«Vi ho dato tutto»

VENERDÌ SANTO

Chiesa di Mogno (Canton Ticino)

Chiesa di Mogno (Canton Ticino)

Quella di oggi vogliamo considerarla una grande sorpresa. La terza sorpresa della nuova alleanza tra Dio e l’uomo. Abbiamo nuovamente ascoltato il racconto della passione. Ieri sera Gesù l’aveva come anticipato nei segni del pane e del vino, nel segno eloquente della lavanda dei piedi. Poteva restare in noi una domanda, quasi un sospetto, come quello che solitamente ci assale nel momento in cui uno ci fa la promessa di qualcosa di importante. Pensiamo: sarà vero? Ora, Gesù ci ha promesso addirittura il dono di se stesso. Lo ha soltanto detto? No – diciamo oggi con certezza incontrovertibile – lo ha fatto. Il suo dono giunge davvero sino alla fine, e l’amore è sino alla morte di croce. La scena della croce è il punto più alto della storia dell’alleanza tra Dio e l’uomo. Continua a leggere

La croce e la libertà

DOMENICA DELLE PALME – Anno B

Crocifisso sulle Steviola, in Val Gardena

Crocifisso sulle Steviola, in Val Gardena

Abbiamo meditato lungo la Quaresima le tappe dell’alleanza tra Dio e il suo popolo. Domenica scorsa il profeta Geremia ci aveva annunciato il proposito di Dio: «Verranno giorni nei quali concluderò un’alleanza nuova» (Ger 31,31). Ora proprio quei giorni ci sono stati raccontati dall’evangelista Marco. Sono giorni della storia umana già venuti (sono passato), giorni però che hanno cambiato e continuano a cambiare la nostra storia (sono presente e futuro). Dio, da grande alleato fedele qual è, ha mantenuto la sua promessa, e, come sempre, lo ha fatto in un modo inaspettato. Attendevamo un Messia, un inviato di Dio? Ebbene, è venuto di persona, perché Gesù è Dio. Eravamo propensi a pensare una salvezza ottenuta a colpi di gloria? Continua a leggere

L’alleanza tra Dio e Noè

PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno B

Arcobaleno su AlaskaIl nostro itinerario quaresimale seguirà la pista dell’alleanza, tracciata nelle prime letture delle domeniche di Quaresima. Il significato biblico della parola «alleanza» è un po’ diverso dal significato che normalmente si dà a questa parola. Noi pensiamo a due nazioni o a due persone che stringono un patto bilaterale, in cui ciascuno ha qualcosa da guadagnare ma anche un impegno da mantenere. Alla base dell’alleanza biblica, invece, c’è un solo contraente – Dio – che, decide di stringere un’alleanza con l’umanità, e tale iniziativa è mossa esclusivamente dall’amore. Continua a leggere

Esaltazione della Santa Croce. Croce abitata e… vuota

Il titolo dell’odierna festa ha bisogno di una spiegazione. La croce che ci portiamo al collo e che appendiamo al muro è stata per secoli uno strumento di supplizio atroce. Che cosa diremmo oggi se qualcuno parlasse di… esaltazione della sedia elettrica o girasse per strada con una piccola ghigliottina appesa al collo? È chiaro che l’esaltazione della croce non equivale affatto ad una approvazione del supplizio della croce. Continua a leggere

Ventiduesima Domenica del Tempo Ordinario. Rinnegare se stessi…

«Rinneghi se stesso». Queste parole di Gesù, rivolte a tutti coloro che vogliono seguirlo, sono tra quelle più difficili da comprendere e accettare nel Vangelo. Sono da comprendere, innanzitutto. Il «se stesso» da rinnegare non è la personalità che ciascuno ha, nemmeno la sua intelligenza o la sua sensibilità. Ciò che si deve rinnegare è il destinare tutta questa ricchezza a se stessi, il chiuderla dentro l’orizzonte del proprio bisogno, l’indirizzarla al proprio istinto o anche alla propria esclusiva volontà. Continua a leggere

Venerdì Santo. Croce, segno della risurrezione!

Non è un giorno di lutto, oggi, ma un giorno di contemplazione. Contemplazione delle parole che abbiamo ascoltato nel racconto della Passione secondo Giovanni e, poi, adorazione della Croce di Cristo. Vorrei solo suggerire come educare il nostro sguardo, stasera, così che, lungi dal macerarci in un dolore di maniera che ci scivola via senza lasciare traccia, ci immergiamo invece nella gloria della Croce, in cui l’evangelista Giovanni ha saputo leggere il compimento di tutto. Continua a leggere

Quinta Domenica di Quaresima. Tocca…

D’accordo, Gesù. Ci hai fatto assaporare l’acqua che disseta per sempre, ci hai aperto gli occhi con la luce che squarcia le tenebre del peccato, ma noi ora vogliamo toccare con mano la vittoria su quel male estremo che attanaglia la nostra vita: la morte che ce la ruba quando meno ce lo aspettiamo e che, comunque, anche se dopo lunghi anni, arriva inesorabile a toglierci gli affetti più cari. Continua a leggere

Meditazioni natalizie sull’albero…

Nonostante i simboli sembrino destinati a finire in solaio – anche se sarei cauto a dichiararne troppo frettolosamente la morte – il Natale è ancora capace di far riaprire il baule delle “cianfrusaglie” e tirar fuori le statuine del presepe – magari quelle vecchie del nonno – e anche l’albero di Natale. Non è sopita la contrapposizione che si trascina da anni tra il presepe e l’albero, quasi che l’uno sia un simbolo cristiano e l’altro un segno pagano. Tutto sbagliato. Continua a leggere

Un’omelia funebre per Erich Priebke

Di fronte ad una richiesta dei familiari e appurato che Erich Priebke sia battezzato e che al momento della morte non rientri nella condizione che, secondo il canone 1184 del Codice di diritto canonico, impedisce le esequie, e seguendo l’eventuale giudizio dell’Ordinario, avrei presieduto il funerale del noto criminale nazista. Lo avrei fatto, perché il mio ministero di prete mi mette nella condizione di avere uno sguardo su ogni uomo come amato da Dio, sempre, anche se ignobilmente peccatore. Continua a leggere

Ventitreesima Domenica del Tempo Ordinario. Desiderio, compito, sacrificio…

La prima sensazione che abbiamo dopo aver ascoltato le parole di Gesù è che egli sia infastidito dalla folla numerosa che andava con lui, che dubiti della sincerità di quel seguire. Non è infastidito, ma vuole mettere le cose in chiaro. Si spiegano bene, allora, le due parabole, che sembrano fuori tema rispetto alle parole di Gesù: «Bada che devi rinunciare a tutti i tuoi averi per essere mio discepolo, bada che devi amarmi di più di quanto ami le persone della tua famiglia, di quanto ami la tua stessa vita!». Le due parabole – quella della torre e quella della guerra – descrivono un percorso che è poi quello della vita umana. Continua a leggere