Ciò che colpisce subito nei due racconti di risurrezione – quella del figlio della vedova di Sarepta da parte del profeta Elia e quella del figlio della vedova di Nain da parte di Gesù – è la grande umanità dei protagonisti, tanto che sia Elia che Gesù sono in realtà preoccupati delle madri più che dei figli: è per ridonare a queste donne la maternità, che la morte ha loro anticipatamente sottratta, che essi risuscitano i loro figli. Continua a leggere
Gesù
Corpus Domini. I tre movimenti del gesto eucaristico…
Il racconto evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci si svolge su tre livelli tra loro complementari: Gesù, la folla, i Dodici. Gesù è il protagonista: parla, guarisce, ordina, benedice, distribuisce. La folla è la destinataria di tutte queste azioni di Gesù che la beneficano con la parola, le cure ed anche il cibo. I Dodici sono i mediatori di tutta questa grazia: attraverso di loro le parole di Gesù arrivano alla folla, e non solo le parole ma anche i pani e i pesci. Continua a leggere
Santissima Trinità. La Trinità e la pecorella smarrita…
Tutti gli anni, quando arriva la festa della Trinità, siamo tentati di accettarla come la celebrazione di un mistero inestricabile, che, siccome non si può spiegare, bisogna accettare a scatola chiusa. È esattamente il contrario: la Trinità è lo svelamento del mistero di Dio, e, siccome ci è stato mostrato, non dobbiamo più cercare di spiegarlo. La Trinità è l’unico Dio che Gesù ci ha mostrato come Padre e che lo Spirito continua a rendere vicino a noi. La Trinità è un Dio, Amore di Persone, che continua ad essere rivolto verso gli uomini. Continua a leggere
Domenica di Pentecoste. Forza, fuoco e vento dei nostri giorni…
Quando arriva la solennità di Pentecoste, i cristiani si ricordano dello Spirito Santo, almeno una volta all’anno. Mentre le feste di Gesù sono tante e disseminate lungo l’anno, la festa dello Spirito è una sola e relegata alla fine del tempo pasquale, in un periodo dell’anno in cui siamo già tutti un poco attratti dall’estate e dalle vacanze. Continua a leggere
Ascensione del Signore. In alto i nostri cuori…
La solennità dell’Ascensione è molto importante perché segna il passaggio dal tempo della presenza storica di Gesù a quello della testimonianza storica dei suoi discepoli. Il breve dialogo tra Gesù e gli apostoli che ci viene raccontato dal libro degli Atti esprime proprio questo passaggio di consegna. Continua a leggere
Sesta Domenica di Pasqua. Lo Spirito Santo e noi…
La prima lettura ci ha raccontato di una prima difficoltà che la Chiesa nascente ha dovuto affrontare. Gli apostoli che Gesù si era scelto erano ebrei come lui, trasformati poi dallo Spirito Santo in missionari universali. Paolo e Barnaba – lo abbiamo visto domenica scorsa – avevano già compiuto un primo viaggio missionario in alcune città dell’Asia Minore e, tornando ad Antiochia – il luogo in cui per la prima volta i discepoli di Gesù erano stati chiamati «cristiani» – avevano riconosciuto con grande stupore che Dio «aveva aperto ai pagani la porta della fede». Continua a leggere
Quinta Domenica di Pasqua. L’amore che svela la «città santa»…
Paolo e Barnaba nel loro viaggio missionario sembra non incrocino quella «città santa» che scende dal cielo, di cui ci parla il libro dell’Apocalisse. Le città del loro cammino sono altre: Listra, Iconio, Antiochia, Perge, Attàlia. Nomi che a noi cristiani del ventunesimo secolo dicono poco o nulla. È come se la scena si sia spostata altrove. Continua a leggere
Quarta Domenica di Pasqua. I movimenti della vocazione…
Ascoltare, conoscere, seguire. Sono i verbi delle pecore e del pastore. Mi viene subito in mente un’altra terna che oggi è assai più gettonata: parlare, capire, guidare. C’è una sorta di contrapposizione tra i verbi di Gesù e quelli del nostro tempo. Intanto, il primato dell’ascoltare. Oggi celebriamo la Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni e la parola «vocazione» indica un chiamare che abbisogna proprio di un ascoltare. Continua a leggere
Terza Domenica di Pasqua. «Mi vuoi bene?»…
L’orologio sembra tornato indietro. Gli apostoli sono nuovamente pescatori di pesci sul mare di Tiberiade. Le reti vuote sono una drammatica possibilità, anche dopo la Pasqua. Ma ecco, «Gesù stette sulla riva». Pare ai margini della scena, ed è uno che non riconosci subito, eppure «è il Signore!», come esclama il discepolo amato, Giovanni. Continua a leggere
Seconda Domenica di Pasqua. Venne Gesù, stette in mezzo…
«Venne Gesù, stette in mezzo». Non è un semplice particolare di scena. È la modalità pasquale per eccellenza della presenza del Risorto. Vale per quanti allora lo videro, lo toccarono e mangiarono con lui, ascoltando le sue parole. Vale per noi oggi, che ci troviamo riuniti nel primo giorno della settimana. Continua a leggere