Il corpo e la sensibilità

TREDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

La pagina del libro della Sapienza ci ha parlato di Dio come colui che «ha creato tutte le cose perché esistano… ha creato l’uomo per l’incorruttibilità; lo ha fatto immagine della propria natura». Parole che acquistano un significato nuovo se lette alla luce di Gesù Cristo. Infatti, la parola «imcorruttibilità» può essere compresa ancora entro una cornice spiritualistica: c’è una componente nell’uomo – l’anima – che non muore; c’è qualcosa della vita umana – gli affetti veri, l’amore, l’amicizia – che la morte non può distruggere e che continuano ad abitare in noi anche quando una persona non c’è più con il corpo. Continua a leggere

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TREDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

EPSON DSC pictureChe cosa accomuna i due racconti che nella pagina evangelica di oggi sono come incastrati l’uno nell’altro? La donna che da dodici anni aveva perdite di sangue e la figlia di Giàiro morta ad appena dodici anni? Si tocca con mano l’abisso del dolore umano. Giàiro è disperato per la figlioletta che sta morendo e che poi effettivamente muore: quale dolore può essere paragonato a questo? Vedersi morire una figlia che sta aprendosi alla vita (a dodici anni era ormai pronta ad essere donna, a quell’età poteva essere promessa sposa) è fonte di disperazione, il mondo ti crolla addosso, la fede vacilla. Ma anche la donna affetta da perdite di sangue era in preda alla disperazione. Continua a leggere

Tredicesima Domenica del tempo ordinario. La sofferenza, la fede, l’umanità…

Questo racconto evangelico è come una scatola che ne contiene un’altra: l’episodio che sta in mezzo crea una specie di attesa circa l’esaudimento della richiesta del capo della sinagoga con cui si apre il racconto. A dire il vero, la vita è così. Continua a leggere