Il cuore del mondo

SECONDA DOMENICA DI PASQUA – Anno A

«Venne Gesù, stette in mezzo». Accadde così quella prima domenica e poi una settimana dopo e, da allora, sempre. Che cosa significa che Gesù viene e sta in mezzo? È certo una indicazione spaziale per dire che egli non entra dalla porta, ma che si rende presente in mezzo ai suoi con una forma nuova. Ma quel «stette in mezzo» vuole indicare anche la condizione di uno che è ritto in piedi, che è vivo. È il risorto, ma è lo stesso che porta i segni della morte nelle mani e nel fianco. È il Signore! Continua a leggere

Colpo di testa 159 / Guerre dimenticate sotto la coltre del Covid-19

Corriere di Como, 14 aprile 2020

Che è successo alle altre notizie? Sembra che nel mondo ce ne sia ormai una sola in una sorta di pandemia comunicativa, e che non succeda nient’altro. Un fatto non comunicato quasi non esiste, lo sappiamo bene. E questa legge è tragicamente all’origine anche della diffusione del Covid-19, dovuta proprio alla censura cinese che, per qualche settimana, ha permesso al coronavirus di prendere l’aereo e di atterrare ovunque. Nel mondo, più o meno in ritardo, tutti i Paesi hanno dovuto prendere coscienza che non potevano pretendere di essere l’isola felice dell’immunità al virus, e questo spiega perché ormai non si parli d’altro. Continua a leggere

Ci crediamo nella risurrezione?

DOMENICA DI PASQUA

«Voi cristiani fondate tutto su una cosa che non si può dimostrare!». Me lo diceva uno che ha cominciato a dubitare di tutto quello che ha creduto sino a poco tempo fa. E si riferiva alla risurrezione. Sorrido sempre quando mi fanno una simile obiezione, perché effettivamente è così, ma vale per quasi tutte le cose più importanti della vita: non si possono dimostrare. Nemmeno Maria di Magdala, trovandosi davanti un sepolcro vuoto, conclude immediatamente che Gesù è risorto. Anzi, corre a dire: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro». Altro che risurrezione, semplice sottrazione di cadavere! E sia. Ma se togli fondamento alla risurrezione, che pure non si può dimostrare ma solo credere, ti resta poi il compito di spiegare duemila anni di storia, con miliardi di allucinati, che avrebbero potuto credere ad una sottrazione di cadavere invece che alla risurrezione. Continua a leggere

Ci ha dato l’esempio

GIOVEDÌ SANTO

Quando un gruppo di amici si ritrova per l’ultima cena insieme, perché uno di loro parte per un lungo viaggio, c’è il rischio che tutto finisca in lacrime. E l’amico in partenza cerca di lasciare qualcosa di sé: un biglietto, una fotografia, un piccolo regalo carico di significato. Gesù ha seguito questa logica umana nella sua ultima cena terrena. Anche se il suo viaggio è stato breve quanto intenso e ha addirittura attraversato la morte. Anche se i suoi amici sono spariti nel momento del bisogno. Continua a leggere

Colpo di testa 158 / Le case tornino a essere piccole chiese

Corriere di Como, 7 aprile 2020

Spesso comprendiamo appieno l’importanza di qualcosa quando essa viene a mancarci, perché l’abitudine ad averla a portata di mano ce ne fa svanire il significato. Capita anche con le persone e non solo con le cose: quando mancano, improvvisamente ci mancano e scopriamo quale tesoro rappresentavano per la nostra vita quando erano con noi. Ci pensavo in questi giorni di reclusione forzata nelle nostre case in riferimento ad un luogo che comunque caratterizza il territorio in cui viviamo: le chiese. Continua a leggere

Consegnato da chi?

DOEMICA DELLE PALME – Anno A

«Ecco l’ora è vicina e il Figlio dell’uomo viene consegnato in mano ai peccatori». Ci viene spontaneo domandare: da chi sarà consegnato? Si può rispondere in modo sbrigativo e indicare Giuda il traditore («colui che consegna») come il responsabile unico di questa consegna. In realtà, il lungo racconto della Passione ci costringe ad una risposta più complessa, perché Gesù passa da una consegna all’altra: Giuda lo consegna ai soldati, i soldati lo consegnano al sommo sacerdote Caifa, il quale lo consegna a scribi ed anziani, e tutti insieme lo consegnano al governatore Pilato, il quale lo consegna al giudizio della folla e ai soldati perché sia crocifisso, e infine, una volta morto, ordina che il suo cadavere sia consegnato a Giuseppe di Arimatea. Continua a leggere

Colpo di testa 157 / Il desiderio, potente motore della vita

Corriere di Como, 31 marzo 2020

Il desiderio è il più potente motore della vita. L’apprensione e la paura che appiattiscono sul presente rischiano proprio di rendere difficile l’accensione del desiderio. Indubbiamente, se è vero che il restare a casa è l’unica manovra possibile a ciascuno di noi per bloccare Covid-19, il restare fermi nella propria abitazione per tanto tempo apre la via ad un’altra forma di malattia. D’accordo, anche tra le mura di casa si può fare ginnastica salutare per il corpo, ma bisogna offrire nutrimento anche alla vita nella sua dimensione più ampia. Continua a leggere

Sono una creatura nuova

QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C

Lazzaro è una delle persone in un certo senso più fortunate e nello stesso tempo più sfortunate della storia. La sua fortuna sta nell’aver provato il risveglio dalla morte, quella sorta di risurrezione che costituisce il desiderio di ogni persona che vede nella bara un proprio caro. Poter riabbracciare Lazzaro è stato il massimo della gioia per Marta e Maria, che avevano sperato in una presenza sollecita di Gesù che evitasse la morte all’amico Lazzaro. Continua a leggere

Colpo di testa 156 / Anche Dio confida nella scienza

Corriere di Como, 24 marzo 2020

Che fine ha fatto la religione in questi giorni dominati dalla pandemia? Ho trovato questa domanda su un giornale. Si suggeriva che forse le speranze dell’umanità, più che all’aiuto divino, sono oggi affidate ai progressi della ricerca scientifica. Non vorrei scandalizzare nessuno dicendo che anche Dio confida nella scienza, visto che anche l’intelligenza umana è opera sua. Mi ha molto colpito la notizia di quel prete emiliano, che, prima di essere ordinato sacerdote, era pneumologo: nei giorni scorsi ha deciso di lasciare provvisoriamente la parrocchia in cui esercitava il suo ministero pastorale per tornare in ospedale ad indossare il camice bianco e dare il suo contributo come medico. Continua a leggere

Vedo con gli occhi di Dio

QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno A

Il brano, che abbiamo appena ascoltato, racconta una delle vicende più movimentate di tutti i Vangeli. Si è soliti ricordarla come il miracolo della guarigione del cieco nato. In realtà il miracolo non è uno solo, ma sono tre. C’è il miracolo della guarigione fisica: «andò, si lavò e tornò che ci vedeva». Prodigio di un’evidenza che sembra indiscutibile, tanto è vero che saremmo tentati di fermarci a questo livello della guarigione, che oggi basterebbe a far correre le telecamere e ad alzare l’indice degli ascolti. Continua a leggere