La nostra casa è l’Eucaristia

GIOVEDÌ SANTO

«Discese quaggiù la nostra Vita e uccise la nostra morte… Se n’è andato, eppure, eccolo, è qui. Non volle rimanere a lungo con noi, ma non ci ha lasciati!». Questa frase di sant’Agostino vuole accompagnare la nostra riflessione nel Triduo pasquale di quest’anno. Stasera contempliamo il grande mistero dell’Eucaristia attraverso il gesto della lavanda dei piedi, compiuto da Gesù nel Cenacolo alla vigilia della sua passione. Continua a leggere

Il vasetto e il profumo

DOMENICA DELLE PALME – Anno B

Marko Rupnik, L’unzione di Betania, cappella Dehoniani di Capiago

La storia che abbiamo ascoltato inizia con lo squisito gesto di amore di una donna che rompe un vasetto di alabastro e cosparge di profumo preziosissimo il capo di Gesù. Un gesto che richiama l’abbondanza, lo spreco, l’eccesso: quel profumo – alcuni lo fanno notare a Gesù – valeva più di trenta denari, equivalenti al salario di un mese di lavoro. Trenta denari è il prezzo della vendita di Gesù da parte di Giuda, il quale, proprio di fronte al gesto generoso della donna, prende la decisione di recarsi dai sommi sacerdoti per consegnare loro Gesù. Continua a leggere

Croce, la logica del chicco di grano

QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno B

Vincent van Gogh, Seminatore al tramonto, 1888

La logica del chicco di grano non è certo quella della filosofia greca. Forse si aspettavano altro quei Greci, che pure erano animati dal grande desiderio di «vedere Gesù». Si aspettavano un uomo imperturbabile, e invece eccoti un uomo che non teme di confessare che la sua anima è «turbata». Si aspettavano parole di saggezza, ispirate almeno alle correnti più culturali dell’ebraismo, e invece sulla bocca di Gesù trovano riferimenti al servire, al perdere, al morire in vista dell’eternità. Continua a leggere

L’amore che salva

QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno B

Mathias Stomer (1600-1650), Cristo e Nicodemo, Darmstadt, Hessiches Landesmuseum

Nicodemo va da Gesù perché ha intuito che in lui c’è qualcosa che viene da Dio. Va a trovarlo di notte forse perché non vuole che si sappia (era un famoso capo dei farisei). O forse fu Gesù a fissargli un appuntamento al termine di una delle sue intense giornate, togliendo al riposo anche quelle ore notturne. Nicodemo va da Gesù perché i conti non gli tornavano: intuisce che l’immagine di Dio che Gesù predica e testimonia è affascinante, ma non rientra nei canoni della religiosità ufficiale. Così vuole capire. Continua a leggere

Quale tempio?

TERZA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno B

Giuseppe Orelli, secolo XVII, Gesù caccia i mercanti dal tempio, Chiesa di San Pietro, Scanzorosciate

La terza parola della nostra Quaresima (dopo «deserto» e «bellezza») sembrerebbe evidente: è il «tempio». Senonché, nel brano evangelico che abbiamo ascoltato, il significato di questa parola sembra continuamente mutare e assumere una valenza sempre più interiore e personale. Continua a leggere

Tabor, iniezione di bellezza

SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno B

Raffaello Sanzio, Trasfigurazione (1516 – 1520)

Per capire la scena evangelica della trasfigurazione, bisogna essere andati qualche volta in alta montagna, in una giornata dai contorni netti, in cui l’azzurro del cielo si staglia sui verdi prati e magari si riflette nel blu cupo di un laghetto incastonato tra le rocce. Il silenzio ti permette di sentire il tuo respiro affannoso, il rumore dei tuoi passi. Per un attimo – ma è un attimo che riesce a durare – ti riconcili con te stesso. Continua a leggere

Tre cose essenziali sul deserto

PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno B

La brevità con cui l’evangelista Marco ci parla dei quaranta giorni di Gesù nel deserto pone in risalto tre cose essenziali, che hanno a che fare anche con la nostra Quaresima. Intanto Gesù nel deserto ci va sospinto dallo Spirito. Non si tratta affatto di uno spiacevole inconveniente di viaggio. Il deserto è parte integrante del cammino e a programmarlo è Dio stesso, non certo il suo nemico, quel Satana che pure proprio nel deserto trova l’occasione per sferrare il suo attacco. Continua a leggere

Coscienze denutrite!

SESTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Siamo istintivamente portati a considerare negativamente la prescrizione contenuta nel libro del Levitico, che, di fatto, sancisce l’emarginazione dei lebbrosi. Dovremmo porre questo comando biblico nel suo contesto e considerare, ad esempio, l’impotenza dal punto di vista della protezione medica, in cui si trovava una società antica di fronte a gravi malattie infettive. Continua a leggere

Quando fuori è ancora buio!

QUINTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Domenica scorsa il Vangelo ci aveva raccontato la prima parte della giornata di Gesù: la mattina era andato nella sinagoga ad insegnare. Ora l’evangelista Marco ci informa circa il seguito. È come se volesse raccontarci una giornata tipo di Gesù: dopo l’insegnamento, la guarigione dei malati e la preghiera. L’ordine cronologico e logico della giornata vede, però, al primo posto proprio la preghiera, che Marco ci racconta per ultima, dicendoci però che «si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava». Continua a leggere

Autorità ed educazione

QUARTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Gesù entra nella sinagoga e si mette ad insegnare. La sinagoga era il luogo ove nel giorno festivo – per gli ebrei era ed è il sabato – la comunità si ritrovava per ascoltare la Parola di Dio, che veniva poi commentata dagli scribi. Anche Gesù insegna, e lo fa in un modo che genera stupore. Il che può significare che gli scribi solitamente non stupivano affatto! L’evangelista Marco ci suggerisce qual è la differenza tra Gesù e gli scribi: egli insegnava «come uno che ha autorità». Ovvero: gli scribi ripetevano insegnamenti altrui e lo facevano in un modo che annoiava pure, erano dei ripetitori di messaggi senza partecipare veramente e personalmente a quel momento. Continua a leggere