Battesimo del Signore. Il Giordano e il nostro battesimo…

Sembra che il Giordano fosse un fiume dalle acque cristalline, circondato da una verdeggiante vegetazione: in quella cornice Gesù ricevette il battesimo di Giovanni. Mi risulta che oggi quello stesso fiume sia ridotto a poca cosa, con acque stagnanti ed un alto tasso di inquinamento. Mi vien da aggiungere: esattamente come il destino di tanti battesimi cristiani, che finiscono nella melma e non sanno più irrigare la vita. Veniamo dalle feste del Natale, e ogni anno questa tappa dovrebbe rinverdire la nostra fede disincarnata, proprio a contatto con il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio. Lasciamoci allora interrogare da quest’ultimo quadro natalizio, che fa da cerniera tra la vita «nascosta» di Gesù ed il suo breve ma intenso ministero pubblico. È la scena del battesimo di Gesù nel fiume Giordano, ove Giovanni predicava l’urgenza della penitenza. E proprio per questo motivo, quando vede arrivare Gesù «per farsi battezzare da lui», il Battista «voleva impedirglielo»: non ha senso che riceva un battesimo di penitenza uno che è senza peccato! Giovanni, con quell’umiltà che lo caratterizzava, dice a Gesù: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Il battesimo impartito da Giovanni nel fiume Giordano non ha alcun riferimento al nostro battesimo, il quale ha come sua origine diretta la morte e risurrezione di Cristo, evento al quale misteriosamente noi partecipiamo nel sacramento. Ecco che cosa intende Giovanni, affermando: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te». Vuole dire: sono io che debbo essere innestato nella tua vita e nel mistero della tua morte e risurrezione, sono io che preparo con questo battesimo di acqua il tuo battesimo di sangue.

Che senso ha, allora, l’avvenimento che oggi celebriamo? Il battesimo di Gesù al Giordano è ancora un evento di rivelazione, che ha lo scopo di mostrare qual è la via scelta da Gesù per manifestarsi al mondo. Non per nulla oggi è ancora una festa di Natale: come Gesù scelse di nascere in una stalla e di essere avvolto in fasce in assoluta povertà; come scelse di essere indicato ai Magi dalla stella e da loro ritrovato tra le braccia della madre; così ora inaugura il suo ministero pubblico con un gesto in cui sceglie di mischiarsi alla folla dei peccatori. Vuole assicurarci ancora una volta di essere il Verbo di Dio che sta in principio e che ha scelto di farsi carne e di piantare la sua tenda in mezzo a noi. È questo il senso della risposta di Gesù a Giovanni: «Conviene che adempiamo ogni giustizia». Cioè: il piano voluto da Dio è che io condivida pienamente l’umanità, caricandomi del peccato del mondo, per cui è giusto che io oggi sia qui in mezzo ai peccatori a condividere con loro un battesimo di penitenza. Capisce Giovanni queste parole? Forse non sino in fondo, ma egli si fida di Gesù e «lo lasciò fare». È dunque Gesù che si fa battezzare da Giovanni e non Giovanni che battezza Gesù. È Gesù che condivide la natura umana e da questo gesto trae l’occasione per manifestare nuovamente e solennemente quale sarà il suo itinerario. «Si aprirono per lui i cieli» e sul Figlio scende lo Spirito Santo «come una colomba» e s’ode la voce del Padre che conferma il compiacimento divino nei confronti di colui che è «l’amato».

Il nostro battesimo – quello che rischia di aver seguito la sorte del fiume Giordano e di essersi impantanato in una melma anonima, soggetta ad ogni tipo di inquinamento – ha un riferimento profondo proprio a quel Gesù amato dal Padre, eppure – lo sappiamo – da Lui condotto fin sulla croce. Anche noi siamo amati nello stesso modo dal nostro Signore: amati sulle nostre croci; salvati non perché sottratti alle fatiche e alle difficoltà del vivere, salvati perché chiamati ad immettere nel mondo – che è sempre melmoso e inquinato – la linfa buona del Vangelo attraverso una testimonianza umile e coraggiosa. Il nostro battesimo – quello di cui tra poco rinnoveremo le promesse – trova oggi, nella festa del battesimo di Gesù, la sua dimensione più decisiva: essere battezzati – sì, esserlo sempre, non esserlo stati un giorno lontano – significa camminare nel mondo, condividendo la stessa missione di Gesù, il quale «passò beneficando e risanando tutti». Il nostro battesimo, se vivo, fa rivivere anche le acque melmose del Giordano!

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