c’è un processo: la donna è stata sorpresa in flagrante adulterio e condotta nel tempio per essere lapidata. Per gli scribi e i farisei il caso è già chiuso, ma vogliono usare quella donna per tendere un tranello a Gesù, che, però, sfugge alla loro macchinazione e di fatto annulla la lapidazione.

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Chi se ne è andato e chi è rimasto

QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C

Dovrebbe esserci un contrasto tra chi se ne è andato e chi è rimasto. Sono entrambi figli, ma uno è rimasto col padre e l’altro no. Eppure, il vero pugno nello stomaco che questa parabola ci dà sta nel dover constatare che non c’è contrasto tra i due figli, sono uguali pur avendo fatto scelte diverse: hanno perso la fraternità tra di loro perché entrambi hanno frainteso la figliolanza con il padre.

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Fretta e impegno

TERZA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C

La legge spietata dell’economia – che oggi sembra essere finita nelle mani della finanza – ordina senza mezze misure di tagliare i rami che non producono. Nella parabola di Gesù questa legge la ritroviamo sulla bocca del padrone, che chiede di tagliare il fico sterile. Il vignaiolo cerca di convincerlo a dargli ancora un anno, e in quell’anno egli si offre come solerte agricoltore «se no, lo taglierai».

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Estetico e anestetico

SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C

«Quando si svegliarono, videro…». Come si fa ad addormentarsi in un momento così decisivo? Pietro, Giovanni e Giacomo si erano lasciati anestetizzare sul monte Tabor, «oppressi dal sonno». Gesù, invece, si era come estetizzato davanti a loro.

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Diavolo e simbolo

PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C

La Quaresima inizia sempre nel deserto e il personaggio che accompagna Gesù è il diavolo. Questa parola deriva dal greco e significa «colui che divide». Le si contrappone un’altra parola, simbolo, che significa «colui che unisce». Ma potrebbe anche essere «ciò che divide» contrapposto a «ciò che unisce».

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Contro l’ipocrisia

OTTAVA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Tre parabole come altrettanti colpi d’occhio che Gesù usa per colpire l’ipocrisia, vera e propria malattia mortale che mina la comunità cristiana. La prima immagine dice bene la pretesa dell’ipocrita: è cieco, e vuole essere la guida della comunità, bisognosa di qualcuno che sapientemente la indirizzi, e che, guidata da un cieco, finirà sicuramente nel fosso.

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La dignità dell’amore

SETTIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Parole difficili anche solo da ascoltare, quelle del vangelo di oggi. Il nostro mondo corre sui binari di una giustizia che contempla almeno la possibilità del risentimento nei confronti dei nemici e la liceità a difendersi strenuamente dal male ricevuto.

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Il cuore dell’umanità

SESTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Esistono ancora i falsi profeti? Quelli di cui tutti dicono bene? Credo di sì, e forse il loro numero è aumentato ed è sicuramente più subdola la loro cassa di risonanza grazie a mezzi di consenso ancora più sofisticati. Oggi si direbbe che i falsi profeti sono quelli che hanno tanti “mi piace” nei social…

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Soci di Simone

QUINTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Che cosa significa «prendere il largo»? Per uno che sta su una barca, significa allontanarsi dalla sicurezza della riva, dove però rischia di esserci anche il fastidio della folla, con quella tipica oppressione delle convenzioni che limitano la libertà.

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