Bartimeo ci vede bene!

TRENTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Foto di Tobias Dahlberg da Pixabay

Chissà cosa avrebbe potuto dire il povero Bartimeo all’uomo ricco che se ne andò via rattristato senza seguire Gesù. A Bartimeo non fu detto: «Vieni e seguimi», ma un semplice «va’», eppure l’esito di questo racconto è che Bartimeo, non appena cominciò a vedere con i suoi occhi, «lo seguiva lungo la strada».

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Dare la vita in riscatto

VENTINOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Foto di Sasin Tipchai da Pixabay

«A che cosa mi serve l’altro?». Ogni potere mondano è centrato su questa domanda, esplicitamente detta o implicitamente pensata. Anche Giovanni e Giacomo sembrano partire dalla stessa domanda: «A che cosa ci può servire questo Gesù?».

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Colpo di testa 226 / L’uso improprio della parola libertà

Corriere di Como, 12 ottobre 2021

Immagini che danno fastidio, quelle della violenza urbana a Roma (ma anche a Milano) che colpisce la sede della Cgil e il Pronto Soccorso di un ospedale. Fa impressione vedere il tricolore sventolare quasi che i violenti l’abbiano scelto come vessillo delle loro azioni. Bandiere usate come armi improprie per devastare luoghi di convivenza civile.

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«Una cosa sola ti manca…»

VENTOTTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

 «Che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». È una domanda profonda quella che viene rivolta a Gesù da un tale non meglio identificato. È una domanda che va oltre le richieste di qualcosa di immediato che siamo abituati a vedere rivolte a Gesù.

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Colpo di testa 225 / Il «bla bla bla» terreno di democrazia

Corriere di Como, 5 ottobre 2021

Foto di Giancarlo Gallo da Pixabay

«Bla bla bla». Si usa solitamente questa espressione onomatopeica per indicare un chiacchiericcio inconcludente, un puro esercizio retorico che non approda ad alcun risultato. Chissà che cosa volesse intendere Greta Thunberg dal palco di Milano, attribuendo il «bla bla bla» ai Governi mondiali in riferimento ai tanti problemi che ruotano attorno ai cambiamenti climatici e alla salvezza del pianeta.

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Il bambino e il regno di Dio

VENTISETTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Per comprendere la parola di Gesù sul matrimonio, che riprende e rilancia il quadro contenuto nel secondo capitolo della Genesi (vedi la prima lettura), bisogna accogliere il regno di Dio come lo accoglie un bambino. È un’immagine molto famosa, che è stata rivestita di sentimentalismo e svuotata del suo autentico significato.

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Colpo di testa 224 / Abele, Caino e l’abisso del male

Corriere di Como, 28 settembre 2021

La storia di Caino che uccide il fratello Abele sta all’inizio della Bibbia come narrazione che cerca di spiegare il male che serpeggia tra gli uomini. Una sorta di archetipo simbolico delle possibili incarnazioni della violenza che trasforma il paradiso delle relazioni nell’inferno delle inimicizie.

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«Nel mio nome»

VENTISEIESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

«Nel mio nome». C’è un’insistenza su questa condizione che rende possibile l’essere per Gesù da qualunque parte ci si trovi. Potrebbe sembrare facile realizzarla, ma non è così.

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Colpo di testa 223 / Significati che cambiano per una sola lettera

Corriere di Como, 21 settembre 2021

Foto di andreas N da Pixabay

Talvolta le parole si assomigliano anche se basta una lettera a distanziare di molto i loro significati. Ad esempio, «fragrante» si dice di qualcosa che emana un buon odore (lo è il pane appena sfornato). «Flagrante» è qualcosa di luminoso, di chiaro, di manifesto (lo è un reato colto nel momento stesso in cui è compiuto). Attenti a non confondersi, dunque, anche se può esistere qualcosa che sia insieme fragrante e flagrante: penso ad un oggetto o ad un soggetto che gravita nel mondo della bellezza.

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La croce è servizio

VENTICINQUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Foto di skalekar1992 da Pixabay

«Insegnava… Essi però non capivano». Allora Gesù aggiunge un gesto alle parole: prende un bambino, lo mette in mezzo e lo abbraccia. Il gesto serve a spiegare le parole che ha appena detto: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».

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