Dio a livello dei nostri occhi…

SECONDA DOMENICA DOPO NATALE

In questa domenica tra Capodanno e l’Epifania ci viene riproposta la pagina che apre il vangelo di Giovanni. Che cosa possiamo dirne nello spazio di un’omelia? Intanto, che cosa non è. Non è un’astrazione filosofica piena di concetti. È, invece, il frutto di una riflessione che Giovanni ha fatto su quanto gli è accaduto. Continua a leggere

La benedizione di Capodanno

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

«Il Signore faccia risplendere per te il suo volto». Questo augurio, che la Chiesa propone come benedizione di ogni primo giorno dell’anno, non è per nulla scontato. Era molto comune nella religiosità antica pensare Dio proprio come uno che non ha volto, e questa percezione è ancora oggi presente in tante forme di spiritualismo, che, per definire Dio, lo allontanano dall’uomo, togliendogli tutto ciò che è troppo umano. Quindi, anche il volto. Continua a leggere

Il Natale di Simeone

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ MARIA E GIUSEPPE – Anno B

Il racconto della presentazione di Gesù al tempio è un vero e proprio spartiacque della storia. Tutto avviene nel tempio, luogo decisivo per la religiosità ebraica ufficiale. Tutto avviene per compiere la legge di Mosè. E lì, nel crocevia di un gesto ufficiale e legale, c’è l’incontro di un vecchio con il Bambino. È l’intera storia umana che abbraccia il suo Dio fatto uomo. Immaginiamo questo anziano, con le braccia rinsecchite e tremolanti, tenere tra le braccia il virgulto, insieme atteso e inaspettato. Continua a leggere

Dio ci ha trovati!

NATALE DEL SIGNORE

Una storiella ebraica rac­conta che un giorno un ragazzo si precipitò piangendo nella camera di suo nonno, il famoso rabbino Baruch. Le lacrime gli scorrevano sulle guance ed egli si lamentava di­cendo: «Il mio amico mi ha piantato in asso. È stato proprio ingiusto e sgarbato con me. Stavamo giocando a nascondino, e mi ero nascosto così bene che il mio amico non riu­sciva a trovarmi. Allora ha smesso di cercarmi e se n’è andato. Che razza di modo di comportar­si!». Continua a leggere

Che ci trovi nella disponibilità!

QUARTA DOMENICA DI AVVENTO – Anno B

Il re Davide – come ci ha raccontato la prima lettura – aveva voglia di fare qualcosa per Dio: si sentiva in colpa nell’abitare una bella casa di legno, mentre la presenza di Dio era custodita sotto una tenda. Davide voleva costruire una casa a Dio, e confida il suo progetto al profeta Natan, il quale gli dà il suo appoggio, utilizzando una espressione molto forte: «Il Signore è con te» (è la stessa con cui l’angelo saluterà Maria, annunciandole la nascita di Gesù). Continua a leggere

Che ci trovi nella gioia!

TERZA DOMENICA DI AVVENTO – Anno B

«Siate sempre lieti». Questo invito di san Paolo risuona non poco strano. Stride quel «sempre», che proprio non si intona con l’essere lieti, con la gioia. Ci capita qualche volta di essere contenti, ma il velo delle preoccupazioni è l’unica cosa che c’è… sempre, nella vita. Evidentemente san Paolo intende un’altra situazione. Continua a leggere

Che ci renda santi e immacolati!

IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

La festa dell’Immacolata costituisce una sosta meravigliosa nella serie delle quattro domeniche di Avvento che ci conducono al Natale. È come quando, lungo il sentiero che sale verso la vetta, si raggiunge un pianoro da cui si gode già lo scorcio di quel punto di arrivo tanto agognato. La solennità odierna è il balcone da cui si vede il Natale in tutta la sua bellezza! Continua a leggere

Che ci trovi in pace!

SECONDA DOMENICA DI AVVENTO – Anno B

«Fate di tutto perché Dio vi trovi in pace». Abbiamo sentito rivolto anche a noi questo monito, che segue quello di domenica scorsa. Non solo, giungendo all’improvviso, Gesù non ci deve trovare addormentati, ma vuole trovarci in pace e noi dobbiamo fare di tutto affinché ciò avvenga. La parola «pace» evoca tranquillità, serenità di rapporti, assenza di preoccupazioni. Continua a leggere

Che non ci trovi addormentati!

PRIMA DOMENICA DI AVVENTO – Anno B

«Fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati». Quando inizia l’Avvento, sentiamo sempre questa parola di Gesù che ci invita a vegliare. Bisogna comprendere bene il significato di questo inizio, che la Chiesa pone dentro lo scorrere di un tempo umano che ha legittimamente i suoi ritmi, che sono del resto anche i nostri. L’Avvento dura certo quattro settimane e si inserisce con i suoi giorni in un calendario, ma, come tutti i tempi della liturgia, esprime una dimensione che Cristo, con la sua vita, ha voluto dare a tutta la nostra vita. Continua a leggere

Il giudizio è ora

GESÙ CRISTO RE DELL’UNIVERSO – Anno A

L’amore raccolto nei piccoli vasi del tempo presente, un dono di amore ricevuto da raddoppiare nell’amore donato, va riversato nei più piccoli. Dopo due parabole – le vergini e i talenti – ecco una scenografia che sembra voler anticipare il giudizio finale, ma che in realtà parla ancora e soltanto dell’«adesso». Abilmente Gesù sposta l’obiettivo sulla fine, su «allora», «quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria», ma vuole rincarare la dose sull’urgenza di «ora», quando a bussare la porta non è il giudice finale, ma è Gesù travestito da piccolo, povero, affamato, assetato, nudo, malato, carcerato, ma anche semplicemente da altro da me. Continua a leggere