Sotto il sicomoro di Gerico

TRENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

dsc_1623La vicenda di Zaccheo rischia di trovarci fra i «tutti» che mormorano perché Gesù, con tutta la gente che avrebbe potuto onorare con la sua presenza, si fermò nella casa di un pubblico peccatore. Dobbiamo fare un passo indietro e contemplare la scena di quel giorno a Gerico. Andò così, ma avrebbe potuto accadere diversamente. Proviamo ad immaginare altri scenari.

Prima eventualità: Gesù entra a Gerico e a Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, non importa proprio nulla e va avanti a fare le sue cose, come se niente fosse. Questa è l’ipotesi statisticamente più probabile in un mondo, pure curioso come il nostro. Per Gesù c’è scarso interesse, a meno che non sia rivestito di sensazionalismo e condito con qualche miracolo. Allora sì, si fanno chilometri e chilometri per andare a vedere il fenomeno da baraccone, ma quando si tratta di andare a Messa la domenica nella propria chiesa con la stessa gente e lo stesso prete di sempre, allora quanta fatica anche solo ad attraversare la strada. Ebbene, se Zaccheo fosse rimasto a casa sua, avrebbe mancato l’incontro con Gesù, perché probabilmente Gesù non sarebbe andato a cercarlo a casa sua.

Seconda eventualità: Gesù entra a Gerico e Zaccheo vuole vederlo, spinto dalla curiosità; Gesù passa, Zaccheo lo vede, punto e basta. In fondo, egli è uno dei tanti curiosi che ha fatto di tutto per vederlo senza farsi vedere. Certo, Zaccheo non è uno qualunque, è famoso e pubblicamente odiato per la sua professione di strozzino al servizio dei Romani. A maggior ragione, può far finta di niente. Per fortuna Gesù non ragiona come noi, altrimenti non avrebbe mai alzato lo sguardo su quel piccolo uomo che, nascosto nel fogliame di un sicomoro, cercava di vederlo. Quante volte ci comportiamo come Zaccheo e vorremmo vedere Gesù senza essere visti da lui. Non desideriamo un incontro vero con lui, forse perché ce ne sentiamo indegni, ma più sovente perché ci vergogniamo della nostra situazione di peccato e abbiamo timore che Gesù ci chieda troppo. Ebbene, se Gesù non avesse alzato lo sguardo, tutta la fatica di Zaccheo non sarebbe servita a nulla. Avrebbe visto da lontano senza essere incontrato da vicino. La grazia di Dio è questo sguardo misericordioso di Gesù. Puoi così salire in alto nella tua vita, se poi non fai conto su questo sguardo totalmente gratuito!

Terza eventualità: Gesù dice a Zaccheo di scendere perché vuole fermarsi a casa sua e Zaccheo rifiuta. Questo succede almeno una volta al giorno a ciascuno di noi. La porta si chiude alla grazia. Anche solo per distrazione, perché siamo presi da mille faccende importanti. Oppure per ostinato individualismo, perché lasciare entrare in casa nostra Gesù è pericoloso e dove arriva Lui nulla più resta al suo posto. E se poi intacca la mia libertà? Se poi non posso più fare quello che voglio? Se devo cambiare i miei comportamenti? Il piccolo uomo Zaccheo, da questo punto di vista, è un grande: pur avvicinatosi a Gesù da lontano, per pura curiosità, quando Gesù si autoinvita a casa sua, scende subito e lo accoglie pieno di gioia. Certe volte, per trovare accoglienza vera, devi bussare alla porta di un peccatore e di un pubblico peccatore. Gli altri sono capaci solo di mormorare alle spalle con la tipica acidità dei pettegoli, incapaci di condividere la gioia autentica per un peccatore che finalmente apre la porta di casa al Salvatore.

Quarta eventualità: Zaccheo ospita Gesù e gli offre una cena memorabile – del resto è ricco e può permetterselo! – ma poi tutto resta come prima. Vedete come la grazia e la libertà umana devono continuamente interagire? Non basta dichiarare la fortuna che Gesù in persona sia venuto in casa tua, devi onorarla con scelte di vita che siano in linea con il Vangelo. Gesù non chiede nulla a Zaccheo. È Zaccheo, che mette Gesù seduto a casa sua, mentre lui sta in piedi, e trasforma la sua vita con l’assunzione di una responsabilità nuova: la metà dei beni ai poveri e la restituzione del maltolto nella misura di quattro volte a uno. È finita così, con la salvezza – che è una risultante della grazia divina e dell’intraprendenza umana – entrata con Gesù nella casa di Zaccheo. Chi l’avrebbe mai detto, pochi minuti prima, sotto il sicomoro di Gerico?

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