Quel che Gesù ci ha detto di Dio

SANTISSIMA TRINITÀ – Anno A

Oggi la Chiesa, alla ripresa del tempo ordinario dopo il tempo pasquale culminato nella Pentecoste, ci propone la solennità della Santissima Trinità. Questa parola – Trinità – suona come un aggettivo che qualifica il nostro Dio a differenza del Dio delle altre religioni. Il nostro Dio è uno in tre persone. Mentre lo diciamo, suona strano per primo a noi. Come può essere uno e tre insieme? Continua a leggere

Il Dono, i doni, le virtù

DOMENICA DI PENTECOSTE – Anno A

Che festa è oggi? Pentecoste. La parola significa semplicemente «cinquanta giorni» e tanti ne sono passati da Pasqua. Il dono dello Spirito Santo giunge a completare la Pasqua e mette la comunità dei discepoli di Gesù in grado di iniziare la grande avventura della Chiesa. Quella di oggi è una festa che mette in movimento, che fa uscire dalla paura e dona il coraggio e la consapevolezza di una missione. È accaduto agli apostoli, accade anche a noi. Continua a leggere

Invisibile e… visibile

ASCENSIONE DEL SIGNORE – Anno A

La festa dell’Ascensione è ben strana. Non si sa bene perché la ricorrenza di un addio debba essere festeggiata. Oppure non si tratta di un addio? Le parole finali di Gesù – sono le ultime da lui pronunciate sulla terra, secondo il racconto di Matteo – farebbero pensare ad una presenza che continua: «Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». Continua a leggere

Amore e (è) obbedienza…

SESTA DOMENICA DI PASQUA – Anno A

C’era una pubblicità di un gestore telefonico che qualche anno fa ci tormentava con uno slogan apparentemente innocuo. Diceva: «Tutto intorno a te». Espressione per nulla innocua. Anzi, se lo prendiamo sul serio, questo slogan potrebbe essere una moderna descrizione dell’inferno. Il filosofo francese Jean Paul Sartre sosteneva che «l’inferno sono gli altri». Egli pensava che l’inferno sono gli altri che mi impongono i loro problemi e mi costringono a uscire da me stesso ed a relazionarmi con loro. Ora, quanto più lo sono gli altri che dovrebbero girare attorno a me come pianeti al loro sole! Nessuno di noi, in quanto creatura, è capace di essere il centro gravitazionale attorno a cui ruota tutto. Se lo desidera e prova a realizzarlo, la sua vita diventa una tragedia, anche perché se tutti dicono «tutto intorno a me», il risultato reale è la guerra di tutti contro tutti. Continua a leggere

Via verità e vita

QUINTA DOMENICA DI PASQUA – Anno A

Le parole di Gesù a Tommaso sono nette e chiare, senza “se” e senza “ma”: «Io sono la via, la verità e la vita». Il povero Tommaso aveva rivolto a Gesù una domanda che anche noi sentiamo nostra: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Tommaso, come tutti noi, vuole istintivamente prima conoscere la meta: «Dimmi, Signore, dove vai, e poi studieremo il percorso per arrivarci». Per Gesù, invece, prima c’è la strada, e la strada è Lui. Come a rispondere: «Tommaso, mettiti sulla strada con me, fidati totalmente di me e vedrai che arriverai nel posto giusto». È una logica da piccoli, quella di Gesù, che contrasta con quella degli adulti. È la logica della mano del bimbo stretta dentro la mano del papà. È la logica del bimbo incastonato dentro le braccia della mamma. Continua a leggere

Il pastore, la porta, le vocazioni

QUARTA DOMENICA DI PASQUA – Anno A

Questo discorso di Gesù che afferma di essere il buon pastore e si paragona alla porta del recinto delle pecore non fu compreso dai discepoli quando egli lo pronunciò («non capirono di che cosa parlava loro»). La Chiesa ce lo ripropone ogni anno nel tempo di Pasqua, perché è fermamente convinta che queste parole possano risuonare così in tutta la loro luce. Continua a leggere

La forma del riconoscimento

TERZA DOMENICA DI PASQUA – Anno A

Nel giorno di Pasqua – con le parole del bellissimo testo della Sequenza – abbiamo chiesto a Maria di Magdala: «Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via?». Oggi, la stessa domanda la rivolgiamo ai due discepoli di Emmaus. Uno si chiama Cleopa e, secondo un’antica tradizione, sarebbe uno zio di Gesù, fratello di Giuseppe, e forse marito di quella Maria di Cleopa che appare sotto la croce di Gesù. Continua a leggere

La forma del fianco aperto

SECONDA DOMENICA DI PASQUA – ANNO A

Le mani e il fianco. Quella prima Eucaristia celebrata dal Risorto con i suoi discepoli ha il suo centro nelle mani e nel fianco che Gesù mostra loro. Conosciamo quelle mani. Sono le mani che nel Cenacolo hanno preso il pane e lo hanno spezzato, condividendone la fragranza del dono con parole forti e chiare: «Questo è il mio corpo, offerto per voi». Nelle mani che spezzano il pane, Gesù dona se stesso. E quelle mani sono quelle che lavano i piedi dei discepoli, prima di essere innalzate al Padre nella preghiera drammatica del Getsemani e prima di finire inchiodate sulla croce in un pomeriggio di morte. Continua a leggere

Ecco, faccio una cosa nuova…

DOMENICA DI PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE

I fatti si sono succeduti con tale imprevedibilità che, se qualcuno avesse negli occhi il trionfale ingresso in Gerusalemme della Domenica delle Palme, avrebbe qualche problema a ritrovarsi sette giorni dopo davanti ad una tomba… vuota. Ci resta nelle orecchie l’annuncio di Maria di Magdala a Pietro e Giovanni in un mattino ancora buio: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro». Maria, hanno portato via il Signore o il suo corpo? Manca semplicemente il suo cadavere dalla tomba, oppure ti è stato rubato il senso della tua stessa vita? Continua a leggere

Il fremito di Pasqua

SABATO SANTO – VEGLIA PASQUALE

Restiamo per un attimo a contemplare la scena: un angelo seduto sulla pietra del sepolcro rotolata via con grande agilità; dice che dentro non c’è più nessuno, e curiosamente conclude mettendoci in guardia: «Ecco, io ve l’ho detto». È l’annuncio più bello della storia, eppure lascia sbigottiti. Continua a leggere