Ipocrisia

VENTIDUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Tutte le volte che Gesù polemizza con i farisei – come fa nella pagina evangelica appena ascoltata – noi che siamo qui in chiesa siamo tentati di pensare che non ci riguardi. Noi siamo i suoi discepoli, mentre i farisei sono… Già. Chi sono i farisei? Oggi li definiremmo «persone molte religiose», impegnate nelle cose di Dio. Sono quelle persone che spesso i cosiddetti «lontani» additano velenosamente, dicendo: «Guarda quello lì, va tutte le domeniche in chiesa e si vanta di essere una colonna della parrocchia, poi però…». Chi parla così, sbaglia, perché comunque giudica a partire dalla parzialità di ciò che vede, ed ogni giudizio deve essere invece lasciato a Dio che sa leggere tutto il cuore dell’uomo. Continua a leggere

Signore, da chi andremo?

VENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Gesù ha terminato il discorso del pane di vita, e pone i Dodici davanti ad una scelta: esige da loro una decisione. Riconosce che il suo discorso è duro, ma preferisce perdere alcuni discepoli piuttosto che attenuare la portata del suo messaggio.

La Parola di Dio provoca sempre una crisi. La prima lettura ci ha presentato l’assemblea riunita a Sichem: il popolo eletto che ha ricevuto in dono la terra, è chiamato a rinnovare l’alleanza. Continua a leggere

Colpo di testa 82 / La magia del ciclismo e i tifosi imbecilli

Corriere di Como, 24 luglio 2018

Dicono potrebbe essere stato un tifoso a caccia di uno scatto. La tracolla della macchina fotografica si sarebbe impigliata nel manubrio della bicicletta facendo rovinare a terra Vincenzo Nibali. Sta di fatto che il campione siciliano nella caduta ha rimediato la frattura di una vertebra che ne ha causato il ritiro dal Tour de France. L’altra ipotesi fatta in precedenza era che fosse stata una moto al seguito a provocare l’incidente. Un brutto episodio che non fa bene allo sport. Continua a leggere

Teologia… delle ferie

SEDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

La pagina evangelica appena ascoltata in questa domenica di estate inoltrata ci offre la possibilità di fare una riflessione particolare. C’è in questi pochi versetti di Marco una sorta di «teologia delle ferie». Già in questi giorni o nelle prossime settimane in tanti lasceranno i luoghi del lavoro per passare un periodo di vacanza al mare o ai monti. Non tutti, certo, ma anche coloro che restano a casa si trovano a vivere in una condizione più rilassata, una sorta di ferie povere. Continua a leggere

Colpo di testa 81 / La comunicazione e l’incubo social

Corriere di Como, 17 luglio 2018

Ho fatto in tempo a vedere i comunicati e le dichiarazioni di uomini politici e partiti, scritti su carta intestata. C’era la bellezza dell’espressione coniata con un linguaggio appropriato, e una sorta di fissità e ufficialità. Si sapeva con sufficiente certezza che quella era la posizione del tale e del tal altro. Quanto poi a rispettarla o a cambiarla, tutto naturalmente era comunque possibile. Continua a leggere

Una storia infinita…

QUINDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Le letture di oggi ci parlano di quella realtà che siamo soliti chiamare «vocazione». La prima lettura ci presenta Amos chiamato da Dio ad essere profeta in mezzo al popolo, nonostante l’opposizione che egli incontra. La pagina evangelica ci mostra Gesù nell’atto di chiamare e inviare i Dodici in missione, anch’essa non priva di difficoltà. La seconda lettura è un inno di lode e ringraziamento a Dio per aver pensato e attuato in Cristo la salvezza dell’umanità. Continua a leggere

Colpo di testa 80 / Niente stizza né rancore, le lezioni dalla Thailandia

Corriere di Como, 10 luglio 2018

Coach Aek, anche lui è stato liberato dopo i dodici ragazzi della sua squadra

Mentre scrivo, le operazioni di salvataggio dei ragazzi rimasti intrappolati nella grotta di Tham Luang in Thailandia sono ancora in corso, tenute sul filo dell’incertezza dalle abbondanti piogge monsoniche e dalla carenza di ossigeno lungo il percorso di uscita dalla grotta. Se tutto andrà bene, l’ultimo ad essere salvato – dopo i quattro ragazzi che ancora rimangono in attesa di essere liberati – sarà l’allenatore della squadra di calcio dei Cinghialotti, Ekkapol Chanthawong, da tutti conosciuto come Coach Aek. È lui ad aver condotto i dodici ragazzi dentro la grotta in una sorta di gita-premio dopo l’ultimo allenamento. Continua a leggere

Dio, specchio o plastilina?

QUATTORDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Il motivo per cui Gesù incontra diffidenza e disprezzo nel suo paese natale può essere riassunto con una frase: «Questo Gesu lo conosciamo bene, è uno di noi, per cui non può essere Dio!». Quello che gli abitanti di Nazaret desiderano da Dio è che sia straordinario, e invece Gesù è una persona normale, che ha fatto per tanti anni il falegname e ha condiviso la loro stessa vita, per cui non può essere Dio. Insomma, se un Dio che se ne sta lontano rischia d’essere inutile, un Dio troppo vicino e troppo umano rischia di essere ordinario. Continua a leggere

Colpo di testa 79 / Mondiali iper-tecnologici ma gioia e lacrime antiche

Corriere di Como, 3 luglio 2018

Fu la prima edizione dei mondiali di calcio ad essere trasmessa a colori, quella che assegnò definitivamente la Coppa Rimet al Brasile nella finale vinta contro l’Italia. A Mexico ’70 comparvero per la prima volta i cartellini giallo e rosso per indicare l’ammonizione e l’espulsione. Anche il pallone era nuovo, divenuto poi classico, con 12 pentagoni neri e 20 esagoni bianchi, così si sarebbe visto bene anche sui “vecchi” televisori in bianco e nero. Continua a leggere

Il corpo e la sensibilità

TREDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

La pagina del libro della Sapienza ci ha parlato di Dio come colui che «ha creato tutte le cose perché esistano… ha creato l’uomo per l’incorruttibilità; lo ha fatto immagine della propria natura». Parole che acquistano un significato nuovo se lette alla luce di Gesù Cristo. Infatti, la parola «imcorruttibilità» può essere compresa ancora entro una cornice spiritualistica: c’è una componente nell’uomo – l’anima – che non muore; c’è qualcosa della vita umana – gli affetti veri, l’amore, l’amicizia – che la morte non può distruggere e che continuano ad abitare in noi anche quando una persona non c’è più con il corpo. Continua a leggere