Santissima Trinità. Dio è Amore… Già, ma in che senso?

Il mistero della Santissima Trinità sta tutto in un dono. Lo dice Gesù a Nicodemo, capo dei farisei che era andato da lui di notte, perché affascinato dalla sua persona e desideroso di incontrarlo e di dialogare con lui. Dire che «Dio è amore» – come fa l’apostolo Giovanni nella sua lettera – può essere ancora inteso come una definizione astratta. Affermare che Dio ama talmente il mondo da dare suo Figlio è una constatazione storica e non più una semplice definizione. Essa discioglie l’amore dentro una relazione di amore, ci fa vedere l’amore all’opera in una relazione tra persone. Sarebbe come se dovessimo descrivere l’amore che regna in una famiglia e ci limitassimo a dire che quella casa è costruita sull’amore. Se, invece, raccontiamo in concreto l’amore che unisce i coniugi, la pazienza e la forza dei genitori, l’obbedienza e la disponibilità dei figli, allora è più chiaro a tutti in che senso diciamo che in quella famiglia regna l’amore. Trattandosi di Dio, è stato Lui a rivelarci in una storia, e non in una semplice definizione astratta, la sua natura profonda impastata di amore. Avremmo potuto intuire che il nostro Dio è Amore, ma sarebbe stato uno di quei tentativi di arrivare a Dio con i nostri sforzi di comprensione dal basso. In verità, è stato Lui a scendere dall’alto e a mostrarci chi è, a rivelarci la trama di amore che unisce il Figlio al Padre e a renderla sempre presente nel dono dello Spirito Santo. La Santissima Trinità, quindi, è un aiuto a capire davvero com’è Dio, non certo un modo per complicarci la vita.

Questo è vero, a maggior ragione, oggi. La parola «amore» non è sconosciuta, anzi è molto usata nei diversi contesti della vita. Essa compare continuamente nelle trame dei film e delle serie televisive: non mancano mai due persone che si amano o almeno si professano amore, salvo poi accorgersi che è un’altra cosa. Anche i ragazzini di oggi imparano a dire «ti amo» con estrema facilità ben prima di capire effettivamente che cosa significhi veramente. Confondono una pulsione con un sentimento e nessuno li aiuta davvero a capire che l’amore non è nemmeno un semplice sentimento. In questo modo, la realtà dell’amore viene continuamente banalizzata o addirittura confusa con altre situazioni in cui a regnare non è l’amore ma il suo contrario, l’egoismo. In tale contesto, l’affermazione «Dio è amore» rischia di essere superficialmente accettata da tutti, come una generica applicazione anche a Dio di quella realtà dolciastra, appiccicosa, insapore e inodore e insignificante che va sotto il nome di «amore». Quando non si sa cosa dire – anche per giustificare un atto grave come un omicidio – si afferma che lo si è fatto «per amore» e così a tutti spunta una lacrimuccia sotto gli occhi. Non solo: dietro alla facciata del «Dio-Amore» si nasconde ogni religione, ogni forma vagamente spirituale… insieme ad un mucchio di nefandezze. Insomma, la definizione più bella e più vera di Dio rischia di diventare una specie di timbro che sdogana tutto e il contrario di tutto. Quanto è importante, allora, che l’affermazione dell’Amore di Dio sia suffragata dalla rivelazione del modo concreto di questo amore. Il mistero della Santissima Trinità offre questo servizio. Ci dice che Dio è Amore solo perché dà, non qualcosa, ma il suo stesso Figlio, e lo dà sino alla fine, sino al dono della vita, sino al sacrificio di un’esistenza d’amore e non di una semplice affermazione. Dio non è Amore perché ci dice che ci ama. È Amore perché dona se stesso in un amore che intesse la storia e non una semplice trama di parole.

Ciò che Gesù, quella notte, disse a Nicodemo, lo ripete continuamente a noi oggi. Per farci contemplare la storia stessa di Dio che si è dipanata nella vicenda umana di Gesù Cristo. Ma anche per aiutarci a manifestare nella nostra vita quella somiglianza che abbiamo con Dio dalla creazione. Se Dio è Amore così come ce lo manifesta il mistero della Santissima Trinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, anche noi, creati ad immagine e somiglianza con Dio – e quindi con la Trinità – siamo chiamati ad amare nello stesso modo. Come si può vedere, il mistero della Santissima Trinità perde così la sua parvenza di inestricabile rompicapo divino, e diventa utile conoscenza umana che illumina le nostre relazioni terrene.

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