Il sonno di Giuseppe

QUARTA DOMENICA DI AVVENTO – Anno A

dscn3608Matteo dice l’essenziale della vicenda di Giuseppe. Ha fretta di raccontare la vita di Gesù, non si dilunga molto sulla sua nascita. Eppure ci parla di una notte particolare, abitata da un sogno il cui protagonista è un angelo del Signore. Continua a leggere

Colpo di testa 10 / Il dubbio amletico di Bob Dylan

Corriere di Como, 13 dicembre 2016

Bob Dylan«Le mie canzoni sono letteratura?». Bob Dylan ammette di non aver mai trovato il tempo di domandarselo. È stata l’Accademia Svedese «a prendere in considerazione questa specifica domanda» e a dare «una risposta così meravigliosa», assegnando al cantante statunitense il Premio Nobel per la letteratura. Continua a leggere

Il dubbio di Giovanni

TERZA DOMENICA DI AVVENTO – Anno A

Val Bedretto invernaleL’immagine offerta dal vangelo odierno è consolante per noi. C’è il più grande tra i nati da donna, Giovanni Battista (e se lo dice Gesù, possiamo credergli), eppure anche lui è attraversato dal dubbio. Non è il Giovanni sicuro di sé del vangelo di domenica scorsa, colui che urlava nel deserto e aveva parole di fuoco per tutti. Ora, sembra che la vita lo abbia lavorato, ne abbia smussato gli angoli. È in carcere e va incontro a morte sicura. E dubita. S’interroga: avrò visto giusto? Avrò fatto bene? Continua a leggere

Il progetto di Dio, oltre il sogno umano

IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

neve-e-vento-1Proviamo a fare alcune considerazioni umanissime davanti alla scena che il Vangelo ci ha appena riproposto. Maria era una giovane donna promessa sposa di un uomo: due fidanzati ansiosi di dare forma al loro amore in una famiglia rallegrata dalla presenza dei bambini, dono del Signore. Che cosa c’è di più bello? Oggi sembra che questa forma del matrimonio sia continuamente rimandata come se costituisse un vincolo, quasi una prigione dell’amore. Una malsana idea di libertà porta tanti giovani a convivere o a prolungare fidanzamenti sino ad età che sono poi meno adatte alla maternità e alla paternità. Continua a leggere

Colpo di testa 09 / Rosberg dal gradino più alto sceglie la lentezza degli affetti

Corriere di Como, 6 dicembre 2016

ROSBERGIl mondo della Formula Uno è rimasto di stucco. La notizia data in diretta dal neo campione mondiale Nico Rosberg di volersi ritirare dalle corse è sembrata clamorosa perché totalmente inusuale. Continua a leggere

La conversione del… ricominciare

SECONDA DOMENICA DI AVVENTO – Anno A

Piz Boè - Gruppo del SellaGesù e Giovanni dicono la stessa cosa nella loro predicazione: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Giovanni, dicendo queste parole vuole indicare proprio Gesù: è Lui a rendere vicino il regno dei cieli e a rendere urgente la conversione. Continua a leggere

«Misericordia et misera». Quelle parole coniate da sant’Agostino, ora riprese da papa Francesco…

AGOSTINO CLERICI, La notte in cui nacque Misericordia. Incroci di donne, L'essenziale è visibile, Tavernerio 2015, disegni di Guido Calvi, pagine 96, euro 8,00

AGOSTINO CLERICI, La notte in cui nacque Misericordia. Incroci di donne, L’essenziale è visibile, Tavernerio 2015, disegni di Guido Calvi, pagine 96, euro 8,00

In questi giorni sto leggendo la lettera apostolica che papa Francesco ha scritto a conclusione del Giubileo straordinario della misericordia. Mi ha colpito il fatto che già nel titolo egli abbia preso spunto da un discorso tenuto milleseicento anni fa’ (forse nel 414) da sant’Agostino, un discorso che fa parte di quella grande opera, composta da 124 discorsi a commento del vangelo di Giovanni. Il racconto è quello dell’incontro tra Gesù e la donna adultera che sta per essere lapidata (Gv 8,1-11). Sant’Agostino, quando arriva al punto in cui sulla scena restano soltanto Gesù e la donna, con l’essenzialità e la forza della lingua latina, dice: relicti sunt duo, misera et misericordia (rimasero in due, la misera e la misericordia). Come a dire che c’è una disparità profonda tra colui che incarna la misericordia nella sua stessa persona e colei che, nonostante il suo peccato, non è la miseria ma semplicemente una misera. In questa definizione c’è l’infinita distanza tra l’essere peccato e l’essere peccatore, distanza che è alla base del perdono donato da colui che, invece, non è solo misericordioso, ma è la misericordia. Continua a leggere

Colpo di testa 08 / Fidel Castro il sognatore e la statua di John Lennon

Corriere di Como, 29 novembre 2016

fidel-castroPoliticamente era scomparso già da qualche anno, ideologicamente è ancora una bandiera che sventola, ma la notizia di questi giorni è che Fidel Castro è morto all’età di novant’anni. Trattandosi di uno degli uomini più divisivi del Novecento – o con lui o contro di lui – la notizia della sua morte ha generato un lutto inconsolabile a Cuba (almeno per quanto appare ufficialmente) e una gioia incontenibile a Miami, dove vive la maggior parte degli esuli cubani. Continua a leggere

Avvento è speranza… certa!

PRIMA DOMENICA DI AVVENTO – Anno A

Laion«La redenzione ci è offerta nel senso che ci è stata donata la speranza, una speranza affidabile, in virtù della quale noi possiamo affrontare il nostro presente: il presente, anche un presente faticoso, può essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino». Mi è ritornata davanti agli occhi questa espressione  dell’enciclica Spe salvi di Benedetto XVI. Mi sembra che queste parole possano fare da frontespizio al nuovo anno liturgico che comincia oggi con la prima domenica di Avvento. Esse descrivono perfettamente questo tempo prezioso che – nella sua scansione di quattro settimane – rappresenta l’intero cammino della vita, che è un lungo avvento nell’attesa dell’incontro definitivo con il Signore Gesù. Continua a leggere

Il crocicchio della salvezza

CRISTO RE DELL’UNIVERSO – Anno C

Odle e val di FunesLo spettacolo della croce di Gesù divide profondamente coloro che vi assistono. C’è un cerchio più lontano e anonimo, il popolo, il quale si comporta come da sempre si comporta il popolo, la folla, la gente: «stava a vedere». A vedere una scena di straziante sofferenza, per provare ribrezzo e insieme piacere. Continua a leggere