Man hu?

DICIOTTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

DSCN2609«Man hu?». Così risuonò la domanda che gli Israeliti si fecero l’un l’altro nel deserto davanti a quella «cosa fine e granulosa, minuta come è la brina sulla terra», quella cosa che era spuntata come un manto di rugiada. «Man hu?», cioè «Che cos’è?». E non avendo una risposta, quella cosa si chiamerà proprio come la domanda: «man hu», manna. È il dono di un cibo dall’alto dato ad un popolo mormoratore e brontolone, che non sapeva ancora apprezzare la libertà anche se a stomaco vuoto e desiderava piuttosto la vecchia schiavitù ma almeno «presso la pentola della carne». Come ci assomiglia questo popolo amato da Dio, sempre pronto a lamentarsi perché le cose non vanno come vorrebbe: è il risorgente luogo comune del «si stava meglio quando si stava peggio». Continua a leggere

Lui da solo…

DICIASSETTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

DSC_0615Si rimane sconcertati di fronte alle ultime parole di un racconto che presenta un fatto così prodigioso: «lui da solo». Il protagonista della moltiplicazione dei pani è costretto alla solitudine perfetta della montagna. Ma ciò che sconcerta di più la mentalità del nostro mondo è che Gesù fugge di fronte al successo. Non andavano a prenderlo per metterlo in prigione. «Venivano a prenderlo per farlo re». E Gesù, sapendolo, «si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo». Continua a leggere

Il vangelo dell’estate

SEDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

DSC_0985Gesù ha inviato i Dodici in missione. Ora tornano e ricostituiscono l’unità attorno di Lui. È bello rivedere questo gruppo nuovamente insieme, mentre si raccontano le esperienze della missione. La prima esigenza avvertita da Gesù nei confronti degli apostoli è di farli riposare. È un primo tocco di grande umanità di Gesù, preoccupato che i suoi possano vivere un periodo di riposo, in disparte dal frastuono della folla, in un luogo in cui possano far riposare il corpo e lo spirito. Continua a leggere

Il mandato missionario

QUINDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

DSCN3910Il profeta Amos dava evidentemente fastidio. Cercano di allontanarlo. La sua risposta è di una semplicità disarmante. Egli ricorda al sacerdote Amasia che egli non è lì per una sua decisione ma per una missione affidatagli da Dio. Amos di mestiere fa il pastore, ma Dio lo ha mandato a profetizzare! Come a dire: se fossi venuto di testa mia, tu che sei sacerdote in questo luogo sacro avevi il diritto di mandarmi mia; ma è Dio che mi ha mandato qui, e quindi tu non puoi andare contro una decisione divina! La precisazione di Amos non è di poco conto.  Continua a leggere

L’incarnazione e i regali

QUATTORDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

DSC_0290Le parole che san Paolo riferisce come risposta del Signore alla sua richiesta di allontanare l’inviato di satana che lo percuoteva sono dense di significato: «Ti basta la mia grazia; la mia forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Tanto che l’Apostolo ne trae subito una conclusione: «Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo… infatti quando sono debole, è allora che sono forte». Continua a leggere

Toccare

TREDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

EPSON DSC pictureChe cosa accomuna i due racconti che nella pagina evangelica di oggi sono come incastrati l’uno nell’altro? La donna che da dodici anni aveva perdite di sangue e la figlia di Giàiro morta ad appena dodici anni? Si tocca con mano l’abisso del dolore umano. Giàiro è disperato per la figlioletta che sta morendo e che poi effettivamente muore: quale dolore può essere paragonato a questo? Vedersi morire una figlia che sta aprendosi alla vita (a dodici anni era ormai pronta ad essere donna, a quell’età poteva essere promessa sposa) è fonte di disperazione, il mondo ti crolla addosso, la fede vacilla. Ma anche la donna affetta da perdite di sangue era in preda alla disperazione. Continua a leggere

Gesù… così com’è!

DODICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

DSC_0132Succede sempre così. Di una vicenda che ci ha coinvolti drammaticamente, ricordiamo alla fine il suo esito positivo. Sballottati dalla tempesta in mezzo al mare, prossimi al naufragio della barca, c’è uno che parla al vento e al mare, e così raggiungiamo la riva sani e salvi con una sola domanda in fondo al cuore: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?». Continua a leggere

Come un seme…

UNDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

DSCN0477Le due parabole – quella del seme che cresce da solo e quella del granello di senape – illustrano la presenza del regno di Dio e in un certo senso manifestano la logica di Gesù. È una logica dei tempi lunghi, dell’attesa, della pazienza, che si allontana di molto dal nostro modo di pensare e di agire. Noi vogliamo tenere insieme il «presto» e il «bene», in quel tipico efficientismo che caratterizza la nostra cultura e il nostro mondo. Soprattutto, noi vogliamo avere sotto controllo ogni momento del processo. Invece, nella prima parabola, i tempi riservati al contadino – semina e mietitura – sono brevissimi, mentre il tempo che si svolge nel segreto della terra è lungo e misterioso, comunque sottratto al controllo del contadino, il quale ottiene lo stesso risultato sia che vegli sia che dorma. Continua a leggere

È il tempo di una bio-estetica…

Una lettrice del blog – che sta leggendo anche il mio libro L’albero della vita – mi ha posto una domanda intelligente circa la ricaduta pedagogica e pastorale del cambiamento di paradigma che io propongo come necessario nel mondo di oggi. Detto molto semplicemente: tu (che sarei io) sostieni che bisogna percorrere la via della bellezza e del desiderio, mentre per secoli abbiamo battuto quasi unicamente la via della conoscenza e della morale; ma che cosa significa concretamente? che dobbiamo abbandonare il vero e il bene per gettarci sul bello? e come si fa? Continua a leggere

Un libro di rottura…

AGOSTINO CLERICI, L'albero della vita. Un orizzonte di bellezza per l'uomo di oggi, L'essenziale è visibile, Tavernerio 2015, pagine 208, euro 12,00.

AGOSTINO CLERICI, L’albero della vita. Un orizzonte di bellezza per l’uomo di oggi, L’essenziale è visibile, Tavernerio 2015, pagine 208, euro 12,00.

«Un bel libro di rottura». Così – in una recensione che appare sull’ultimo numero de Il settimanale della diocesi di ComoSalvatore Couchoud definisce L’albero della vita, il volume da me pubblicato due settimane fa’. Mi trovo d’accordo con questa definizione: la mia rottura assomiglia ad una potatura – è, cioè, una rottura per la vita – e vorrebbe togliere quell’inutile fogliame che ha forse impedito alla pianta della vita – che è «vita nella carne» – di produrre fiori e frutti. Continua a leggere