Le parole che si dicono a Natale sembrano sempre uguali. Ed è così. Che cosa si può aggiungere ad un fatto che parla da solo, come quello della nascita di Gesù? Eppure noi corriamo il rischio ogni anno di fallire l’appuntamento con il Natale. Di arrivare qui preparati per qualcos’altro, per un avvenimento che non è quello per cui ci convoca oggi il Signore. Ed è un avvenimento chiaro da subito, già nell’annuncio dell’angelo ai pastori: «Troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». Continua a leggere
Natale
Meditazioni natalizie sull’albero…
Nonostante i simboli sembrino destinati a finire in solaio – anche se sarei cauto a dichiararne troppo frettolosamente la morte – il Natale è ancora capace di far riaprire il baule delle “cianfrusaglie” e tirar fuori le statuine del presepe – magari quelle vecchie del nonno – e anche l’albero di Natale. Non è sopita la contrapposizione che si trascina da anni tra il presepe e l’albero, quasi che l’uno sia un simbolo cristiano e l’altro un segno pagano. Tutto sbagliato. Continua a leggere
Non sono «il parroco contro le maestre»…
Che brutta diventa l’«arte» del giornalismo, quando cerca ad ogni costo lo scontro e l’offesa. L’articolo che oggi il quotidiano La Provincia di Como pubblica (con tanto di vetrina in prima pagina) mi ritrae come un parroco in guerra «contro le maestre», che urla – virgolettato, non mio, ma tutti pensano che lo sia – «Zucche vuote, festeggiano Halloween». Ora, l’unico virgolettato a me attribuibile riportato nell’articolo riprende l’introduzione di un mio post sul profilo Facebook, in cui il linguaggio è volutamente provocatorio, finalizzato a presentare il contenuto di un articolo allegato (che dal giornalista non è nemmeno citato, forse perché pubblicato due anni fa sul quotidiano concorrente) in cui la «zucca vuota» è quella di cui non hanno bisogno i nostri ragazzi… Continua a leggere
Natale senza Gesù: è solo ignoranza storica…
Alcuni genitori della scuola elementare di Tavernerio – il comune della provincia di cui fa parte la mia parrocchia – si sono rivolti a me perché una insegnante di prima elementare avrebbe manifestato l’intenzione di fare una recita in occasione del Natale, evitando però di nominare Gesù, per rispetto di due alunni musulmani. La cosa mi ha sorpreso, anche se non si tratta di una novità. Ho invitato i genitori cattolici a documentarsi e a protestare con l’insegnante, indicando chiaramente l’equivoco di questa falsa motivazione di rispetto religioso. Continua a leggere
Ascensione del Signore. In alto i nostri cuori…
La solennità dell’Ascensione è molto importante perché segna il passaggio dal tempo della presenza storica di Gesù a quello della testimonianza storica dei suoi discepoli. Il breve dialogo tra Gesù e gli apostoli che ci viene raccontato dal libro degli Atti esprime proprio questo passaggio di consegna. Continua a leggere
Epifania del Signore. Come i Magi, inviati dalla Luce…
La solennità dell’Epifania è davvero un secondo Natale: la scena è la stessa, ma è come se il palcoscenico fosse diventato immensamente più grande. Ai pastori, che se ne sono tornati al loro lavoro, si sostituiscono i Magi, e questi personaggi venuti da oriente rendono ancora più universale la nascita di Gesù, che già a Natale era stata messa nella cornice già vasta dell’impero romano. Continua a leggere
31 dicembre. Tornare e… ringraziare
Quando arriva la sera del 31 dicembre, ogni anno, siamo presi tra due fuochi. Il più acceso è quello della lamentela, che dà voce al consuntivo delle fatiche realizzate e dei sogni irrealizzati. Lamentarsi può addirittura essere un atto umanamente terapeutico, ma quando questo rito lamentoso del 31 dicembre diventa esagerato e va ad intaccare i giorni di un anno come se fossero un unico blocco di negatività, allora lamentarsi è solo una forma di inaccettabile ingratitudine verso la vita. Continua a leggere
Santo Stefano. Natale domanda perseveranza…
Ieri abbiamo festeggiato il Natale di Gesù. Oggi festeggiamo il Natale di Santo Stefano. Evidentemente questa parola – Natale – ha due significati diversi: indica la nascita di Gesù ed indica la morte di Stefano. Continua a leggere
Natale del Signore. Il segno della mangiatoia.
«Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». Come ai pastori, anche a noi l’annuncio del Natale arriva così, con l’annuncio di un segno. Oh, io immagino sempre lo stupore che s’impadronisce di un papà e di una mamma, quando, tornando a casa, riconoscono questo segno nei loro bambini. Continua a leggere
Per dirci Buon Natale… impariamo dal presepe!
Per dirci Buon Natale… impariamo dal presepe. Proprio così. Un presepe cristiano parla da solo, ripete il Vangelo arricchito con la nostra vita: ci siamo anche noi tra quelle statuine. Continua a leggere
