Sabato Santo. Luce, parola, acqua e pane…

Queste mie parole assomigliano a quella sosta provvidenziale che la montagna ti regala durante una lunga ascesa: da quel punto puoi vedere quanto hai già percorso e quanto ancora ti manca. In questa notte di veglia, la Luce e la Parola ci hanno già donato tutta la loro ricchezza. La luce si è sprigionata dal fuoco e si è mischiata poi alla Parola di Dio, già nel canto del Preconio pasquale, e poi nelle letture che ci hanno fatto ripercorrere la storia della salvezza, dalla creazione alla risurrezione. Il fuoco della passione del Cristo, il fuoco nuovo del suo amore ha acceso la notte e ci ha condotti qui nella nostra chiesa, guidati da Lui, simboleggiato stanotte dal Cero pasquale. Il fuoco che purifica e riscalda è divenuto Luce e Parola che illumina.

«Vi fu un grande terremoto», ci ha detto poc’anzi l’evangelista Matteo. Sì, la risurrezione di Gesù lo è, anche per noi. Non solo la pietra del sepolcro è ribaltata, ma anche il nostro cuore. Il vero «terremoto» della Pasqua è che noi partecipiamo di già della risurrezione del Cristo, grazie ai sacramenti che ora celebriamo. Ecco che, allora, tra poco, il gesto più forte che compiremo sarà quello di immergere il Cero nell’acqua battesimale: la luce sprigionata dal fuoco, che ha pervaso la Parola, si mischierà all’acqua e la trasformerà in fonte di rigenerazione.

Di questo grande mistero in questa notte santa godrà la nostra catecumena, che rinascerà all’acqua e allo Spirito con i sacramenti del Battesimo e della Cresima. La nostra Yupin Brigida sarà, qui nella nostra piccola chiesa, l’epicentro del terremoto pasquale! È con grande commozione cristiana che tutti insieme tra poco parteciperemo a questo evento. Per poi convergere comunitariamente alla vetta di questa veglia, al momento in cui lo stesso Cristo risorto diverrà il nostro cibo nell’Eucaristia. Non più solo luce che illumina e parola che conferma, non più solo acqua che rigenera, ma pane che si lascia mangiare e che ci trasforma in Lui, che ci fa diventare quel corpo di Cristo, che ancora abita la terra.

Ecco, la nostra sosta è terminata. Riprendiamo la nostra ascesa…

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