Chiedete e vi sarà dato!

DICIASSETTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Doronico dei maceretiDi tutte queste parole di Gesù una ci colpisce in modo particolare: «Chiedete e vi sarà dato». Una frase bellissima che sembra quasi il motto della società dei consumi in cui viviamo, in quanto descrive perfettamente la felicità così come è desiderata anche dalla nostra società tecnologica, che, tra l’altro, ha inventato e continua ad inventare macchine in cui al pigiare un bottone corrisponde esattamente l’azione desiderata. La preghiera, dunque, è una sorta di macchinetta automatica che distribuisce felicità? Fin troppo facile rispondere di no. Ce lo dice l’esperienza: quante nostre preghiere sono inascoltate? Quante richieste ottengono addirittura una risposta non solo negativa ma opposta? Eppure la frase «Chiedete e vi sarà dato» non è uno slogan pubblicitario di qualche agenzia che distribuisce servizi, ma è scritta nel vangelo ed è sulla bocca di Gesù. Mi fa sempre impressione, quando visito un santuario, vedere appesi tanti quadretti lungo le pareti, con la raffigurazione di una scena drammatica o con una scritta che indica una grazia ricevuta. Qualcuno ha chiesto e gli è stato dato. I quadretti sono tanti, e tanti altri non sono appesi o sono stati rimossi a motivo dello spazio. Ma io penso sempre che c’è qualcuno che è entrato in quel santuario chiedendo qualcosa – la salute, la guarigione, la fede – per sé o per qualche persona cara, è tornato a casa, e quella cosa non gli è stata data. Talvolta sulla sua vita è piombata la malattia o la morte, invece della salute e della guarigione! Si potrebbe dire che appesi sulle pareti dei cuori di tante persone ci sono dei “non ex-voto” con sopra scritto: “per grazia non ricevuta!”. Mi capita spesso, come prete, di sentirmi rivolgere una domanda, a cui non so rispondere: «Padre, perché è capitata proprio a me questa disgrazia? Perché ho implorato il Signore di togliermi questa fatica e non mi ha ascoltato? Ho pregato tanto, ma invano: Dio ha fatto finta di niente!». Del resto, non ho bisogno di riferirmi all’esperienza degli altri. Anche a me capita così: chiedo e non mi viene dato! Che la vita non sia come la macchinetta a gettoni che distribuisce le bibite, lo sappiamo bene. E ne comprendiamo anche il motivo. In quella macchinetta entra il gettone di chi vorrebbe una giornata di sole per una bella gita con la sua famiglia e quello di chi implora un po’ di pioggia per le sue coltivazioni: come si farebbe ad accontentare entrambi? Ma perché negare una risposta positiva alla mia preghiera che chiede qualcosa di buono per me o per una persona cara?

La risposta che viene oggi dalla pagina evangelica dice in che senso la frase di Gesù è vera. Per comprenderla bisogna accettare la prima parola della preghiera che Gesù insegna ai suoi discepoli: «Padre». Cioè: colui a cui sei invitato a chiedere e che ti dà è Dio ed è Padre. Il suo dare in risposta al tuo chiedere è un dare da padre. Quindi il tuo chiedere deve essere da figlio a padre. Non ha senso pensare Dio come un potente da lisciare per ottenere ciò che si vuole. Ovviamente cade subito l’immagine della macchinetta a gettoni. Un padre non è un distributore automatico di cose. Soprattutto non è automatico. Un padre ama e il suo dare è sempre ispirato all’amore, che viene prima e va oltre ogni automatismo. L’immagine più bella è esattamente quella di un papà che conduce per mano il suo bambino. La preghiera è esattamente a livello del contatto tra le mani. Il chiedere è un aggrapparsi sicuri a quella mano, solo perché si sa che è la mano del papà. Dove conduce? Là dove vorremmo andare? Importa poco, se la mano che conduce è quella del papà. In un certo senso Gesù ci invita a ribaltare lo schema. Non si prega, avendo deciso prima in che cosa consista la propria felicità e aspettandosi poi la sua automatica realizzazione. Ma si prega fidandosi che Dio Padre conosce la nostra felicità e ci concede di realizzarla, non automaticamente, ma attraverso il faticoso esercizio della nostra libertà e responsabilità. Mi ha detto una persona: «Don, “Chiedete e vi sarà dato” è vero. Non nel senso che ci è dato tutto quello che chiediamo. Ma nel senso che ci è data sempre la forza di affrontare ciò che ci viene dato di vivere, anche quando è faticoso. Se la chiediamo, c’è sempre una mano paterna e materna che ci conduce!».

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