Seconda Domenica del tempo ordinario. «Che cosa cercate?»

«Che cosa cercate?». Abbiamo costruito tutto il nostro itinerario di Avvento e Natale sul cercare e soprattutto sull’essere trovati. Il profeta Isaia domenica scorsa ci ha invitato a cercare il Signore mentre si fa trovare. Sembra che i due discepoli di cui ci parla il vangelo odierno, aiutati anche dalla preziosa indicazione del loro primo maestro – Giovanni il Battista – abbiano messo in pratica questo monito. Cercano il Signore seguendo Gesù. E questo Gesù si volta improvvisamente e pone una domanda radicale: «Che cosa cercate?». Essa è più profonda di quanto possiamo immaginare. Non domanda «chi cercate?», perché avrebbero potuto rispondere «cerchiamo te, ovvio». No, la domanda dà per scontato che i due cerchino lui, se lo seguono, dopo che Giovanni il Battista lo ha indicato come «l’agnello di Dio», e cioè il Messia atteso, il servo del Signore inviato a salvare il suo popolo. Cercano Gesù, ma che cosa cercano in Gesù? Questa è la domanda a cui anche noi, discepoli di Gesù, siamo sempre chiamati a rispondere.

Che cosa cercate? Il Vangelo è pieno di risposte a questa domanda di Gesù. Le persone che cercano Gesù gli chiedono sempre qualcosa: che io riabbia la vista, che io cammini, che io sia guarito… Si può comprendere questa selva di richieste umanissime che nascono sul terreno di una sofferenza o di una malattia che esclude dalla bellezza della vita e spesso anche dal convivere sociale (pensiamo ai lebbrosi). Gesù si commuove ed esaudisce questa ricerca, compiendo segni prodigiosi che aumentano la sua fama e fanno sì che sempre più persone lo cerchino. Ad un certo punto – ce lo racconta l’evangelista Marco – Gesù si sottrae alla folla, esce presto la mattina per pregare, gli apostoli lo trovano e gli dicono proprio così: «Tutti ti cercano!», ed egli risponde, scioccandoli: «Andiamocene altrove». Un’altra volta – ed è Giovanni a raccontarcelo – dopo aver moltiplicato i pani e aver sfamato cinquemila uomini, a coloro che lo cercano dice chiaro e tondo che il motivo di quella ricerca è sbagliato: lo cercano perché hanno mangiato gratis, mentre quello era solo il segno di qualcos’altro. Dirà in modo chiaro: «Cercate anzitutto il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta». Che cosa dunque cerchiamo, quando ci mettiamo a seguire Gesù? Cerchiamo ciascuno qualcosa, oppure in Lui cerchiamo anzitutto… Lui, la bellezza dello stare in sua compagnia, la forza della sua parola magari scomoda ma vera? I due discepoli di cui ci parla il vangelo odierno osano rispondere alla domanda di Gesù con un’altra domanda, anch’essa molto profonda e rivolta a Lui riconosciuto come maestro: «Dove dimori?». Stupendo. Hanno capito l’essenziale. Hanno capito che Gesù si cerca innanzitutto per abitare con Lui. Questo, forse, è ciò che noi non abbiamo ancora capito… Nella nostra vita Gesù è presente in modo occasionale, come l’ospite per alcuni momenti. Lo cerchiamo ma non abbiamo intenzione di abitare con lui. Crediamo che egli dimori qui in chiesa, per cui veniamo a trovarlo qui una volta la settimana, ma poi egli, di fatto, sparisce dai nostri giorni feriali. La domanda dei due discepoli sottintende un cambiamento radicale di prospettiva: non siamo noi che ti invitiamo a casa nostra, ma siamo noi che ci invitiamo a casa tua, e perciò vogliamo che ci dica dove abiti, perché vogliamo venire a stare con te!

C’è un’ultima sorpresa nel dialogo tra Gesù e i due discepoli. Ci aspetteremmo un indirizzo preciso. Oggi ci sarebbe arrivata l’indicazione di una più comoda mail da raggiungere stando seduti davanti al computer di casa. Gesù invece risponde: «Venite e vedrete». Che vuol dire? I due capirono che si trattava di un invito reale e non virtuale e «quel giorno rimasero con lui». La risposta di Gesù suona sempre così, anche per noi: venite subito, adesso, nel presente, e vedrete, poi, nel futuro, una volta che siete venuti subito. È l’avventura della vita con Cristo. Avventura, cioè ad-ventura, andare incontro alle cose che ci vengono incontro grazie a Lui. Sembra di capire che c’è un unico atteggiamento sbagliato, che forse è quello in cui siamo maestri noi: stiamo a vedere, poi magari andremo! No – ripete Gesù – vieni adesso e poi sicuramente vedrai!

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