Sembra che il tema attorno a cui ruota questa pagina evangelica sia il mangiare. C’è tanta folla, è sopraggiunta la sera, il problema è a livello della pancia da riempire… Forse noi ci sentiamo lontani da questo tipo di problemi e, infatti, abbiamo semmai la preoccupazione di far sparire la pancia. Eppure nel mondo – ma anche qui vicino alle nostre case – c’è chi ha ancora ogni mattina il problema di trovare i soldi per mangiare, almeno alla sera. Ebbene, quella sera ci furono tre modi di affrontare il problema di come sfamare la folla. Continua a leggere
Gesù
Diciassettesima Domenica del Tempo Ordinario. Donami il tuo Regno, Signore!
La domanda rivolta in sogno a Salomone assomiglia a quella del genio della lampada di Aladino: «Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda». E la risposta del re avrebbe potuto assomigliare a quelle del protagonista della novella de Le mille e una notte. Invece Salomone chiede… un cuore docile che sappia distinguere il bene dal male. E con questa richiesta il racconto biblico si allontana mille miglia dal racconto fiabesco, riportandoci alla realtà. Continua a leggere
Sedicesima Domenica del Tempo Ordinario. L’altro seminatore…
Domenica scorsa la Parola di Dio ci ha presentato un seminatore sprecone, oggi ci mette a confronto con un padrone del campo paziente. Il seminatore sprecone getta ovunque il seme della Parola e sa che c’è un terreno buono che lo accoglie e lo fa fruttificare. Ma si direbbe che c’è un altro seminatore, il nemico di quello sprecone, a cui non interessa la generosità di inondare anche la strada, anche i sassi e i rovi con la buona semente. A costui, il diavolo – letteralmente: «colui che divide» – preme solo il terreno buono, ma per metterci seme cattivo. Continua a leggere
Quindicesima Domenica del Tempo Ordinario. Cristiani del terreno buono?
La pagina evangelica del seminatore regala una certezza capace di dare fiducia: il seminatore della Parola è uno sprecone, uno di quelli che butta il seme ovunque, accettando il rischio che qualche piantina resti bruciata dal sole o soffocata dai rovi e addirittura che una parte del seme finisca in bocca agli uccelli. Ovunque, in una larghezza del gesto seminativo, quasi ad essere certo che il seme non manchi nel campo, nemmeno laddove esso confina con la strada. Se non c’è raccolto, la colpa non può essere del seminatore… Continua a leggere
Quattordicesima Domenica del Tempo Ordinario. Il giogo dei piccoli…
Le parole di Gesù non sono affatto un esercizio di poesia. Può darsi che Gesù sia ispirato nel suo canto di lode al Padre, ma quanto egli ci dice è di una concretezza disarmante. Sa che siamo stanchi e che cerchiamo ristoro, e si propone come compagnia divina e umana: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro». E poi parla di giogo. Gesù sa che quando si è stanchi si finisce sotto qualche giogo e allora propone di prendere il suo. Continua a leggere
Santi Apostoli Pietro e Paolo. La fede in Cristo e la vera libertà…
Gli apostoli Pietro e Paolo sono uniti da un’unica festa perché accomunati dal martirio avvenuto a Roma nel 67 d.C.: Pietro fu crocifisso a testa in giù (secondo l’uso romano di crocifiggere gli schiavi) sul Colle Vaticano (ove poi sorse la basilica di San Pietro fatta costruire da Costantino); Paolo fu decapitato lungo la via Ostiense (e non molto lontano sorse la basilica di San Paolo fuori le mura). Festeggiati insieme, dunque, Pietro e Paolo a motivo del comune destino e dell’identica fede in Gesù Cristo. Uniti, eppure molto diversi tra loro. Continua a leggere
Corpus Domini. Eucaristia, pane dei pellegrini…
In questa solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, la Chiesa ogni anno ci invita a sostare davanti al mistero dell’Eucaristia. Le parole che abbiamo pronunciato nella Sequenza ci aiutano a riflettere. Abbiamo insieme recitato solo le quattro strofe finali della sequenza Lauda Sion Salvatorem, composta da san Tommaso d’Aquino nel secolo XIII, un testo poetico e liturgico che aveva lo scopo di rafforzare la fede circa la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Continua a leggere
Santissima Trinità. Dio è Amore… Già, ma in che senso?
Il mistero della Santissima Trinità sta tutto in un dono. Lo dice Gesù a Nicodemo, capo dei farisei che era andato da lui di notte, perché affascinato dalla sua persona e desideroso di incontrarlo e di dialogare con lui. Dire che «Dio è amore» – come fa l’apostolo Giovanni nella sua lettera – può essere ancora inteso come una definizione astratta. Affermare che Dio ama talmente il mondo da dare suo Figlio è una constatazione storica e non più una semplice definizione. Continua a leggere
Domenica di Pentecoste. Lo Spirito non è un… soprammobile!
Quante volte capita nella vita che un dono ricevuto – magari con immensa gioia e con vivo senso di gratitudine – finisca precocemente in un angolo, in un cassetto, destinato a coprirsi di polvere. Ai bambini questo succede spesso: i nuovi regali mandano in rottamazione i vecchi, che finiscono anonimi nel cestone dei giochi. Ma anche noi adulti dimentichiamo in fretta i doni ricevuti, e diventiamo a poco a poco sostenitori di fatto della tesi secondo cui «tutto mi è dovuto», annullando gradatamente la stessa possibilità che ci venga fatto un dono. Continua a leggere
Ascensione del Signore. E l’incarnazione continua…
Non c’è nulla di più falso che il presentare l’Ascensione come il volatilizzarsi di Gesù Cristo, il suo fuggire nel cielo quasi alla stregua di un allontanamento dalla terra. Noi che i piedi ce li abbiamo per terra – e la testa talvolta nelle nuvole – ci siamo creati questa immagine un po’ olografica dell’Ascensione con il gruppetto degli apostoli tristi e piangenti che se ne stanno con il naso all’insù a veder sparire tra le nuvole il loro amato Gesù. Continua a leggere