Battesimo del Signore. Cercate il Signore, mentre si fa trovare!

Sembra proprio che il profeta Isaia voglia riassumere il nostro itinerario di Avvento e Natale con una esortazione: «Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino». In questa domenica celebriamo il battesimo di Gesù nel Giordano, un avvenimento che perfeziona la rivelazione offerta a Betlemme e a Nazareth: Dio conferma che a scendere nell’acqua è il Figlio di Dio, ed è la stessa notizia che l’angelo aveva data a Maria, la stessa notizia che le schiere angeliche avevano annunciato ai pastori, la stessa verità che i Magi avevano trovato e adorato. Il battesimo di Gesù, di per sé, è molto diverso dal nostro battesimo: esso era un bagno di penitenza, un modo di riconoscere i propri peccati e di iniziare un cammino di conversione. A ragion veduta, l’unico che avrebbe potuto evitare quel battesimo era proprio Gesù. Invece, egli va a condividere anche questo aspetto della natura umana che ha assunto – il peccato – ed è l’occasione per inaugurare il suo ministero pubblico come «colui che è venuto non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue». Il momento del battesimo al Giordano è l’ultimo evento natalizio ed è il primo che va già nella direzione della Pasqua. In tal senso, ha qualcosa da dire al nostro battesimo, perché esso non è altro che la ripetizione sacramentale dell’avvenimento della morte e risurrezione di Gesù dentro la vita di ciascuno di noi. Il battesimo è un innesto benefico del ramo della nostra vita sul tronco fiorito di Gesù Cristo. Oggi, quindi, facciamo memoria del battesimo, che un giorno ci ha regalato questa linfa che ancora scorre in noi.

Ma torniamo alle parole del profeta. Egli grida sulla piazza del mercato: «Venite, comprate da me! Comprate… ma non occorrono soldi, perché io vi offro cose migliori del pane, del vino  e del latte. Io vi offro la vita!». La vita vera, dunque, è gratis? Se intendiamo dire che non occorre il danaro per comprarla, è proprio così, è gratis. Se intendiamo dire che da parte nostra non deve essere messa in campo alcuna fatica, allora no, ci sbagliamo: la vita costa il sacrificio di una ricerca, di orecchi aperti ed attenti, di un cuore pronto ad accogliere e ad ubbidire. Ecco, allora, l’invito perentorio che sintetizza tutto il Natale: «Cercate il Signore!». Certo, «egli si fa trovare», «egli è vicino», ma proprio per questo possiamo e dobbiamo cercarlo. Ci verrebbe da domandare al mercante che urla nella piazza, proponendo un’offerta difficile da rifiutare: ma dove dobbiamo cercare il Signore? Il mercante ha un luogo preciso in cui indirizza la nostra ricerca: è la Parola. Noi siamo abituati a pensare la parola come qualcosa che genera un suono, che ci dà una informazione magari, ma che poi svanisce. Di parole ne pensiamo e ne diciamo tante e non tutte a proposito, ma anche quelle buone, belle, giuste e vere ci lasciano un poco delusi. Sono parole, in fondo, e non basta proferirle per vederle realizzate. Uno può dire parole di amore e di pace, ma non è detto che l’amore e la pace escano dalle parole per diventare realtà. La Parola che il profeta vende sulla piazza non è come queste parole. Egli usa un’immagine efficace. Dice: «Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia, così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata». Noi sappiamo che solo Gesù è la Parola che realizza pienamente questo desiderio divino, solo Lui è tornato in cielo avendo compiuto perfettamente ciò per cui era stato mandato sulla terra. Eppure, Egli continua ad essere presente, ogni volta che la sua parola viene proclamata, letta, approfondita, custodita nel cuore e messa in pratica da ciascuno di noi. Ecco perché uno dei luoghi più belli in cui possiamo cercare e trovare il Signore fattosi vicino è la Bibbia, il Vangelo, accostato in tutta la sua ricchezza; è la preghiera dei salmi che la Chiesa usa nella liturgia quotidiana delle ore; è la Parola di Dio così come è stata commentata e vissuta dai Padri della Chiesa e dai santi di ogni epoca. Urla ancora il profeta: «Allora perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia?».

 

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