Prima Domenica di Quaresima. Ascolta…

Chissà che silenzio c’è nel deserto! Gesù vi restò quaranta giorni e quaranta notti, digiunando. Ci sembra impossibile poter digiunare per un tempo così lungo. Voi bambini mangiate cinque volte al giorno, se contiamo anche le merende e, nonostante questo, qualche volta avete ancora fame. Che cosa ha mangiato Gesù nel deserto? Il vangelo non ce lo dice, ma possiamo immaginarlo: locuste, miele selvatico, bacche, erbe. Non proprio cose appetitose, insieme all’acqua amara dei cactus… Comprendiamo perché, dopo quaranta giorni, «alla fine ebbe fame». Digiunare è un grande sacrificio, e Gesù non lo fece per dimagrire, ma per entrare in contatto con il Padre, nel silenzio e nella preghiera. Anche a noi farebbe bene un tempo di digiuno per dedicarlo alla preghiera. Il digiuno serve ancora oggi a questo: a lasciar perdere le nostre preoccupazioni e a mettere al centro Dio. Dovremmo saper digiunare dal cibo, ma soprattutto dalla troppa televisione, dal computer, dalle canzoni, dai rumori, dalle grida e dai litigi. Digiunare per ascoltare. Il nostro percorso di Quaresima quest’anno vuole essere un percorso per incontrare Gesù, affinando i nostri sensi. Voi sapete che sono cinque i modi che il nostro corpo ha per sentire: la vista, l’udito, l’olfatto, il gusto, il tatto. Siccome siamo diventati un po’ distratti e anche pigri, non li usiamo sempre tutti i nostri cinque sensi o li usiamo male. Invece, Gesù vogliamo incontrarlo percorrendo la strada dei cinque sensi.

Nel deserto è più facile ascoltare, e si può sentire anche il silenzio. C’è silenzio nelle nostre case? Si può sentirlo? Che bello sarebbe, ad esempio, se durante la settimana ci fosse almeno un momento in cui digiuniamo tutti dai nostri rumori per fare silenzio insieme e dire magari una preghiera insieme o ascoltare quello che ciascuno ha da raccontare o – lo dico in modo tutto particolare per mamma e papà – per dialogare un poco insieme e riscoprire il significato profondo del matrimonio. Il digiuno dai rumori sarebbe anche molto utile per ascoltare quello che Gesù ci vuole dire, imparando a riconoscere la sua parola in mezzo alle tante che si sentono e alle nostre chiacchiere.

Ascoltare, poi, è l’elemosina più grande che possiamo fare a tante persone che hanno bisogno di raccontare le loro cose. Ricordo sempre un ragazzo già un po’ grandicello che non andava mai a trovare i nonni. Quando io andavo a trovarli, essi si lamentavano di questo: «Caro don, il nostro nipote non viene mai a trovarci. Viene solo a Natale, a Pasqua e nel giorno del suo compleanno, ma abbiamo il sospetto che venga solo per prendere la mancia che gli abbiamo preparato…». Un giorno, quel ragazzo è venuto a dirmi che avrebbe voluto fare una penitenza, un digiuno, un sacrificio, insomma qualcosa di importante per Dio. gli ho detto: «Vai a trovare i nonni più spesso, ma non per ritirare la mancia e poi scappare via, ma solo per ascoltarli e per renderli felici». È diventato tutto rosso in faccia. Poi mi ha risposto: «Ma don, i nonni sono molto noiosi, dicono sempre le stesse cose». «Esatto – gli ho detto – ma è questo il digiuno che Dio vuole da te: digiuna dalle tue pretese e offri il tuo tempo gratuitamente, senza aspettarti nulla in cambio». Non credo che quel ragazzo mi abbia ascoltato. I nonni, un po’ di tempo dopo, si lamentarono ancora con me…

Forse quel ragazzo aveva ascoltato la voce del tentatore, che gli suggeriva di divertirsi con i suoi giochi e di non perdere tempo ad aiutare gli altri. Era quella stessa voce che aveva cercato di convincere anche Gesù nel deserto a fare cose strane: trasformare le pietre in pane, buttarsi giù dal punto più alto del tempio, prostrarsi ad adorare il diavolo. Gesù, grazie al digiuno che lo aveva allenato a sentire il silenzio, era diventato forte e sapeva distinguere bene le voci e le parole. Lui ascoltava solo Dio e la sua parola. E sapeva anche come rispondere al diavolo e come allontanare le sue tentazioni.

Anch’io, allora, prego così: «Gesù, a volte vorrei pregare ma non so cosa dire. Allora faccio un po’ di silenzio e ascolto i miei pensieri e il mio cuore. Ascolto, semplicemente. Ascolto e poi dico: Gesù, tu che conosci il mio cuore e la mia vita, aiutami a fare ciò che è buono per gli altri e per me. Amen».

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