I primi, gli ultimi, la porta stretta…

VENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Piz DuledaLe ultime parole del vangelo di oggi ci turbano un poco: il fatto che «vi sono ultimi che saranno primi e vi sono primi che saranno ultimi» non ci sembra giusto. Già ci sono nella nostra società molteplici casi di palese ingiustizia che siamo costretti a sopportare, ora anche Gesù proclama questa strana legge che non tiene conto delle precedenze acquisite sul campo: il primo avrà pur meritato il suo posto, perché dovrebbe essere retrocesso in coda? Se vai in posta o a prenotare gli esami clinici o anche al supermercato, ti danno un numerino che garantisce che l’ultimo arrivato non faccia il furbetto e passi avanti. Sembra che nel regno di Dio non funzioni così, e possono star fuori anche i primi arrivati se non sono riusciti ad attraversare la porta d’ingresso. Continua a leggere

Il fuoco di Gesù

VENTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Genziana ramosaCon le sue parole così forti Gesù vuole dirci che scegliere Lui può comportare qualche attrito sin dentro la trama della propria famiglia. E lascia intendere che bisogna scegliere Lui anche se una simile decisione rompe la cosiddetta «pace in famiglia» a cui siamo molto attaccati. Mi viene in mente Francesco d’Assisi con quel suo gesto di restituire i vestiti al proprio padre, un gesto che il santo compì non con astio nei confronti della sua famiglia ma con il cuore colmo del «di più» che egli sceglieva attraverso quel gesto. Mi viene in mente un altro giovane di cui parla il vangelo, quello che ebbe la fortuna di essere fissato e amato da Gesù, ma che preferì stare con i suoi beni. Francesco fu preso per matto quel giorno: lasciare una vita agiata e sicura, per che cosa poi? Per un sogno? Continua a leggere

In alto i cuori!

DICIANNOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Achillea moscataDa un po’ di tempo in qua noi cristiani siamo preoccupati perché il nostro numero diminuisce: sono sempre di meno quelli che vanno in chiesa, e magari sono ancora meno quelli che ispirano la loro vita quotidiana ai principi del Vangelo. Siamo pochi, ma sbagliamo a considerare questo stato di minoranza come una novità del nostro tempo. Continua a leggere

Sicuri in Dio

DICIOTTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Geranio silvanoLa ricerca della sicurezza e il superamento delle incertezze è una cifra che caratterizza l’uomo, soprattutto nella società odierna che ha moltiplicato i suoi sforzi per garantire condizioni di vita sicura al maggior numero possibile di persone. Eppure, un mondo come il nostro in cui si parla molto di sicurezza è segnato ben più che in passato dal tarlo dell’incertezza. Continua a leggere

Chiedete e vi sarà dato!

DICIASSETTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Doronico dei maceretiDi tutte queste parole di Gesù una ci colpisce in modo particolare: «Chiedete e vi sarà dato». Una frase bellissima che sembra quasi il motto della società dei consumi in cui viviamo, in quanto descrive perfettamente la felicità così come è desiderata anche dalla nostra società tecnologica, che, tra l’altro, ha inventato e continua ad inventare macchine in cui al pigiare un bottone corrisponde esattamente l’azione desiderata. Continua a leggere

Base per altezza!

SEDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

EfflorescenzaLa pagina evangelica che abbiamo ascoltato segue immediatamente quella di domenica scorsa. Ci sembra quasi di vedere incarnata in Marta la misericordia del buon samaritano nella sua versione più normale. Non è necessario essere sulla strada e trovarsi di fronte un malcapitato aggredito dai briganti, basta la propria casa e in essa vivere il servizio più umile in modo generoso e quotidiano. Il poeta indiano Tagore dice così in una sua lirica: «Donna leggiadra! Con uno sguardo dei tuoi occhi potresti depredare tutta la ricchezza dei canti suonati sulle arpe dei poeti, ma non ascolti le loro lodi, perciò io vengo a lodarti. Potresti umiliare ai tuoi piedi le più orgogliose teste del mondo. Ma sono i tuoi cari, sconosciuti alla fama, che preferisci adorare, perciò io ti adoro. Continua a leggere

La carità scaturisce da Dio

QUINDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Pulsatilla alpinaConosciamo talmente bene questa parabola, che siamo convinti di conoscerne il significato: esso fa parte delle cose che sappiamo d’istinto. Ora, la parabola del buon samaritano è quella che ci insegna ad amare il prossimo, qualunque prossimo incontriamo sulla nostra strada. Esatto, ma un po’ troppo semplificato. Anche perché la parabola è inserita in un quadro ben preciso: il dialogo tra Gesù e un dottore della legge. Quest’ultimo, come spesso accade, fa domande a Gesù con lo scopo di metterlo alla prova. Le domande sono due, e in entrambi i casi Gesù costringe il suo interlocutore a pensare e a dare egli stesso la risposta, che poi Gesù conferma, invitandolo a passare dalla teoria alla pratica. Continua a leggere

Le strategie dell’evangelizzazione

QUATTORDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

CarlinaQuesta pagina dell’evangelista Luca è importante perché ci svela le strategie dell’evangelizzazione, come Gesù ci vuole missionari nel mondo. Sono consigli che, presi alla lettera, sembrano un po’ strani, e di cui, pertanto, è necessario comprendere la logica, così da poterla applicare anche alle mutate condizioni storiche e culturali. Continua a leggere

Futuro, presente, passato

TREDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Cinquefoglia delle Dolomiti«Prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme». Gesù è in cammino, ma non è un errabondo, va verso una meta precisa – ove si compiranno «i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto» e vi si dirige decisamente. Dovremmo tradurre letteralmente così: «Fissò la sua faccia nell’andare a Gerusalemme». Continua a leggere

Una domanda sempre aperta

DODICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

DSC_0307La domanda che troviamo posta da Gesù ai suoi discepoli è fondamentale. Ma nella sua prima formulazione – «Chi sono io secondo la gente?» – è una domanda poco impegnativa. In fondo, si tratta di riferire il pensiero degli altri su Gesù. La seconda formulazione, invece – «Ma voi, chi dite che io sia?» – è assai più impegnativa. Infatti, non si tratta più di riportare il pensiero della gente, ma di rispondere in prima persona. Ebbene, Gesù parte abilmente dalla domanda meno impegnativa, per giungere però a quella più stringente. Non solo. Una volta sondata l’opinione pubblica e avuta la risposta teologica di Pietro, Gesù invita a mettersi al seguito di quella risposta vivente e non solo a pronunciarla. Insomma, sembra che Gesù si metta nella linea – oggi tanto di moda – del sondaggio, ove ascoltando le opinioni di tutti ci si può fare una propria opinione, che magari coincide con una di quelle ascoltate (la più bella? la più emotiva? quella sostenuta dal personaggio preferito?) oppure le mischia in una versione originale che non scontenta nessuno. Continua a leggere