Colpo di testa 16 / Ho fatto un sogno che diventa incubo

Corriere di Como, 24 gennaio 2017

RigopianoHo fatto un sogno. Sotto la valanga che ha sepolto l’Hotel Rigopiano è rimasta intatta la sala televisione. Lo schermo 32 pollici ultrapiatto è ancora acceso. La maggior parte dei dispersi sono lì, accomodati sui divani, e guardano – facendo zapping – le infinite dirette che si susseguono in ogni ora del giorno e della notte. La televisione è un mezzo unidirezionale, parla solo lei, non puoi interromperla, non puoi comunicare con questo mezzo di comunicazione, puoi solo spegnerla. Continua a leggere

La preghiera e il catechismo

VENTINOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

La domanda con cui si chiude il Vangelo rimane aperta. Gesù l’ha lasciata aperta, noi possiamo solo tenere accesa la nostra fede sulla terra. Sicuramente con le nostre opere, con il nostro impegno di giustizia e di carità. Ma non dimentichiamo che la domanda «Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» compare sulla bocca di Gesù al termine di una parabola che egli diceva per istruire i discepoli «sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai». Pregare sempre non equivale a dire sempre le preghiere. Pregare sempre dice piuttosto una tensione, una direzione, una dimensione di tutta la vita, che attraversa e plasma ogni momento della giornata. Può pregare sempre anche uno che ha poco tempo per dire le preghiere. Ma poi, di fatto, è più portato a pregare sempre colui che sa trovare il tempo per dire le preghiere. Continua a leggere