In gioco c’è la vita

VENTINOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

«Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». Questa risposta di Gesù è famosissima e nel corso di due millenni è stata interpretata in modi diversi. La spiegazione più comune ne ha fatto l’affermazione della separazione senza interferenze tra Stato e Chiesa, tra potere politico e potere religioso. Siamo talmente sicuri che è così, che dimentichiamo ormai di porci di fronte a questa espressione di Gesù in un’altra ottica, più fedele al contesto in cui essa è nata. Continua a leggere

Dio e Cesare

VENTINOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

«Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». È forse una delle frasi più citate del Vangelo, considerata importante e decisiva perché con essa Gesù offre una soluzione particolare del rapporto tra la religione e la politica, tra la Chiesa e lo Stato. Una soluzione che non era quella prospettata dal potere politico romano del suo tempo – che confondeva l’imperatore con una divinità – ma che sfuggiva anche alle insidie tese dai farisei. In effetti, la domanda fatta a Gesù è proprio per coglierlo in fallo. Continua a leggere

Ventinovesima Domenica del Tempo Ordinario. Rendere a Dio quello che è di Dio…

Abbiamo ridotto questa pagina evangelica ad una fondazione evangelica di una dottrina giuridica, quella della separazione dei poteri della Chiesa e dello Stato. E non è proprio così. Il contesto è un altro. Abbiamo ascoltato per più domeniche come Gesù abbia “bastonato” farisei, dottori della Legge e capi del popolo: ha detto loro chiaro e tondo che sono la pietra angolare che, però, è stata scartata. È ovvio che costoro ora si coalizzino «per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi». Siamo in quella tipica ipocrita situazione in cui – si dice – devi fare buon viso a cattivo gioco. Continua a leggere