Le parole di Giobbe ricopiano almeno un poco il nostro stato d’animo di fronte alla fatica ed alla fragilità della vita. Hanno un pregio particolare, quello di essere comunque rivolte a Dio, come a dire che egli non ha perso la sua fiducia in Lui, con Lui si lamenta ed a Lui chiede di essere ricordato. Questo atteggiamento umano, che può assumere forme molto diverse, lo chiamiamo «preghiera». Continua a leggere
Omelie
La Parola di Dio presentata alla mia comunità di Ponzate
Quarta Domenica del tempo ordinario. «Che vuoi da me, Gesù Nazareno?»
Ciò che colpisce di Gesù è la sua autorità. «Erano stupiti del suo insegnamento», di quell’«insegnamento nuovo, dato con autorità». Stupore e timore sono le reazioni comuni tra la gente che incontra Gesù a Cafarnao: stupore soprattutto per le cose che diceva e per il modo in cui le diceva, timore forse per quel gesto potente di liberazione dal demonio. A maggior ragione si comprende l’ostilità espressa dallo spirito impuro che si è impossessato di quel povero uomo che Gesù guarisce: «Sei venuto a rovinarci?». Continua a leggere
Terza Domenica del tempo ordinario. «Il tempo è compiuto»
Le parole con cui l’evangelista Marco riassume il vangelo di Dio che Gesù andava proclamando nella Galilea affermano qualcosa che sembra non verificarsi mai, quasi quell’annuncio rimanga sempre aperto. «Il tempo è compiuto»: che cosa significa? La parola che noi traduciamo con “tempo” non indica il tempo del calendario, non è quello che si misura con l’orologio. Continua a leggere
Seconda Domenica del tempo ordinario. «Che cosa cercate?»
«Che cosa cercate?». Abbiamo costruito tutto il nostro itinerario di Avvento e Natale sul cercare e soprattutto sull’essere trovati. Il profeta Isaia domenica scorsa ci ha invitato a cercare il Signore mentre si fa trovare. Sembra che i due discepoli di cui ci parla il vangelo odierno, aiutati anche dalla preziosa indicazione del loro primo maestro – Giovanni il Battista – abbiano messo in pratica questo monito. Cercano il Signore seguendo Gesù. E questo Gesù si volta improvvisamente e pone una domanda radicale: «Che cosa cercate?». Continua a leggere
Battesimo del Signore. Cercate il Signore, mentre si fa trovare!
Sembra proprio che il profeta Isaia voglia riassumere il nostro itinerario di Avvento e Natale con una esortazione: «Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino». In questa domenica celebriamo il battesimo di Gesù nel Giordano, un avvenimento che perfeziona la rivelazione offerta a Betlemme e a Nazareth: Dio conferma che a scendere nell’acqua è il Figlio di Dio, ed è la stessa notizia che l’angelo aveva data a Maria, la stessa notizia che le schiere angeliche avevano annunciato ai pastori, la stessa verità che i Magi avevano trovato e adorato. Il battesimo di Gesù, di per sé, è molto diverso dal nostro battesimo: esso era un bagno di penitenza, un modo di riconoscere i propri peccati e di iniziare un cammino di conversione. Continua a leggere
Epifania del Signore. Lo abbiamo cercato… e ci ha trovati!
La solennità dell’Epifania ci aiuta a correggere l’immagine del nostro Natale. «Ci ha trovati!», così ho voluto condensare il messaggio della Incarnazione, avvenimento con cui Dio viene a scovare l’uomo nel suo nascondiglio. Qualcuno crede, dunque, che basti mettersi in poltrona e aspettare quando Dio suonerà alla porta. Guardiamo Erode: riceve un annuncio che lo turba, ma non lo smuove dalla sua reggia. Erode è uno che manda, ma che non va. Mi vengono in mente alcuni genitori che mandano i bambini a Messa, ma loro non ci vanno. Ora, poi, pende su tutti noi una spada di Damocle, quella della annunciata liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali. Continua a leggere
1° gennaio. Iniziamo con la benedizione…
Alcuni anni fa, quando fu pubblicato per la prima volta dalla Chiesa italiana un volume intitolato Benedizionale, ricordo di aver letto sui giornali articoli che manifestavano una certa meraviglia perché – si diceva – ora non solo i preti possono benedire, ma anche un papà e una mamma possono benedire i propri figli. Quella meraviglia non era del tutto immotivata, e nascondeva una nozione del gesto di benedire – come riservato alla categoria “professionale” dei sacerdoti – che ha una sua verità, ma che lascia in ombra la valenza universale di questo gesto. Continua a leggere
31 dicembre. Perché ringraziare stasera?
Tutti gli anni, la sera del 31 dicembre, ci prendiamo un po’ di tempo per ringraziare. Lo facciamo nell’Eucaristia, che è sempre rendimento di grazie. Stasera è ancora più evidente grazie al canto di un inno antichissimo che ha proprio lo scopo di indirizzare la nostra lode al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. L’inno del Te Deum inizia con una lode trinitaria, ma termina nel modo in cui terminano le nostre preghiere, con alcune domande. Sì, perché anche per imparare lo stile del ringraziare abbiamo bisogno di essere aiutati e benedetti, altrimenti finiamo per vivere nella distrazione e nell’ingratitudine a cui ci abitua il mondo. Continua a leggere
Natale del Signore. Ci ha trovati!
Una storiella ebraica racconta che un giorno un ragazzo si precipitò piangendo nella camera di suo nonno, il famoso rabbino Baruch. Le lacrime gli scorrevano sulle guance ed egli si lamentava dicendo: «Il mio amico mi ha piantato in asso. È stato proprio ingiusto e sgarbato con me. Stavamo giocando a nascondino, e mi ero nascosto così bene che il mio amico non riusciva a trovarmi. Allora ha smesso di cercarmi e se n’è andato. Che razza di modo di comportarsi!». Continua a leggere
Quarta Domenica di Avvento. Che ci trovi nella disponibilità!
Quando il Natale si fa vicino, c’è un brivido che attraversa la nostra coscienza cristiana. Abbiamo fatto tante cose in questi giorni – alcune utili e proficue, altre del tutto inutili e magari anche dannose – ma ci stiamo preparando all’unica cosa che conta? Ben venga questo brivido della quarta domenica di Avvento che, per nostra fortuna, quest’anno ci lascia ancora una intera settimana di tempo per convertire la nostra aspettativa del Natale in una attesa operosa. Il re Davide – come ci ha raccontato la prima lettura – aveva voglia di fare qualcosa per Dio: si sentiva in colpa dall’abitare in una bella casa di legno, mentre la presenza di Dio era custodita sotto una tenda. Continua a leggere