Non farti cadere le braccia!

VENTINOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Un’espressione che usiamo per indicare sconforto fa riferimento proprio al gesto di braccia che si lasciano cadere per la stanchezza. Non ne possiamo più e le braccia – che dicono tutto il nostro impegno – sono inoperose. Nel racconto della prima lettura, le braccia di Mosè sollevate in alto hanno un altro significato: dicono la preghiera e l’affidamento a Dio dell’esito della battaglia che si sta combattendo. «Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva, ma quando le lasciava cadere prevaleva Amalek». È bello notare questo doppio significato delle mani, mani che operano e mani che pregano. Lasciarle cadere è segno di poca fiducia. È il segnale di bandiera ammainata, di rinuncia a combattere. Continua a leggere

Accresci in noi la fede!

VENTISETTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Le risposte di Dio – quando ci sono, perché talvolta Egli rimane in silenzio – ci lasciano sempre un poco sconcertati. Prendiamo il profeta Abacuc. Domanda a Dio di intervenire a sanare le ingiustizie. Dio risponde che certo verrà e non tarderà, ma se dovesse indugiare, bisogna attenderlo. Bella risposta! Ma la scadenza, il termine qual è? Ad una persona che soffre, ad una persona che vive una situazione di disagio… vado a dire che il Signore certo verrà e non tarderà. Continua a leggere

Impegno, passione e servizio

VENTICINQUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

La perplessità che la parabola dell’amministratore astuto provoca in noi si può dire voluta. Gesù presenta ai suoi discepoli – «figli della luce» – una situazione tipica dei «figli di questo mondo» in cui viene lodata non tanto la disonestà, quanto la capacità di compiere una decisione radicale per assicurarsi il futuro.  Questo è il centro della parabola: l’impegno che viene messo in atto dall’amministratore per raggiungere il suo scopo. È ovvio che questo scopo è decisamente disonesto, e non va assolutamente imitato. Ma va imitato l’impegno. Continua a leggere

La giusta spoliazione…

VENTITREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

A volte le parole di Gesù ci raggiungono un po’ fastidiose. Queste, appena ascoltate e rivolte ad una folla numerosa che andava con lui, ci sembrano anche inopportune. Tanta gente viene con te, e tu con queste parole la allontani invece di tenertela vicina! Evidentemente a Gesù importa poco che tanta gente vada con lui: egli vuole essere seguito! Il brano evangelico di oggi, poi, ha uno sviluppo tutto particolare e ci sfugge la logica delle due parabole, che sembra essere in dissonanza con quanto Gesù dice all’inizio e alla fine. Continua a leggere

Umiltà e gratuità

VENTIDUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

La pagina evangelica appena ascoltata ci affida due messaggi. Il primo ci rivela chi è Dio e come Egli si mette in rapporto con noi. È importante cogliere questo messaggio, perché è Dio stesso in Gesù Cristo che ci svela qualcosa di sé, qualcosa che altrimenti sarebbe rimasto nascosto. Notando la ressa che fanno gli invitati per accaparrarsi i primi posti nella sala da pranzo, Gesù invita a fare esattamente il contrario, partendo dall’ultimo posto. Continua a leggere

Come un sentiero di montagna

VENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Partiamo dalla domanda posta a Gesù: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Non è certamente una domanda alla moda. Il problema della salvezza è in fondo alla lista delle cose importanti. Ma per un credente questa domanda può avere un suo interesse: la sala del regno di Dio sarà affollata? E quanto? Questo Dio buono alla fine porterà tutti in paradiso, proprio tutti? Oppure ad essere affollato sarà l’inferno? Sono domande di cui ci piacerebbe conoscere la risposta da Gesù. Ma ad esse Gesù non risponde. Continua a leggere

Vigilare, ma da pellegrini!

DICIANNOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

«Siate pronti!» è l’invito che forse meglio riassume la condizione della vita terrena. La Parola di Dio nelle domeniche precedenti ci ha invitati ad un distacco dalle cose, ad uno stile di preghiera, ad una tensione verso i valori del Regno. Tutto questo potremmo chiamarlo vigilanza, atteggiamento di chi attende e di chi spera; atteggiamento tipico dell’uomo di fede (vedi la figura di Abramo, tratteggiata nella 2a lettura). La vita è davvero un “viaggio sconosciuto” come il libro della Sapienza definisce la liberazione del popolo dall’Egitto e il suo viaggio nel deserto verso la terra promessa (vedi 1a lettura). Continua a leggere

La felicità del momento presente

DICIOTTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

La diagnosi fatta dal Qoèlet è perfetta. Sembra uno sguardo obbiettivo sulla nostra umanità, anche se si potrebbe accusarlo di essere un poco pessimista. «Quale profitto viene all’uomo da tutta la sua fatica e dalle preoccupazioni del suo cuore, con cui si affanna sotto il sole? Tutti i suoi giorni non sono che dolori e fastidi; neppure di notte il suo cuore riposa». Continua a leggere

La volontà di Dio

DICIASSETTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Bisogna essere onesti: l’ultima parte del Vangelo appena ascoltato fa sorgere immediatamente in noi un’obiezione. «Chiedete e vi sarà dato», dice Gesù. Se avete chiesto un pane, non vi verrà data una pietra, proprio come fa un padre con il proprio figlio. Eppure l’esperienza ci mette a contatto con tante preghiere che sembrano inascoltate. Continua a leggere

Staccare la spina dell’affanno…

SEDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

L’interpretazione più diffusa di questa pagina evangelica conduce normalmente ad un bivio: Marta rappresenta la vita attiva, Maria è l’immagine della contemplazione. Bisogna decidere se stare dalla parte di Marta o dalla parte di Maria. Ed è onestamente difficile scartare Maria, visto che Gesù ha decretato che la sua è la parte migliore. Ebbene, dimentichiamoci questa lettura, perché Gesù non vuole affatto dividere i suoi discepoli in due parti e sceglierne una. Vuole soltanto confermare quanto ha appena detto al dottore della legge. Dobbiamo riprendere il brano di vangelo di domenica scorsa, quello delle due domande del dottore della legge e della parabola del buon samaritano. Continua a leggere