Le parole di Gesù non sono affatto un esercizio di poesia. Può darsi che Gesù sia ispirato nel suo canto di lode al Padre, ma quanto egli ci dice è di una concretezza disarmante. Sa che siamo stanchi e che cerchiamo ristoro, e si propone come compagnia divina e umana: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro». E poi parla di giogo. Gesù sa che quando si è stanchi si finisce sotto qualche giogo e allora propone di prendere il suo. Continua a leggere
Omelie
La Parola di Dio presentata alla mia comunità di Ponzate
Santi Apostoli Pietro e Paolo. La fede in Cristo e la vera libertà…
Gli apostoli Pietro e Paolo sono uniti da un’unica festa perché accomunati dal martirio avvenuto a Roma nel 67 d.C.: Pietro fu crocifisso a testa in giù (secondo l’uso romano di crocifiggere gli schiavi) sul Colle Vaticano (ove poi sorse la basilica di San Pietro fatta costruire da Costantino); Paolo fu decapitato lungo la via Ostiense (e non molto lontano sorse la basilica di San Paolo fuori le mura). Festeggiati insieme, dunque, Pietro e Paolo a motivo del comune destino e dell’identica fede in Gesù Cristo. Uniti, eppure molto diversi tra loro. Continua a leggere
Corpus Domini. Eucaristia, pane dei pellegrini…
In questa solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, la Chiesa ogni anno ci invita a sostare davanti al mistero dell’Eucaristia. Le parole che abbiamo pronunciato nella Sequenza ci aiutano a riflettere. Abbiamo insieme recitato solo le quattro strofe finali della sequenza Lauda Sion Salvatorem, composta da san Tommaso d’Aquino nel secolo XIII, un testo poetico e liturgico che aveva lo scopo di rafforzare la fede circa la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Continua a leggere
Santissima Trinità. Dio è Amore… Già, ma in che senso?
Il mistero della Santissima Trinità sta tutto in un dono. Lo dice Gesù a Nicodemo, capo dei farisei che era andato da lui di notte, perché affascinato dalla sua persona e desideroso di incontrarlo e di dialogare con lui. Dire che «Dio è amore» – come fa l’apostolo Giovanni nella sua lettera – può essere ancora inteso come una definizione astratta. Affermare che Dio ama talmente il mondo da dare suo Figlio è una constatazione storica e non più una semplice definizione. Continua a leggere
Domenica di Pentecoste. Lo Spirito non è un… soprammobile!
Quante volte capita nella vita che un dono ricevuto – magari con immensa gioia e con vivo senso di gratitudine – finisca precocemente in un angolo, in un cassetto, destinato a coprirsi di polvere. Ai bambini questo succede spesso: i nuovi regali mandano in rottamazione i vecchi, che finiscono anonimi nel cestone dei giochi. Ma anche noi adulti dimentichiamo in fretta i doni ricevuti, e diventiamo a poco a poco sostenitori di fatto della tesi secondo cui «tutto mi è dovuto», annullando gradatamente la stessa possibilità che ci venga fatto un dono. Continua a leggere
Ascensione del Signore. E l’incarnazione continua…
Non c’è nulla di più falso che il presentare l’Ascensione come il volatilizzarsi di Gesù Cristo, il suo fuggire nel cielo quasi alla stregua di un allontanamento dalla terra. Noi che i piedi ce li abbiamo per terra – e la testa talvolta nelle nuvole – ci siamo creati questa immagine un po’ olografica dell’Ascensione con il gruppetto degli apostoli tristi e piangenti che se ne stanno con il naso all’insù a veder sparire tra le nuvole il loro amato Gesù. Continua a leggere
Sesta Domenica di Pasqua. Il Paraclito, l’amore e i comandamenti…
Le parole che abbiamo ascoltato sono parole dell’ultima cena di Gesù prima di affrontare la passione e la morte. Sono parole pronunciate dopo il gesto eucaristico della lavanda dei piedi. La Chiesa ce le ripropone nella gioia pasquale del Risorto, vivo in mezzo a noi. A me colpisce sempre il modo in cui Gesù chiama lo Spirito Santo: «un altro Paraclito». Ma soprattutto è bella la preoccupazione che egli ha – prima di morire – di non lasciarli orfani. Continua a leggere
Quinta Domenica di Pasqua. Via, verità e vita…
Gesù oggi ci parla come noi parliamo ai nostri bambini. Imposta tutto sulla fiducia nella sua persona. Ci prende per mano e ci chiede di fidarci di Lui: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me». Questa è la logica dei piccoli, di quelli che si fidano. E, in effetti, la famosa affermazione che sta al centro del brano evangelico che ci viene proposto oggi – «Io sono la via, la verità e la vita» – si comprende solo entro la logica dei piccoli. Continua a leggere
Quarta Domenica di Pasqua. Voce, recinto e porta…
Gesù oggi ci parla di recinto e di porta. Per forza, sta parlando di pecore, e fa riferimento a situazioni che poteva vedere ogni giorno. Noi non siamo abituati a veder greggi di pecore e, quando ne passa uno per la strada, fa subito notizia come un fatto eccezionale. Però, abbiamo un’idea negativa delle pecore e del gregge e associamo quest’immagine a una sorta di rinuncia alla libertà. Continua a leggere
Terza Domenica di Pasqua. Un incontro sempre rinnovato…
È incredibile come nel discorso che Pietro fa nel giorno di Pentecoste vi sia una descrizione di Gesù che è simile alle parole che i due discepoli di Emmaus rivolgono al pellegrino sconosciuto che s’accompagna a loro lungo la via, in quel primo giorno dopo il sabato, che è il giorno della risurrezione. Il centro della loro vita era proprio la persona umana di Gesù. Ne parlano come di una presenza decisiva. Continua a leggere