La scaltrezza che Gesù vuole da noi

VENTICINQUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Foto AC – Steviola

Dio contrapposto alla ricchezza in una alternativa secca. Bisogna scegliere il padrone, che può essere uno solo. Si tratta di un linguaggio paradossale, perché sappiamo che il rapporto che possiamo avere con Dio e con la ricchezza è radicalmente diverso: di Dio siamo figli ed egli ci è padre e non padrone, della ricchezza rischiamo di diventare schiavi se perdiamo di vista che i beni terreni sono il mezzo «perché possiamo condurre – direbbe San Paolo (vedi seconda lettura) – una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio».

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L’insensibilità e la condivisione

VENTISEIESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

È forte la tentazione di leggere questa parabola come una illustrazione della legge del contrappasso, la cui linea di demarcazione è la morte. Nella vita terrena Lazzaro ha avuto i suoi mali ed ora, nella vita eterna, gode la sua consolazione. Il ricco, invece, ha avuto i suoi beni sulla terra ed ora sta nei tormenti. Una visione molto semplice e comoda, che è spesso citata da chi vuole accusare il cristianesimo di essere un messaggio consolante che invita i suoi seguaci a sperare nell’aldilà chinando il capo supinamente alle traversie di quaggiù. Continua a leggere

Contro la malattia, la condivisione…

SESTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

EPSON DSC pictureC’è qualcosa di peggio che essere malati? Sì, essere emarginati proprio perché malati. La lebbra – soprattutto al tempo di Gesù, ma è un morbo che, purtroppo, esiste ancora – era una malattia, che segnava la vita di chi veniva colpito: la norma del libro del Levitico (che abbiamo ascoltato nella prima lettura) afferma chiaramente che i lebbrosi devono abitare fuori dalla città. Gesù, nell’episodio che ci è stato narrato oggi dalla pagina evangelica, non guarisce solo la lebbra, ma risana anche la piaga dell’emarginazione: guarendo quell’uomo, lo reintegra nella società. Continua a leggere