QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno A

Dopo l’acqua, la luce. Il racconto del cieco nato ruota attorno a due verbi – vedere e sapere – che poi sfociano alla fine in un terzo – credere – che rappresenta il vero frutto della luce.
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Dopo l’acqua, la luce. Il racconto del cieco nato ruota attorno a due verbi – vedere e sapere – che poi sfociano alla fine in un terzo – credere – che rappresenta il vero frutto della luce.
Continua a leggereTERZA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno A

Il dialogo tra Gesù e la donna samaritana si sviluppa attraverso una serie di fraintendimenti. Punto di partenza è la sete, punto di arrivo è la fede (che a modo suo è una forma di sete!). Al centro c’è l’acqua, ma c’è acqua e acqua… quella in fondo al pozzo che si attinge con il secchio e quella che zampilla e va a finire dentro il cuore.
Continua a leggereSECONDA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno A

San Paolo non c’era sul monte Tabor ad assistere allo spettacolo della trasfigurazione di Gesù. Eppure, scrivendo ai Colossesi, enuncia in modo perfetto quello che Pietro, Giacomo e Giovanni videro sul monte: «È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità».
Continua a leggerePRIMA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno A

«Sareste come Dio, conoscendo il bene e il male». Questa tentazione del serpente – che fu vincente sui progenitori – forse non interessa più l’uomo e la donna di oggi. Essere come Dio che cosa significa veramente? Non è forse vero che Dio è stato emarginato dal campo delle decisioni umane? Dio, se c’è, sembra non contare.
Continua a leggereSETTIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

La cosiddetta «legge del taglione» è una disposizione che risponde ad una esigenza di giustizia, certo vendicativa, ma tendente ad evitare che l’offesa subita si trasformi in una ritorsione sproporzionata. Gesù assume questa legge dell’«occhio per occhio e dente per dente» e la trasforma interiormente in una legge di amore.
Continua a leggereSESTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Il discorso della montagna di Gesù, se lo intendiamo male, rischia di essere inteso come un pesante zaino da portare sulle spalle verso una vetta irraggiungibile.
Continua a leggereQUINTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Non si mangia il sale e non si fissa la luce. Sia il sale che la luce sono al servizio di altro. Il sale serve a dare sapore e a conservare. La luce serve a illuminare e vedere. Questa è la prima cosa importante in queste parole di Gesù rivolte ai suoi discepoli: egli ci indica un ministero, un servizio, un compito.
Continua a leggereQUARTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Chiamati lungo il mare, lasciano le barche e le reti e subito lo seguono. Verso dove? Gesù usa una parola strana. Parla di «regno dei cieli» o «regno di Dio». È lì che ci vuole portare.
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Gesù va a scegliere i primi quattro discepoli in un luogo feriale, «mentre camminava lungo il mare di Galilea», in una giornata lavorativa. E li porta via con sé, «subito».
Continua a leggereSECONDA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Giovanni fa una confessione che ci suona un po’ strana. Dice di Gesù: «Io non lo conoscevo». Come è possibile? Erano parenti, Maria ed Elisabetta – le madri – si erano incontrate prima della loro nascita.
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