Colpo di testa 70 / Come pecore sparse tra mercenari e lupi

Corriere di Como, 1 maggio 2018

Finire nel gregge è considerata una sciagura per la mentalità individualista del nostro mondo post-moderno. E per certi aspetti lo è. Tanto è vero che, poi, coloro che si vantano di essere usciti dal gregge, nemmeno si accorgono che sono già finiti dentro un altro gregge, ancora più pericoloso proprio perché inavvertito. Nella nostra cultura radicata nel cristianesimo, l’immagine del gregge di pecore richiama «il pastore, quello bello» (andrebbe tradotta così l’espressione più comunemente nota come «il buon pastore»). E in effetti l’immagine evangelica oggi non piace. Continua a leggere

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Atteggiamenti da buon pastore

QUARTA DOMENICA DI PASQUA – Anno B 

Gregge di pecoreImmagine bellissima, quella del vangelo odierno. Ritorna tutti gli anni in questa quarta domenica di Pasqua in cui la Chiesa ci invita ad una particolare preghiera per le vocazioni. Gesù si riferisce alla consuetudine dei pastori di riunire in un grande recinto le loro pecore per la notte; al mattino, poi, ciascun pastore entrava nel recinto e chiamava le proprie pecore, che seguivano lui, e non altri, perché riconoscevano la sua voce. Una unità profonda che accomuna esseri di natura diversa, il pastore e le pecore, che simboleggia il legame che in Gesù Cristo si è venuto a creare stabilmente tra Dio e l’uomo. Nell’immagine entrano, per contrasto, anche il mercenario e il lupo. Continua a leggere

Quarta Domenica di Pasqua. Voce, recinto e porta…

Gesù oggi ci parla di recinto e di porta. Per forza, sta parlando di pecore, e fa riferimento a situazioni che poteva vedere ogni giorno. Noi non siamo abituati a veder greggi di pecore e, quando ne passa uno per la strada, fa subito notizia come un fatto eccezionale. Però, abbiamo un’idea negativa delle pecore e del gregge e associamo quest’immagine a una sorta di rinuncia alla libertà. Continua a leggere