Undicesima Domenica del Tempo Ordinario. Una scena da guardare…

Chi è Gesù per questa donna che si intrufola nella casa di Simone il fariseo? Potremmo farci questa domanda e cercare di rispondere, per comprendere quello che Gesù dice e fa a questa donna. Veniamo subito a sapere che è una peccatrice, e non facciamo fatica ad immaginare quale sia il peccato per cui era conosciuta… Simone si meraviglia che Gesù si lasci toccare da lei senza sospettare che genere di donna fosse e, quindi, impedirglielo. Il fariseo giudica sconvenienti quei gesti, anche se non osa fermarli. Si direbbe che, da quando quella donna giunge in casa sua, Simone è come disturbato dal suo comportamento e freme, perché vorrebbe che fosse Gesù a fare una scenata e ad allontanarla. Tutto il contrario: Gesù la addita come modello di amore e dedizione totale.

Chi è dunque Gesù per questa donna? I suoi gesti manifestano chiaramente il suo animo. Ella scioglie i suoi capelli, cosa che una donna perbene farebbe solo nell’intimità con il suo sposo. Quei capelli li usa per asciugare i piedi di Gesù, che ha lavato non con l’acqua ma con le sue lacrime. L’ospitalità avrebbe usato un catino e un asciugatoio. L’amore va oltre e quella donna, per amare Gesù, usa se stessa, le sue lacrime e i suoi capelli. Gesù è tutto per lei, non è un semplice ospite da onorare e servire. Gesù è colui che può donarle la pace di cui ella, peccatrice, avverte un assoluto bisogno. Mentre il fariseo è convinto di fare un favore a Gesù invitandolo a casa sua, mentre pensa di riceverne un onore ed è convinto di non aver bisogno né di pace né di perdono, quella donna piange la sua miseria e implora – a bocca chiusa, con le lacrime, le mani, i capelli – il risanamento gratuito della sua vita. E crede che Gesù sia l’unico in grado di aiutarla. Per questo si scioglie i capelli in un gesto quasi sponsale, di donazione profonda. Non teme il giudizio degli altri, perché in cuor suo è convinta che Gesù possa capire il suo stato d’animo, che Gesù possa leggere nel suo cuore e scorgere i suoi molti peccati e cogliere però anche il suo bisogno di pace. È così. Gesù, infatti, annuncia a Simone il fariseo: «Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato». Quest’espressione di Gesù va compresa bene, altrimenti potremmo pensare che Gesù perdona solo chi lo ama, e perdona molto a chi ama molto e perdona poco a chi ama poco. In verità, quella sera, nella casa di Simone il fariseo, è avvenuto esattamente il contrario: quella donna non è perdonata perché ha amato, ma ama perché ha avvertito di essere stata accolta e perdonata da Gesù. Sente che Simone e gli altri farisei la stanno guardando male, si sente giudicata da loro. Ma da Gesù – ed è forse la prima volta che le capita questo – si sente accolta, non usata, come se i suoi molti peccati non la allontanassero, anzi la avvicinassero misteriosamente a lui. Certo, ella ha avuto il coraggio di entrare nella casa del fariseo e di svelarsi a Gesù con le sue lacrime. Ma è stata l’accoglienza di Gesù, il suo dono, a renderla per la prima volta capace di un amore vero, sino alle lacrime.

E si capisce, allora, perché Gesù aggiunga quell’altra frase: «Colui al quale si perdona poco, ama poco». È diretta a Simone, colui che lo ospita, ma che ha un cuore che assomiglia ad una fortezza, inespugnabile, inavvicinabile. Ovvio. Simone si sente sicuro, a posto, non ha bisogno di essere perdonato da Gesù. C’è ospitalità tra i due, ma Gesù non riesce a mandare in circolo la sua accoglienza, la sua pace, il suo perdono. Si direbbe che c’è una distanza tra Gesù e Simone il fariseo. I due non si sfiorano nemmeno, mentre quella donna non finisce di toccare Gesù con quanto di più suo abbia, con le sue lacrime, le sue mani colme di profumo, i suoi capelli sciolti.

Non c’è molto da capire in questa scena. C’è da guardare. E poi c’è da guardarsi dentro. Ciascuno di noi lo faccia, e si domandi: chi è Gesù per me? È colui che ospito a casa mia come farei con lo scrittore di grido, l’intellettuale alla moda, l’amico famoso? Oppure è colui da cui desidero ardentemente essere accolto così come sono, e perdonato e amato? Talvolta Gesù nella nostra vita di cristiani è un’autorità fredda e scontata. Non ci commuoviamo più di fronte al suo amore gratuito. E così lo perdiamo, lo allontaniamo, Lui che è vicino.

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