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Attendere è uscire incontro a Gesù Se doveste usare una sola parola per indicare la vita, sarebbe «aspettare» o «attendere»? Guardiamo le vergini della parabola. Proprio all’inizio si dice che «uscirono incontro allo sposo».
Ebbene, «uscire incontro» è proprio il significato di «attendere» – ad tendo – mentre «aspettare» – ad spicio – è un guardare nella direzione da cui ci si aspetta che arrivi qualcuno, stando però fermi. Lasciatemi dire che l’uomo moderno con il progresso delle conoscenze ha cominciato a superare ogni limite e ad avere più aspettative che attese. «Uscire» è un’azione decisiva, ma altrettanto importante è «uscire incontro». Incontro a chi, se esce, esce la mia vita? La domanda delle domande, eccola qua. Abbiamo i piccoli recipienti pieni d’olio così che ogni giorno abbia la sua luce? E colui a cui tendiamo la vita è il Signore Gesù, sposo della nostra umanità? L’uomo di oggi è uno che è chiuso nel suo «ego» con le sue aspettative, e non esce perché spesso ha smarrito l’identità di colui a cui dovrebbe uscire incontro. L’uomo ingessato nella poltrona che aspetta. Ha l’occhio solo sulla lampada, si preoccupa che sia accesa, come se la vita fosse un blocco unico e irriformabile, una «cosa» tra le cose.
Lo sposo è in ritardo (almeno così dice il nostro orologio) ma certamente arriva. E trova tutte le vergini addormentate. È così: chissà quante volte lungo i tornanti della vita ci addormentiamo, cioè: ci perdiamo via in tante cose anche inutili, e perdiamo per strada lo scopo del nostro andare. Quante volte la lampada del nostro «uscire incontro» si spegne: pigrizia, lamentele, perdita della speranza, venir meno del coraggio, solitudine, malattie e sofferenze sono come il vento che soffia sulla esile fiammella, che resiste e poi desiste.
Ci capita di volere una vita diversa e così rischiamo di perdere l’unica vita vera e reale che abbiamo. Certo, la lampada può essersi spenta. Che grazia, allora, aver messo in tanti piccoli vasi la bellezza dell’amore semplice e vero, che abbiamo trovato proprio nei momenti travagliati della vita. Proprio lì dove abbiamo fatto più fatica, proprio lì la vita ha generato l’olio che giorno per giorno la riaccende. Ecco, il «poco» dà valore al «tutto», il «piccolo» ha dentro una forza «grande».