Seconda Domenica di Pasqua. Mettere il dito… mettere la mano…

Che cosa significa mettere il dito nel segno dei chiodi e mettere la mano nel fianco di Gesù? Questo vorrebbe fare Tommaso, l’apostolo assente a Pasqua, quando il Risorto si rende presente alla comunità dei discepoli chiusa in casa per timore dei Giudei. Continua a leggere

Recensioni. Jean-Luc Marion: Credere per vedere.

Jean-Luc Marion, Credere per vedere, Lindau

«Credere e conoscere». S’intitola così il libro in cui dialogano Carlo Maria Martini e Ignazio Marino. Bisogna trovare il coraggio di cambiare quella congiunzione in un verbo: credere è conoscere. La fede non è un semplice surrogato della conoscenza vera, che scende in campo in menti deboli e su terreni sdrucciolevoli. No, la fede conosce, eccome, secondo quel famoso testo agostiniano, che dice così: «L’intelligenza è il frutto della fede. Non cercare dunque di capire per credere, ma credi per capire, poiché “se non credete, non capirete”». Chiosa Jean-Luc Marion: «Non si tratta di vedere, cioè di conoscere in modo “chiaro e distinto”, per credere sempre di più, ma, al contrario, di credere per essere in grado di vedere e comprendere». Continua a leggere

Settima Domenica del tempo ordinario. La fede, tra porta e… tetto!

La porta di cui si parla è quella della casa di Pietro, a Cafarnao. Qualche giorno prima, tutta la città era radunata davanti a quella porta. Ora la casa stessa è piena di gente e neanche fuori c’è più posto. Potremmo dire che la casa del primo discepolo di Gesù si sta trasformando in quella che noi oggi chiamiamo chiesa, il luogo dell’incontro con Gesu. Continua a leggere

«Quanta sporcizia c’è nella Chiesa! Quanta superbia, quanta autosufficienza!»

«Quanta sporcizia c’è nella Chiesa!». Aveva detto proprio così l’allora cardinal Joseph Ratzinger durante la Via Crucis al Colosseo del 2005, le cui meditazioni erano state affidate proprio a lui che di lì a poco sarebbe diventato Papa. Giovanni Paolo II seguiva dalla sua cappella, aggrappato al Crocifisso, in uno degli ultimi giorni della sua vita terrena. L’espressione fu letta quasi esclusivamente in riferimento alla questione dei preti pedofili. Ma il cardinal Ratzinger aveva aggiunto due altre esclamazioni: «Quanta superbia, quanta autosufficienza!». Continua a leggere