Domenica delle Palme. Taceva… gridò forte…

La storia che abbiamo ascoltato è la storia della nostra salvezza. E l’interprete principale sulla scena è il nostro unico Salvatore. Salvezza e Salvatore sembrano essere i concetti meno adatti a descrivere una simile vicenda. Salvatore un Crocifisso? E che salvezza può mai venire dall’alto di una croce in cui muore, solo, colui che la storia umana con la sua sentenza descrive come un bestemmiatore, un impostore, un malfattore, un pericoloso sobillatore? Continua a leggere

Quinta Domenica di Quaresima. Tocca…

D’accordo, Gesù. Ci hai fatto assaporare l’acqua che disseta per sempre, ci hai aperto gli occhi con la luce che squarcia le tenebre del peccato, ma noi ora vogliamo toccare con mano la vittoria su quel male estremo che attanaglia la nostra vita: la morte che ce la ruba quando meno ce lo aspettiamo e che, comunque, anche se dopo lunghi anni, arriva inesorabile a toglierci gli affetti più cari. Continua a leggere

Quarta Domenica di Quaresima. Annusa…

Noi vedenti non possiamo nemmeno immaginare che cosa significhi nascere ciechi, non avere mai visto nulla, forse nemmeno sapere il significato della parola «vedere». Quanti nascono ciechi sviluppano da subito altre forme di riconoscimento delle cose e delle persone: annusano, ad esempio, e sentono odori e profumi. Quelli che ci vedono bene rischiano, invece, di divenire insensibili agli odori e ai profumi. Ma soprattutto rischiano di considerare la vista come un’abitudine, come un possesso ed un potere, e non come un grande dono.

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Terza Domenica di Quaresima. Assapora…

Alla fine di questo lungo racconto – una delle pagine più belle del Vangelo – ci accorgiamo che il motivo che ha occasionato quell’incontro tra Gesù e la donna samaritana rimane clamorosamente inevaso: né Gesù sembra aver bevuto – e tutto era nato dalla sua richiesta «Dammi da bere» – né la donna ha portato a casa quell’acqua che era andata ad attingere al pozzo – tanto che la sua anfora è rimasta lì, vuota. L’acqua che è circolata al bordo del pozzo di Sicar è un’altra, è un’acqua viva, che Gesù ha in abbondanza e di cui la donna si fa a sua volta portatrice e missionaria presso gli abitanti della sua città. Continua a leggere

Seconda Domenica di Quaresima. Guarda…

Gesù sul monte si lascia guardare da Pietro, Giacomo, Giovanni. Che cosa vuol dire? Che prima non era mai successo? No, mai così prima di quel giorno. Vedevano Gesù tutti i giorni, stavano sempre con lui, giravano per i villaggi, dialogavano, mangiavano insieme. Eppure, solo quel giorno, sul monte, Gesù si lasciò guardare nel profondo, si lasciò come riconoscere in quello che Egli era veramente. Continua a leggere

Prima Domenica di Quaresima. Ascolta…

Chissà che silenzio c’è nel deserto! Gesù vi restò quaranta giorni e quaranta notti, digiunando. Ci sembra impossibile poter digiunare per un tempo così lungo. Voi bambini mangiate cinque volte al giorno, se contiamo anche le merende e, nonostante questo, qualche volta avete ancora fame. Che cosa ha mangiato Gesù nel deserto? Il vangelo non ce lo dice, ma possiamo immaginarlo: locuste, miele selvatico, bacche, erbe. Non proprio cose appetitose, insieme all’acqua amara dei cactus… Continua a leggere

Mercoledì delle Ceneri. Quaresima: tempo per costruire sulla roccia…

Questo mercoledì delle Ceneri viene a interrompere il ritmo del tempo ordinario, che riprenderà solo fra tre mesi, dopo i tempi della Quaresima e della Pasqua. Abbiamo ascoltato per diverse domeniche alcuni passaggi significativi del «discorso della montagna» e avremmo dovuto sentire domenica le parole che lo concludono, se non fosse che domenica siamo già in Quaresima… Continua a leggere

Ottava Domenica del Tempo Ordinario. Come un bimbo svezzato…

San Giuseppe Cottolengo, il fondatore della Piccola Casa della Divina Provvidenza, era solito dire: «Se voi pensate al domani, la divina Provvidenza non ci pensa più, perché ci avete già pensato voi. Non guastate dunque l’opera sua, e lasciatela fare». Le parole che abbiamo ascoltato nel Vangelo di oggi – siamo sempre nel «discorso della montagna» – vanno in questa direzione, nella direzione dell’affidarsi e non dell’affannarsi. Continua a leggere

Settima Domenica del Tempo Ordinario. Amanti, perciò perfetti…

«Occhio per occhio e dente per dente» è un’espressione che conosciamo bene, ma che giudichiamo in modo sbagliato. Crediamo che sia una norma di giustizia vendicativa: ho ricevuto un pugno, ho diritto a darne uno. È così, ma il motivo di tale norma – conosciuta come «legge del taglione» – è appunto una esigenza di giustizia, per evitare che l’offesa subita si trasformi in ritorsione sproporzionata: ho ricevuto un pugno, ho diritto di ucciderti. Continua a leggere

Sesta Domenica del Tempo Ordinario. Ma io vi dico…

«Ma io vi dico…». La frase, di per sé, si presta a tanti usi. Oggi quel «ma» che sta all’inizio di una frase solitamente introduce un ribasso. Il papà ti ha detto di comportarti bene, ma io ti dico che puoi anche fare a meno di ascoltarlo… La mamma ti ha chiesto di aiutarla, ma io ti dico che puoi anche non ascoltarla… Continua a leggere