L’assemblea dell’unico corpo

TERZA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Ascoltare il resoconto del grande raduno del sacerdote Esdra (in occasione della riedificazione del tempio dopo l’esilio) è sempre commovente. Per ricostruire un popolo ci vorranno sicuramente muratori e artigiani che edificano le case, ma serve anche la Parola di Dio ascoltata «dallo spuntare della luce sino a mezzogiorno». Ci sono tante cose da fare, tutte importanti, ma c’è un giorno intero da dedicare al Signore. Continua a leggere

I «senza terra»

SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI

La parola «santo» in greco suona in un modo inconfondibile – aghios – il cui significato non lascia dubbi: «senza terra». In effetti a noi, istintivamente, la parola «santo» fa pensare al cielo. I santi ci richiamano il paradiso, e non è forse il paradiso, il cielo, la condizione da cui è assente proprio la terra? Se così fosse, tutto sarebbe facilmente spiegato: noi siamo in terra, i santi sono in cielo. Invece no: resta da spiegare come sono finiti in cielo i santi. Continua a leggere

Scelta pastorale molto discutibile

In merito alla notizia rimbalzata dai social network alle testate nazionali, circa la “carta fedeltà della parrocchia” di Lurate Caccivio (ovvero una tessera per i ragazzi sulla quale vengono apposti dei timbri in base alle frequenze al catechismo e alla messa domenicale), è apparso questo mio commento sul Corriere di Como di oggi, 4 ottobre 2018.

Tessera fedeltà parrocchiale? No, grazie. Messa, catechismo, confessione sono troppo importanti e associarli ad un timbro su una tessera che certifica il grado di cristianità mi pare una scelta pastorale molto discutibile. Lo dico da uno che è stato parroco fino a pochi giorni fa e che ha sempre cercato la via migliore per convincere i genitori che il cammino cristiano dei loro figli verso i sacramenti è una cosa seria, a cui dare almeno la stessa attenzione che essi riservano alle attività scolastiche e culturali e a quelle sportive e ricreative. Continua a leggere

Dio, specchio o plastilina?

QUATTORDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Il motivo per cui Gesù incontra diffidenza e disprezzo nel suo paese natale può essere riassunto con una frase: «Questo Gesu lo conosciamo bene, è uno di noi, per cui non può essere Dio!». Quello che gli abitanti di Nazaret desiderano da Dio è che sia straordinario, e invece Gesù è una persona normale, che ha fatto per tanti anni il falegname e ha condiviso la loro stessa vita, per cui non può essere Dio. Insomma, se un Dio che se ne sta lontano rischia d’essere inutile, un Dio troppo vicino e troppo umano rischia di essere ordinario. Continua a leggere

La vite nei tralci

QUINTA DOMENICA DI PASQUA – Anno B

Ecco un’altra immagine che dice il nostro rapporto con Dio. Non più solo pecore che appartengono ad un pastore buono, che le conosce e le ama sino a dare la vita per loro. In fondo, le pecore sono la proprietà, pur preziosissima, del pastore; sono da lui distinte. Gesù si paragona ad una vite e ci vuole suoi tralci, uniti a lui per portare frutto. Continua a leggere

Un cuore ecclesiale

TERZA DOMENICA DI PASQUA – Anno B

La pagina evangelica odierna ci riporta ancora alla sera della prima Pasqua e della prima domenica cristiana della storia. Questa insistenza serve certo per descrivere come Gesù risorto si rese presente quella sera, ma anche per tratteggiare il modo in cui Egli continua ad essere presente in mezzo a noi. Continua a leggere

L’avventura della Chiesa

Erroneamente è stato pubblicato un post già presente nel blog. Ecco il nuovo testo.

SECONDA DOMENICA DI PASQUA – Anno B

Chi ha inventato la domenica? Verrebbe da rispondere: è stata la Chiesa. Eppure la domenica già esisteva e, per gli ebrei ad esempio, era il primo giorno dopo la festa del sabato (per intenderci, come il nostro lunedì). È stato Gesù a modificare radicalmente questo primo giorno lavorativo nel giorno festivo. Il brano evangelico che abbiamo appena ascoltato ci racconta le prime due domeniche cristiane della storia. Continua a leggere

La dinamica della Chiesa

SECONDA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Essere cristiani è adesione ad una dottrina o partecipazione ad una esperienza? Tanti pensano che sia la prima cosa, e, quindi, di fatto non sono cristiani se non anagraficamente. La pagina evangelica che abbiamo ascoltato oggi ci racconta, invece, come è nata l’esperienza cristiana di Andrea e Giovanni, e poi di Simone, e non parla di dottrine o di idee, ma di persone che s’incontrano e che vanno a dimorare insieme. Continua a leggere

Colpo di testa 53 / C’è anche chi chiede la carità della cultura

Corriere di Como, 12 dicembre 2017

Stavolta il colpo di testa lo faccio nella mia porta. Lo so, si chiama autogol, e lo fanno i difensori maldestri e sfortunati, per un eccesso di zelo. A dire il vero, io presto solo la testa per girare il pallone che mi è giunto dal solito soggetto divisivo, forse un po’ isolato, sicuramente inascoltato, uno che sta vicino al corner insomma. Ve ne sono anche nella mia squadra, di solito stanno in panchina, ma qualche minuto in campo l’allenatore glielo deve far fare anche a loro. Continua a leggere

Il cuore di Maria

IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA VERGINE MARIA

Maria è un faro del nostro cammino di Avvento. Com’è il cuore di Maria? Potremmo dire che è un cuore che veglia (è il verbo che già abbiamo utilizzato nel nostro «itinerario del cuore»). E anche i verbi che utilizzeremo nelle prossime domeniche, e poi a Natale e nella solennità dell’Epifania, Maria ha saputo coniugarli alla perfezione. Esattamente di questa perfezione ci parla la solennità odierna, in cui ci è stato proposto il brano evangelico di Luca che ci informa sul momento in cui l’angelo portò a Maria l’annuncio della sua futura maternità. La Vergine avrebbe concepito e partorito il Figlio di Dio. Continua a leggere