Sale e luce, strumenti di servizio

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Ultime luci verso lo Sciliar (Foto AC)

Gesù sceglie due immagini. Sono due realtà che hanno fatto un percorso simbolico notevole dai tempi di Gesù a oggi.

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La luce degli occhi e la luce della fede

QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno A

Lago Crespeina – Foto AC

Dopo l’acqua, la luce. Il racconto del cieco nato ruota attorno a due verbi – vedere e sapere – che poi sfociano alla fine in un terzo – credere – che rappresenta il vero frutto della luce.

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Sale e luce, un servizio che è vita

QUINTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Chiesa del rifugio Zallinger – Foto AC

Non si mangia il sale e non si fissa la luce. Sia il sale che la luce sono al servizio di altro. Il sale serve a dare sapore e a conservare. La luce serve a illuminare e vedere. Questa è la prima cosa importante in queste parole di Gesù rivolte ai suoi discepoli: egli ci indica un ministero, un servizio, un compito.

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La creatività dell’amore

QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno B

Nicodemo era andato a trovare Gesù di notte. Era un capo dei giudei, e forse non voleva esporsi troppo, e quindi scelse le tenebre per andare a parlare con Gesù. Ma così si può capire meglio che la luce è Gesù, ed è lui ad aver fatto il primo passo incontro all’uomo. Continua a leggere

L’arte di salare il mondo

QUINTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Il sale. La luce. Queste le due immagini usate da Gesù per tratteggiare la missione dei suoi discepoli in rapporto al mondo: «Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo». Si direbbe che il complemento di specificazione è decisivo: non il sale e basta, ma il sale della terra; non la luce e basta, ma la luce del mondo. Del resto, se ci pensiamo bene, il sale e la luce hanno un valore soltanto in riferimento ad altro: il sale da solo è sgradevole, ma serve a dare sapore al cibo; la luce in se stessa è abbaglio fastidioso, ma, puntata su un oggetto, lo illumina. Continua a leggere

L’amore che salva

QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno B

Mathias Stomer (1600-1650), Cristo e Nicodemo, Darmstadt, Hessiches Landesmuseum

Nicodemo va da Gesù perché ha intuito che in lui c’è qualcosa che viene da Dio. Va a trovarlo di notte forse perché non vuole che si sappia (era un famoso capo dei farisei). O forse fu Gesù a fissargli un appuntamento al termine di una delle sue intense giornate, togliendo al riposo anche quelle ore notturne. Nicodemo va da Gesù perché i conti non gli tornavano: intuisce che l’immagine di Dio che Gesù predica e testimonia è affascinante, ma non rientra nei canoni della religiosità ufficiale. Così vuole capire. Continua a leggere

Lasciarsi scandalizzare e… credere

QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno A 

«Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Questa domanda di alcuni Giudei è quella che ci rappresenta meglio in tutta la vicenda di Lazzaro. Assomiglia, in fondo, all’espressione di Marta e Maria: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Mentre, però, nell’esclamazione delle due sorelle si respira il grande affetto per Gesù e fa capolino la fede in Lui come Signore, nella domanda dei Giudei c’è la protesta non disgiunta da un senso di sfida. Continua a leggere

Partire e patire

SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno A

C’è un alto monte su cui Gesù conduce Pietro, Giacomo e Giovanni. Non è il monte altissimo su cui il diavolo aveva condotto Gesù nel deserto delle tentazioni. Eppure, c’è una continuità tra questo deserto ed il monte della trasfigurazione. Continua a leggere