Le due immagini usate da Gesù per definire il compito dei credenti nel mondo sono molto efficaci. Credo di non sbagliare dicendo che sono universalmente valide per il mondo di ogni tempo. Ma certamente lo sono oggi, quando c’è tanto bisogno proprio di luce e di sale sulla terra. E Gesù sembra ripeterlo a noi: «Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo». Per essere sale, dovete voi per primi dare sapore alla vostra vita, perché, se la vostra vita sarà insipida, come potrete mai salare la terra? Continua a leggere
Gesù
Presentazione del Signore. Un Dio da accogliere tra le braccia…
Questa festa è legata strettamente al ciclo del Natale, da cui dista quaranta giorni. Eppure il suo contenuto si direbbe di già pasquale! Il vecchio Simeone prende tra le braccia un bambino che ha poco più di un mese di vita, eppure ci parla del destino di un uomo. Pronuncia una benedizione – che è diventata la preghiera di compieta della Chiesa, ovvero quella che chiude ogni giornata – e dice parole che lasciano stupiti Maria e Giuseppe, ma offre anche una definizione forte di quel bambino che tiene tra le braccia: «Egli è qui – dice – come segno di contraddizione»; e, rivolto a Maria, le annuncia una sofferenza: «Anche a te una spada trafiggerà l’anima». Continua a leggere
Terza Domenica del Tempo Ordinario. Periferia, universalità e ferialità…
Gesù comincia il suo ministero pubblico, e lo fa in un modo tutto particolare. Il Figlio di Dio non parte dal centro. Non è nato a Gerusalemme e non comincia a predicare a Gerusalemme. Va nella periferia di quella Palestina, che già era la periferia dell’impero romano… «Si ritirò nella Galilea e andò ad abitare a Cafarnao, sulla riva del mare». Un territorio di confine, dunque, quella «Galilea delle genti» in cui si mischiavano lingue e religioni e in cui il profeta Isaia aveva previsto l’irruzione di «una grande luce» per «il popolo che camminava nelle tenebre». Continua a leggere
Seconda Domenica del Tempo Ordinario. Ecco l’agnello di Dio…
La frase di Giovanni Battista ha trovato posto nel rito della Messa, proprio quando il sacerdote, alzando l’ostia, la presenta all’assemblea, dicendo chi è effettivamente Colui che si va a ricevere nella comunione: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo». Siamo abituati a sentire queste parole, ma ho il sospetto che non le comprendiamo. Ci colpisce l’immagine dell’agnello, che a noi dice istintivamente una dolcezza che commuove: che cosa c’è di più poetico di un agnellino da mettersi sulle spalle (come ha fatto qualche giorno fa’ papa Francesco)? Continua a leggere
Battesimo del Signore. Il Giordano e il nostro battesimo…
Sembra che il Giordano fosse un fiume dalle acque cristalline, circondato da una verdeggiante vegetazione: in quella cornice Gesù ricevette il battesimo di Giovanni. Mi risulta che oggi quello stesso fiume sia ridotto a poca cosa, con acque stagnanti ed un alto tasso di inquinamento. Mi vien da aggiungere: esattamente come il destino di tanti battesimi cristiani, che finiscono nella melma e non sanno più irrigare la vita. Continua a leggere
Maria Santissima Madre di Dio. Storia infinita del sorriso di Dio…
A scanso di equivoci, bene conoscendo la nostra propensione a dimenticare in fretta, la liturgia di oggi ci ripropone la scena dei pastori che, invitati dall’angelo, vanno a Betlemme. Non vanno per una scampagnata notturna fuori programma. Vanno «senza indugio» perché qualcuno ha suggerito loro una parola importante: a Betlemme è nato «il Salvatore». Non so che cosa questa parola dica a noi, uomini e donne dalle crisi perennemente in atto. Ma è una parola adatta ad iniziare un nuovo anno. Continua a leggere
31 dicembre. Il sorriso di Dio diventi il nostro…
Noi cristiani tutte le ultime sere di un anno ci ostiniamo a dire grazie. E vorrei che non fosse solo un rito quello di stasera, quasi una recita religiosa che ci viene imposta per esigenze liturgiche. Sarebbe brutto se venissimo qui a cantare il Te Deum di ringraziamento e dentro il cuore avessimo, invece, solo un mucchio di rancori e una selva di lamentele. Ed è proprio la liturgia, il rito di questa strana festività che sta a cavallo di due anni – uno che finisce ed uno che inizia – a darci il motivo della sincerità del nostro ringraziare. Questa festa è l’Ottava del Natale che la Chiesa dedica a Maria Madre di Dio. Continua a leggere
Santa Famiglia. La pace di Cristo dentro la famiglia…
Le letture in questa domenica sono ricche di insegnamenti che hanno al centro la famiglia ed i rapporti tra i membri che la compongono. Siamo soliti lamentarci che il nostro mondo ha marginalizzato la famiglia e oggi si cerca, anche e soprattutto sul piano legislativo, di equipararla ad ogni tipo di unione affettiva. Ma, in questa festa natalizia, dobbiamo domandarci come la viviamo noi, che ancora crediamo nella famiglia come unione tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio. Continua a leggere
Quarta Domenica di Avvento. Collaboratori di Dio…
Quando pensiamo a Dio, lo immaginiamo prima di tutto onnipotente: se vuole fare qualcosa, basta che la pensi ed è già fatta, chi può impedirglielo? Il guaio è che tanti cristiani – ovvero discepoli di Gesù Cristo – continuano a pensare Dio così. Invece Gesù Cristo è proprio quella scelta di Dio che vuole distruggere questa idea di onnipotenza divina. Dio non è così, non è il sovrano celeste che governa il mondo a colpi di bacchetta magica. La storia che ci è stata raccontata nel vangelo di oggi ne è la prova. Continua a leggere
Terza Domenica di Avvento. Rallegratevi!
La terza domenica di Avvento inizia con una antifona che le dà il nome. Sono le parole di Paolo ai Filippesi: «Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino». È la domenica «Gaudete», la domenica della gioia. Non è un invito banale quello che ci viene rivolto oggi. È vero, i mirabilanti gingilli dell’industria del divertimento abbondano sulle bancarelle di un mercato aperto a tutte le ore, ma la vera gioia è merce rara. Continua a leggere