La forza di Maria

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Mi hanno chiesto una volta di indicare dove nella Bibbia si racconta l’avvenimento dell’assunzione di Maria, che la Chiesa ogni anno ci fa ricordare in questa festa collocata al centro del periodo estivo. Ebbene, l’assunzione non è descritta da nessuna parte – così ho risposto – aggiungendo che nemmeno il fatto della risurrezione di Gesù è raccontato dai vangeli (si parla solo di un sepolcro trovato vuoto e di apparizioni del Risorto). Potremmo star qui a disquisire su che cosa è veramente successo, ma ci perderemmo in tanti viottoli, magari interessanti ma non essenziali. Essenziale è che Maria sia stata la prima creatura – sì creatura, stiamo attenti a non trasformare Maria in una sorta di divinità femminile come ne esistono in tante religioni, perché non le facciamo un buon servizio e ci allontaniamo dall’autentica fede cattolica – ad aver condiviso la gloria della risurrezione di Cristo. La prima, perché madre di Gesù e soprattutto perché sua discepola fin sotto la croce. Il percorso della vita di Maria dall’annunciazione all’assunzione è tutto nella luce di Gesù. Quando andò a Cafarnao – forse a cercare di portarsi a casa il figlio trentenne, che cominciava a creare qualche scandalo – dovette convincersi che era lei che doveva mettersi sulle orme del figlio, se voleva esserne davvero la madre. A Cana di Galilea disse le parole che, in mezzo alle mille che Maria continuerebbe a ripetere in questa o quella apparizione dei nostri tempi, restano le uniche importanti da ascoltare davvero, e sono parole dette in riferimento a Gesù: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela!». Maria non sa, Maria si fida e invita a fidarsi. Sotto la croce Gesù le chiederà una cosa sola: prendersi cura dei discepoli di Gesù – lì rappresentati da Giovanni – come una madre universale. Quella cosa che Gesù le disse, Maria la fece nel nascondimento che caratterizzò tutta la sua vita terrena. L’assunzione di Maria non è raccontata nei Vangeli, ma è spiegabile in questa traiettoria perfetta che la madre fece al seguito del figlio Gesù. Se Gesù è risorto dai morti, Maria è assunta in cielo, così ha pensato la Chiesa sin dai primi secoli. La stessa Chiesa che in questa solennità di metà agosto ci propone due pagine bellissime, che in questo momento dell’omelia possiamo solo sfiorare.

La prima lettura è tratta dall’Apocalisse, un testo pieno di immagini. Il drago rosso che trascina giù in terra le stelle del cielo si contrappone alla donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi. Il drago vorrebbe divorare il figlio che la donna sta per partorire. Questo drago sembra onnipotente nella sua ferocia, eppure trascina giù solo un terzo delle stelle e si vede sfuggire la donna e suo figlio. Il drago mi fa pensare alle prove e alle asperità della vita, che trascinano giù dal cielo tanti nostri desideri e cercano di divorare le nostre speranze. Talvolta sembriamo dominati e impauriti dall’ombra di questo drago della storia umana che mina il futuro. A un drago che precipita in terra il cielo si contrappone una donna della terra che è vestita di cielo. La tradizione cristiana legge in questa figura la Chiesa che attraversa le innumerevoli traversie della storia senza esserne sconfitta, e la vede sotto la protezione di Maria, il cui figlio Gesù ha sconfitto il drago con la sua risurrezione.

La pagina evangelica ci presenta la scena della visitazione di Maria ad Elisabetta. Due donne al centro del mondo in un paese di cui non ci viene detto il nome. Gli uomini sono assenti: non c’è Giuseppe, Zaccaria è muto. Elisabetta – che aveva in casa un marito muto per non aver creduto nella promessa di Dio – sa riconoscere «colei che ha creduto» e la dice beata proprio per questa qualità, la fiducia, che è tipica dei piccoli. Maria è una ragazzina e rimaniamo stupiti ad ascoltare le sue parole così forti e coraggiose, quelle del Magnificat. Parole rivoluzionarie su Dio e sulla storia che non parlano di un futuro lontano, ma riguardano il presente: giacché Maria porta in grembo il figlio dell’Altissimo, Dio ha già spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi e innalzato gli umili, ha ricolmato di beni gli affamati e ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ci sembra di guardarci intorno e di vedere che non è ancora così. Ma Maria porta dentro la forza incredibile dei piccoli, la fiducia in Dio. Quella forza che la porterà in cielo.

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