Trentesima Domenica del Tempo Ordinario. Amerai… perché Dio è immenso!

La domanda rivolta a Gesù è davvero una domanda importante, vitale. Ma può capitare talvolta di rivolgere una domanda giusta con l’animo sbagliato. Mi viene in mente Pilato che rivolge a Gesù la domanda: «Che cos’è la verità?» – un’altra domanda centrale, che purtroppo non ci facciamo più – ma in realtà la rivolge in maniera distratta e non si aspetta nessuna risposta. Il dottore della legge, intanto, ha quel modo strano di domandare – che abbiamo già visto all’opera domenica scorsa da parte dei farisei – «per metterlo alla prova», per inscenare un tranello che faccia inciampare Gesù, così da poterlo poi accusare di qualcosa. Continua a leggere

Ventisettesima Domenica del Tempo Ordinario. Il popolo della vigna.

Siamo ancora nella vigna! È la terza domenica consecutiva che il Vangelo ha come scena una vigna: stavolta, accuratamente piantata e recintata, è affidata dal padrone a vignaioli che si dimostrano non solo incapaci di produrre frutti ma anche omicidi nei confronti dei servi inviati dal padrone e poi del suo stesso figlio. Facile cogliere il significato della parabola: Gesù è quel Figlio mandato dal Padre sulla terra, dopo che il suo popolo ha rifiutato il messaggio dei profeti, anch’egli rifiutato e ucciso dal popolo eletto che avrebbe dovuto accoglierlo. Continua a leggere

Esaltazione della Santa Croce. Croce abitata e… vuota

Il titolo dell’odierna festa ha bisogno di una spiegazione. La croce che ci portiamo al collo e che appendiamo al muro è stata per secoli uno strumento di supplizio atroce. Che cosa diremmo oggi se qualcuno parlasse di… esaltazione della sedia elettrica o girasse per strada con una piccola ghigliottina appesa al collo? È chiaro che l’esaltazione della croce non equivale affatto ad una approvazione del supplizio della croce. Continua a leggere

Ventitreesima Domenica del Tempo Ordinario. Sentinelle che amano… in Gesù!

«Ti ho posto come sentinella». La parola detta al profeta Ezechiele è ripetuta oggi a ciascuno di noi. Siamo un poco restii ad accettare questo compito di essere sentinella l’uno per l’altro. Vi è un cosiddetto buon senso che sussurra di lasciar fare, di lasciar sbagliare, di non intromettersi, di tenere gli occhi chiusi su quanto fanno gli altri. Anzi, no. Gli occhi è bene tenerli socchiusi, così che si possa curiosare quanto basta, magari fare qualche pettegolezzo alle spalle, ma guardarsi bene dal mettere il naso ufficialmente in quelli che sono “affari altrui”. Continua a leggere

Santissima Trinità. Dio è Amore… Già, ma in che senso?

Il mistero della Santissima Trinità sta tutto in un dono. Lo dice Gesù a Nicodemo, capo dei farisei che era andato da lui di notte, perché affascinato dalla sua persona e desideroso di incontrarlo e di dialogare con lui. Dire che «Dio è amore» – come fa l’apostolo Giovanni nella sua lettera – può essere ancora inteso come una definizione astratta. Affermare che Dio ama talmente il mondo da dare suo Figlio è una constatazione storica e non più una semplice definizione. Continua a leggere

Sesta Domenica di Pasqua. Il Paraclito, l’amore e i comandamenti…

Le parole che abbiamo ascoltato sono parole dell’ultima cena di Gesù prima di affrontare la passione e la morte. Sono parole pronunciate dopo il gesto eucaristico della lavanda dei piedi. La Chiesa ce le ripropone nella gioia pasquale del Risorto, vivo in mezzo a noi. A me colpisce sempre il modo in cui Gesù chiama lo Spirito Santo: «un altro Paraclito». Ma soprattutto è bella la preoccupazione che egli ha – prima di morire – di non lasciarli orfani. Continua a leggere

Seconda Domenica di Pasqua. Quel fianco è sempre aperto…

Siamo nel numero di quei «beati» che «non hanno visto e hanno creduto». Eppure la nostra fede è solidamente fondata sul vedere e sul credere degli apostoli e di Tommaso, in modo tutto particolare. Il suo dubbio, la sua richiesta di voler non solo vedere ma anche toccare, sono per noi importanti. Certo, dobbiamo fidarci dei suoi occhi, perché i nostri occhi non possono più vedere ciò che egli vide. Continua a leggere

Domenica di Pasqua. Il duello dell’amore…

La risurrezione è semplicemente la vittoria già contenuta dentro l’amore e che esplode da dentro il sepolcro e si irradia come vita che non può più essere spenta da alcuna morte. La risurrezione si constata in una tomba vuota, dunque. Ma quel vuoto non è sufficiente. Può avere altre spiegazioni. Serve la pienezza di un incontro. Continua a leggere

Betania: l’amore di Maria e la pretesa di Giuda…

I primi giorni della Settimana Santa servono a farci diventare più intimo quel Gesù che è pronto a dare la vita per noi. Oggi, lunedì della Settimana Santa, siamo condotti nella casa di Betania. Sappiamo che cosa è successo in questa località che dista meno di tre chilometri da Gerusalemme: Gesù ha risuscitato l’amico Lazzaro, lo ha ridonato vivo alle sorelle Marta e Maria. Continua a leggere

Terza Domenica di Quaresima. Assapora…

Alla fine di questo lungo racconto – una delle pagine più belle del Vangelo – ci accorgiamo che il motivo che ha occasionato quell’incontro tra Gesù e la donna samaritana rimane clamorosamente inevaso: né Gesù sembra aver bevuto – e tutto era nato dalla sua richiesta «Dammi da bere» – né la donna ha portato a casa quell’acqua che era andata ad attingere al pozzo – tanto che la sua anfora è rimasta lì, vuota. L’acqua che è circolata al bordo del pozzo di Sicar è un’altra, è un’acqua viva, che Gesù ha in abbondanza e di cui la donna si fa a sua volta portatrice e missionaria presso gli abitanti della sua città. Continua a leggere