Sotto il sicomoro di Gerico

TRENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

dsc_1623La vicenda di Zaccheo rischia di trovarci fra i «tutti» che mormorano perché Gesù, con tutta la gente che avrebbe potuto onorare con la sua presenza, si fermò nella casa di un pubblico peccatore. Dobbiamo fare un passo indietro e contemplare la scena di quel giorno a Gerico. Andò così, ma avrebbe potuto accadere diversamente. Proviamo ad immaginare altri scenari.

Prima eventualità: Gesù entra a Gerico e a Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, non importa proprio nulla e va avanti a fare le sue cose, come se niente fosse. Questa è l’ipotesi statisticamente più probabile in un mondo, pure curioso come il nostro. Per Gesù c’è scarso interesse, a meno che non sia rivestito di sensazionalismo e condito con qualche miracolo. Continua a leggere

Anticipazioni sul mio nuovo libro…

copertina

AGOSTINO CLERICI, Il Piccolo Principe incontra Gesù. Dialogo al pozzo di Nazaret, L’essenziale è visibile, Tavernerio (Como) 2016, pagine 96, euro 8,00

«L’essenziale è invisibile agli occhi».
è la rivelazione della volpe al piccolo principe
nel famoso racconto di Antoine de Saint-Exupéry.
Senonché proprio il bambino venuto dallo spazio
incontra il bambino venuto dal cielo, Gesù:
ne rimane profondamente affascinato
e per lui si apre una nuova più grande rivelazione.
L’essenziale diventa visibile nel volto di Gesù,
nelle sue parole, nel suo insegnamento:
l’amicizia con lui genera un «addomesticamento»
tutto particolare, che sconvolge la vita.
Il racconto dei due bambini,
che dialogano vicino al pozzo di Nazaret,
si trasforma così in un nuovo messaggio
rivolto ai grandi, che vogliono diventare… piccoli.
Le note teologiche, che l’autore aggiunge,
sono l’occasione per mettere in fila
le parole più importanti del cristianesimo
in una catechesi essenziale, capace magari
di riavvicinare alla fede chi è divenuto tiepido
e dice di non credere più…

Clicca qui per scaricare uno specimen del libro che permette di leggere l’introduzione e alcune parti del racconto e del commento. Scrivendo a questa mail, è possibile chiedere ulteriori informazioni e prenotare copie del libro – che sarà disponibile entro la metà di novembre – a prezzo scontato (1 copia = 7 euro; da 2 a 9 copie = 6 euro; da 10 a 99 copie = 5 euro; a partire da 100 copie = 4 euro  –  Spese di spedizione / pieghi di libro ordinario: 2 euro).

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Il «grazie» vero della preghiera

TRENTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Doronico dei maceretiLa preghiera e la gratitudine – temi che abbiamo trovato nelle letture delle due domeniche precedenti – s’intrecciano oggi in un insegnamento che ci aiuta a comprendere meglio sia che cosa significhi veramente ringraziare, sia il valore e l’essenza del pregare. Continua a leggere

La preghiera e il catechismo

VENTINOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

La domanda con cui si chiude il Vangelo rimane aperta. Gesù l’ha lasciata aperta, noi possiamo solo tenere accesa la nostra fede sulla terra. Sicuramente con le nostre opere, con il nostro impegno di giustizia e di carità. Ma non dimentichiamo che la domanda «Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» compare sulla bocca di Gesù al termine di una parabola che egli diceva per istruire i discepoli «sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai». Pregare sempre non equivale a dire sempre le preghiere. Pregare sempre dice piuttosto una tensione, una direzione, una dimensione di tutta la vita, che attraversa e plasma ogni momento della giornata. Può pregare sempre anche uno che ha poco tempo per dire le preghiere. Ma poi, di fatto, è più portato a pregare sempre colui che sa trovare il tempo per dire le preghiere. Continua a leggere

Normalità e gratitudine

VENTOTTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Verso il ghiacciaio del MorterascCi sono due parole che vanno a braccetto nel messaggio che la Parola di Dio vuole lasciarci nel cuore oggi: normalità e gratitudine. Entrambe sono parole o dimenticate o manipolate dal nostro mondo. La normalità è diventata il modo per far passare la legge selvaggia dell’autonomia dell’individuo. Di ognuno si dice che «è normale» – «era un bravo ragazzo, un ragazzo normale, come tutti», lo si sente spesso anche quando il «bravo ragazzo» si è macchiato di un orrendo delitto – perché si tende a negare che vi sia la relazione con una mappa di valori che valga per tutti, a cui la normalità debba fare riferimento. Ognuno è norma a se stesso, per cui ognuno è normale. Continua a leggere

La fede del granello di senape

VENTISETTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Stella alpinaNella pagina evangelica appena ascoltata fa impressione il paradosso usato da Gesù. Agli apostoli che gli domandano: «Accresci in noi la fede!», egli risponde con un’immagine in cui la fede grande – capace di sradicare una pianta e trapiantarla nel mare – è rappresentata da un minuscolo granello di senape. Come se volesse rispondere così ai suoi apostoli: «Volete che la vostra fede si accresca? Ebbene, lasciate che sia piccola ed efficace, lasciatela attecchire dentro di voi, lasciatela marcire come un seme nella terra della vostra vita!». La domanda successiva è quella che troviamo nella lettura del profeta Abacuc: quando questa fede farà vedere la sua efficacia? La risposta del profeta è senza indicazione di data ed è un invito alla fiducia totale nel Signore: «Certo verrà e non tarderà… Il giusto vivrà per la sua fede». Continua a leggere

Oltre il terreno…

VENTISEIESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

SemprevivoPossibile che l’evangelista Luca si sia dimenticato il nome di quell’uomo ricco, vestito bene e impegnato a divertirsi da mattina a sera? Ci informa che il mendicante si chiamava Lazzaro, ma non ci dice come si chiamava il ricco. Nessuna dimenticanza. Siamo di fronte ad uno dei paradossi della parabola, una traccia per comprenderla. Infatti, il nome è importante, dice tutta la dignità di una persona. Ebbene, quell’uomo è senza nome perché la sua logica di vita è senza dignità, ed è per questo che la sua esistenza terrena è destinata al fallimento eterno, all’inferno. Si badi bene: non perché ricco, mentre Lazzaro è povero, perché altrimenti il Vangelo proporrebbe a sua volta una logica perversa in cui è necessario essere indigenti e coperti di piaghe per guadagnare il paradiso; ma perché quel ricco ha usato male della sua agiatezza (per dirla con le parole di Gesù ascoltate domenica scorsa: non ha usato della sua iniqua ricchezza per procurarsi l’amicizia di Lazzaro), è diventato schiavo dei suoi beni e totalmente insensibile alle necessità del prossimo. Continua a leggere

Dio e la vera ricchezza

VENTICINQUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Ghiacciaio del MorteratschL’ultima frase di questa pagina evangelica è giustamente famosa: essa ne rappresenta la sintesi. Questo vangelo si apre con quella parabola dell’amministratore astuto che ci crea sempre qualche problema. Gesù sta lodando la scaltrezza e la disonestà? No, le parabole di Gesù hanno sempre lo scopo di crearci una qualche perplessità e costringerci a pensare. Spesso assomigliano ad un pugno nello stomaco. Questa parabola volutamente usa una situazione disonesta in cui all’azione è uno dei «figli di questo mondo», ma è rivolta chiaramente ai «figli della luce», affinché imparino ad avere la stessa prontezza nel compiere decisioni radicali capaci di assicurare il futuro. Continua a leggere

Due modi di guardare la vita

VENTIQUATTRESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Colchico autunnaleAl centro di questa domenica c’è la misericordia, quella che Mosé chiede e ottiene da Dio verso il popolo peccatore, quella che san Paolo confessa di aver ricevuto come grazia del Signore, quella che Gesù predica come qualità essenziale di Dio. Avere misericordia non equivale esattamente ad aver pietà nel senso comune con cui noi usiamo questa espressione. La misericordia è un modo di guardare, non è un modo di sentire. La misericordia rappresenta una logica di comprensione della realtà, non è un semplice atteggiamento che scatta talvolta di fronte a situazioni particolarmente pietose. Il padre della terza parabola raccontata da Gesù non è misericordioso perché vede tornare il figlio: egli è misericordioso sempre, quando il figlio va via di casa, quando il figlio è lontano e sembra fregarsene di suo padre e, quindi, anche quando, mentre era ancora lontano, lo vede tornare. Continua a leggere

L’amore e il sacrificio

VENTITREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

DSC_1963Queste parole di Gesù sembrano contenere un tono di sfida a quella molta gente che andava con lui. Sembra quasi che voglia costringerli a fare bene i calcoli, esattamente come il costruttore di fronte al progetto della torre o al re che sta decidendosi per la guerra. Continua a leggere