Colpo di testa 07 / La selfie-mania e l’uomo di superficie

Corriere di Como, 15 novembre 2016

«Smartphone, smartphone delle mie brame, chi ha la più bella immagine del profilo del reame?»

«Smartphone, smartphone delle mie brame, chi ha la più bella immagine del profilo del reame?»

Secondo uno studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), l’Italia è seconda solo agli Stati Uniti nella classifica dei Paesi in cui si fanno più selfie condivisi poi su Instagram, il social network dedicato alle immagini. Ma se misuriamo il dato in rapporto al numero di abitanti, l’Italia diventa di gran lunga la prima in classifica. Voglia di fotografarsi. Perché? La risposta a questa domanda non è univoca. Eppure sembra innegabile che la selfie-mania nasce e cresce a dismisura, solo perché ci sono gli strumenti di diffusione di massa delle fotografie: la ricerca del Cnr ha monitorato un numero impressionante di scatti fatti a se stessi, con le condivisioni che viaggiano a un ritmo di 17 mila l’ora. Continua a leggere

Perseveranza e agitazione

TRENTATREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

autunnoPer finire al centro di un programma televisivo sui misteri che affascinano, alla profezia di Gesù manca un tassello importante. Non c’è la data. «Verranno giorni…», già ma dicci, caro Gesù, in quale giorno esattamente, e, se puoi, anche l’ora così non prendiamo impegni! Evidentemente Gesù non ha interesse a finire nell’elenco dei vaneggiamenti circa il giorno della fine del mondo. Il suo intento non è affatto quello, e ce ne accorgiamo subito perché i segni che egli descrive vanno bene per ogni epoca storica, compresa la nostra. E poi, magistralmente, con l’arte del vero oratore, Gesù aggiunge: «Ma non è subito la fine». Se mi permettete un gioco di parole, anzi di articoli, vi dirò che a Gesù interessa metterci in guardia non tanto sulla fine, ma sul fine della storia. La fine non è adesso e non è subito, mentre il fine è già adesso, è subito. Continua a leggere

Colpo di testa 06 / Il piano del rumore e il piano del silenzio

Corriere di Como, 8 novembre 2016

Como da BrunateRicordo di averne sentito parlare già quindici anni fa’ . Allora, se non ricordo male, si chiamava «Piano di zonizzazione acustica». Vedo che oggi si parla di «classificazione acustica del territorio comunale», e circola già un nomignolo più comprensibile alle orecchie del volgo, «piano del rumore». La giunta di Como ne ha approvato uno nei giorni scorsi e lo ha passato al consiglio comunale per l’approvazione. Continua a leggere

Vivere da risorti

TRENTADUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Pale di San Martino da Malga RolleNon è un vangelo facile quello di questa domenica. Bisognerebbe conoscere bene i riferimenti dell’Antico Testamento cui accenna Gesù e tenere conto della contrapposizione tra farisei e sadducei sul tema della risurrezione dei corpi. Continua a leggere

Colpo di testa 05 / L’ultimo nascondiglio della sicurezza

Corriere di Como, 1 novembre 2016

Norcia, la cattedrale di San Benedetto dopo il sismaIl terremoto è un evento che rivela più di altri la condizione terrena dell’uomo. A uno che svolazza un po’ troppo con le sue elucubrazioni mentali solitamente si dice: «Tieni i piedi per terra!». Ebbene, il terremoto sconquassa proprio questo bisogno di saldezza terrestre, va a stanare l’ultimo nascondiglio in cui l’uomo cerca la propria sicurezza. Continua a leggere

«Che io non perda nulla…»

COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

Cimitero AversUna delle parole più belle di Gesù, una promessa consolante e – se ci fidiamo di Lui – una certezza che cambia il nostro modo di vivere, sta proprio nel vangelo che ci viene proposto oggi. Gesù parla alla folla e afferma di essere venuto a fare la volontà del Padre. E qual è questa volontà di Dio? «Che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato». Proprio domenica abbiamo ascoltato il brano evangelico di Zaccheo. Gesù in quell’occasione commenta così di se stesso: «Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». Come a dire: se anche qualcosa è andato perduto, io lo cerco e lo salvo! Continua a leggere

Un cammino che fa per noi

SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI

dal-passo-gardena-in-alta-badiaLa parola «santo» suscita in noi un grande rispetto, ma anche una grande distanza. Dice qualcosa che è molto vicino a Dio, che ne ricopia in terra la perfezione. Dice una vita realizzata, la cui santità è stata riconosciuta dopo la morte, ma di cui si è avuta la percezione anche prima. Continua a leggere

Sotto il sicomoro di Gerico

TRENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

dsc_1623La vicenda di Zaccheo rischia di trovarci fra i «tutti» che mormorano perché Gesù, con tutta la gente che avrebbe potuto onorare con la sua presenza, si fermò nella casa di un pubblico peccatore. Dobbiamo fare un passo indietro e contemplare la scena di quel giorno a Gerico. Andò così, ma avrebbe potuto accadere diversamente. Proviamo ad immaginare altri scenari.

Prima eventualità: Gesù entra a Gerico e a Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, non importa proprio nulla e va avanti a fare le sue cose, come se niente fosse. Questa è l’ipotesi statisticamente più probabile in un mondo, pure curioso come il nostro. Per Gesù c’è scarso interesse, a meno che non sia rivestito di sensazionalismo e condito con qualche miracolo. Continua a leggere

Anticipazioni sul mio nuovo libro…

copertina

AGOSTINO CLERICI, Il Piccolo Principe incontra Gesù. Dialogo al pozzo di Nazaret, L’essenziale è visibile, Tavernerio (Como) 2016, pagine 96, euro 8,00

«L’essenziale è invisibile agli occhi».
è la rivelazione della volpe al piccolo principe
nel famoso racconto di Antoine de Saint-Exupéry.
Senonché proprio il bambino venuto dallo spazio
incontra il bambino venuto dal cielo, Gesù:
ne rimane profondamente affascinato
e per lui si apre una nuova più grande rivelazione.
L’essenziale diventa visibile nel volto di Gesù,
nelle sue parole, nel suo insegnamento:
l’amicizia con lui genera un «addomesticamento»
tutto particolare, che sconvolge la vita.
Il racconto dei due bambini,
che dialogano vicino al pozzo di Nazaret,
si trasforma così in un nuovo messaggio
rivolto ai grandi, che vogliono diventare… piccoli.
Le note teologiche, che l’autore aggiunge,
sono l’occasione per mettere in fila
le parole più importanti del cristianesimo
in una catechesi essenziale, capace magari
di riavvicinare alla fede chi è divenuto tiepido
e dice di non credere più…

Clicca qui per scaricare uno specimen del libro che permette di leggere l’introduzione e alcune parti del racconto e del commento. Scrivendo a questa mail, è possibile chiedere ulteriori informazioni e prenotare copie del libro – che sarà disponibile entro la metà di novembre – a prezzo scontato (1 copia = 7 euro; da 2 a 9 copie = 6 euro; da 10 a 99 copie = 5 euro; a partire da 100 copie = 4 euro  –  Spese di spedizione / pieghi di libro ordinario: 2 euro).

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Colpo di testa 04 / La nostra tradizione e le zucche riempite

Corriere di Como, 25 ottobre 2016

Purtroppo sono passati tanti anni, la memoria non è più quella di una volta. Eppure mi pare ancora di sentire la mia maestra delle elementari (allora era rigorosamente una) declamare tra i banchi la poesia per il giorno dei morti. Era di Angiolo Silvio Novaro o di Ada Negri? Ammetto: non me lo ricordo e anche la poesia l’ho dimenticata. Parlava di foglie morte, di viale verso il cimitero. So con certezza che quelle rime guidarono le mie visite al camposanto nei giorni dei morti, quand’ero bambino. Nel paese in cui sono nato c’è proprio un lungo viale per arrivare al cimitero, e le parole della maestra risuonavano dentro di me insieme ai pater ave gloria del rosario. Continua a leggere